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Fantastico Tex!

Fantastico Tex!

Un saggio firmato da Antonio Tentori si sofferma sull'altra faccia del West texiano, puntando i riflettori sulle storie horror, fantascientifiche e gialle!

Che Antonio Tentori avesse una passione per il lato fantastico e inquietante della narrazione, quando non propriamente spaventoso, non è certo un segreto. Da questa sua fascinazione sono nate, nel corso degli anni, le collaborazioni in veste di sceneggiatore con numerose firme italiane legate al cinema fanta-horror: da Lucio Fulci a Joe D'Amato e, recentemente, Dario Argento. In veste di saggista lo avevamo già apprezzato soprattutto grazie a un volume firmato in coppia con il nostro Maurizio Colombo, diventato un vero e proprio testo di riferimento per gli appassionati: "Lo schermo insanguinato - il cinema italiano del terrore 1957-1989", edito da Solfanelli nel 1990. Meno nota, magari, è la sua passione per i fumetti, e anche il suo legame con le storie di Tex. È proprio al Ranger che ha voluto dedicare il suo volume più recente, "Fantastico Tex", concentrando la sua analisi sulle venature horror, fantascientifiche e gialle che segnano molte avventure del personaggio creato da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini. Il volume, portato in libreria da Kawama Editoriale, viene introdotto dalle parole del nostro Stefano Marzorati, che vi presentiamo qui di seguito.

"Ci sono in questo “Fantastico Tex” scritto dall’amico Antonio Tentori tutte le mappe di quel West che non viene di solito rappresentato nei libri che tracciano l’epopea della Vecchia Frontiera. Sto parlando di quei “luoghi oscuri” abitati da creature sovrannaturali, spiriti e demoni, streghe e stregoni, ma anche scienziati pazzi, alieni, mutanti e creature mostruose e maligne che in molte storie di Tex gli sceneggiatori della serie, per primo il creatore del personaggio G.L. Bonelli, hanno disinvoltamente
visitato. Questo “altromondo fantastico” ha sempre trovato largo spazio nella lunghissima saga texiana, producendo storie di grande impatto che hanno incontrato sin dall’inizio il favore dei lettori. Se chiedete a un qualsiasi lettore texiano qual è il nome del cattivo più temibile mai incontrato da Mr. Willer, il primo nome a scaturire dalla sua memoria sarà certamente quello di Mefisto, mago trasformista e negromante, frequentatore di demoni, creatore di illusioni mortali e signore incontrastato delle Terre dell’Abisso.
È lui, e insieme a lui il suo degno figliolo Yama, a dare filo da torcere a Tex e ai suoi pards, coinvolgendo i nostri eroi in lunghe avventure ricche di colpi di scena e di invenzioni narrative risolte con uno stile a metà tra il “pulp” e il romanzo d’appendice.

Da lettore, come molti altri della mia generazione, anch’io ero affascinato dalla figura di Mefisto ma l’incursione del Ranger nel fantastico che citerei come la mia preferita rimane sicuramente “Il marchio di Satana”, episodio in cui Tex, coadiuvato dal fedele Carson, affronta una setta di satanisti incappucciati in stile Ku Klux Klan. Questa vena fantastica/orrorifica continua a caratterizzare, ancora oggi, parte delle storie texiane, grazie alla mano felice di sceneggiatori come Claudio Nizzi, Mauro Boselli e Michele Medda.

La guida alle terre dell’abisso di Antonio è ricchissima di dettagli e di informazioni, e si presenta come un prontuario più che adeguato per esplorare un filone importante della saga di Tex. Tentori ha sezionato con grande attenzione il gigantesco corpus narrativo/editoriale del Ranger e non ha tralasciato di prendere in esame anche quelle storie e quei personaggi che appartengono ai sottofi loni dell’“avventura esotica fantastica” e della fantascienza. Ecco, quindi, sfi lare sotto l’occhio attento dell’autore sette cinesi, Thugs, Vichinghi, principi malesi e tiranni africani, guerrieri Tuareg, città medievali sperdute nel deserto, mummie e tesori sepolti, uomini scimmia e uomini alligatore, letali creature venute dallo spazio profondo. Lo scenario è sfaccettato e multiforme perché il fantastico in Tex prende mille strade e la guida di Antonio Tentori rappresenta un efficace strumento per non smarrirsi.
Ricordatevi che ci sono cose là fuori, nel buio."

Stefano Marzorati