Story Teller Web 11

Il lungo inverno

Il lungo inverno

Approfondimenti, riferimenti filmici e bibliografici: un breve viaggio alle radici di "Il lungo inverno", numero 11 della collana "le Storie".

Un’inquietudine in agguato, un’ombra gelida e sfuggente, come la sferza di un vento notturno, che frena il sangue nelle vene… Questo è Il lungo inverno di Giovanni Di Gregorio e Francesco Ripoli.  Che il “deserto bianco” possa essere scenografia perfetta per angosce e terrori è una lezione che tutti – scorrendo le pagine del lovecraftiano Alle montagne della follia (1936) o i fotogrammi del kubrickiano Shining (1980) – abbiamo imparato da tempo.

D’altro canto, non è dentro oscuri orrori cosmici, e neppure nei corridoi di un albergo infestato che questa Storia trascina i suoi lettori. Certo, tali “archetipi narrativi” sembrano vibrare dentro la sceneggiatura scritta dal “tenebrologo” Di Gregorio (che, non a caso, ha spesso contribuito alla fabbrica dei brividi dylandoghiani e dampyriani), ma la vera destinazione del viaggio che ha organizzato per noi sembra essere un’altra... Ormai sapete che gli accostamenti arditi non ci spaventano – si tratta di giocare, per puro divertimento, con assonanze e affinità, non di “paragonare” questo a quello – per cui, anche ora ci lasceremo condurre dal libero volo dell’immaginazione. Ed è spiegando le ali in questo modo che finiremo con l’imbatterci nel grande Ingmar Bergman. Il Maestro svedese non è forse il più efficace testimonial  di questa cupa avventura? Non è stato lui a mostrare le desolazioni dei paesaggi scandinavi come specchi di travagli interiori, di infinite e agghiaccianti solitudini? Chiunque abbia visto una delle sue pellicole più significative – L’ora del lupo (1968) – non potrà negarlo neanche volendo…

A inquietarvi ulteriormente sarà quasi senza dubbio il pennello di Ripoli, autore di vasta esperienza e di stile raffinato, che si è prestato a questa Storia bonelliana con entusiasmo e dedizione. Nato a Livorno nel 1971, Ripoli è – dicevamo – un professionista affermato, che ha dedicato il proprio talento a opere di impegno civile come Ilaria Alpi, il prezzo della verità (Edizioni Becco Giallo, 2007), a excursus poetico-letterari quali Nuove magie (ispirato ai componimenti di Alda Merini, Rizzoli 2010) o Senza sangue ( Edizioni BD, 2010, dal romanzo omonimo di Alessandro Baricco), senza con ciò disdegnare luoghi e personaggi vicini all’epos della Frontiera western (1890, Edizioni BD, 2008)...

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