Intervista Dampyr

Nuova linfa per Dampyr!

Nuova linfa per Dampyr!

Abbiamo incontrato Daniele Statella, nuovo acquisto "dampyriano" che fa il suo esordio nell'albo in edicola dal 5 giugno, "Ragazzi perduti"

Seconda parte

È stato difficile centrare Harlan, Tesla e Kurjak? C'è uno di questi personaggi che ti diverte di più visualizzare?

I personaggi credo di averli trovati quasi subito, perché ho sempre letto Dampyr, fin dal primo numero, e solo recentemente l’avevo un po’ perso di vista quindi è stato più un ritrovarli che un semplice trovarli.


Il trio di ammazzavampiri si prepara a entrare in azione

Mi sono ispirato in parte ai riferimenti iniziali in carne e ossa, e cioè Ralph Fiennes per Harlan, piuttosto che David Bowie per Caleb o Annie Lennox per Tesla, anche se poi li ho filtrati attraverso il mio gusto. Kurjak mi pare quello che mi viene meglio, anche se il personaggio che prediligo disegnare, a parte Harlan, è indubbiamente Tesla: femminile e misteriosa, apparentemente debole ma in realtà così potente!

► Com'è stato lavorare in coppia con Marco Fara? Era la prima volta che qualcuno inchiostrava i tuoi disegni?

Marco Fara l’ho conosciuto nel 2007: dovevo completare un albo di "L’insonne" in poco tempo e serviva un inchiostratore che mi aiutasse a rispettare la consegna. Temevo molto che qualcuno, mettendo mano sui miei disegni, non rispettasse le fisionomie o le atmosfere. Invece Marco si è rivelato subito molto rispettoso e, dal canto mio, ho sempre cercato di fare delle matite molto precise, indicando anche i tratteggi e i neri, in modo tale da lasciare pochi dubbi di interpretazione.

Confesso che l’inchiostrazione è la parte che amo di meno di questo lavoro, preferisco di gran lunga dedicarmi alle tavole a matita e, anzi, trovo che il confronto con un’altra persona che lavori sulle mie pagine sia ancor più stimolante, tant’è che nella mia pur breve carriera ho collaborato con vari inchiostratori: Elisabetta Barletta sulla mini serie "Laura Melies", Lucilla Stellato ("Unità Speciale") e Matteo Bussola, con cui ho realizzato sia "Unità Speciale" che "FactorV". E tutti sono oggi miei colleghi in Bonelli: ognuno con il proprio percorso, ci si è poi ritrovati qui, dove forse avevamo sempre desiderato arrivare.

► Parlando della storia in edicola, dove ci porta Dampyr, in "Ragazzi perduti"?

L'albo di giugno porta Harlan e soci nelle favelas di Rio De Janeiro, dove si nasconde la terribile minaccia di una nuova maestra della notte che protegge i "meninhos da rua", i ragazzini vagabondi, trasformandoli in vampiri. Tra l’altro, l’episodio esce in giugno, proprio quando i riflettori del mondo saranno puntati sul Brasile per via dei mondiali di calcio.

► Che tipo di documentazione hai ricevuto da Giovanni Di Gregorio per immergerti meglio nelle atmosfere del suo racconto?

Non sono mai stato in Brasile ma ho un’amica che è stata nelle favelas e mi ha fornito un po’ di materiale fotografico utilissimo per caratterizzare al meglio l’ambientazione. Giovanni, invece, è sempre in giro per il mondo e mi ha saputo indicare le zone di Rio in cui la storia si sarebbe svolta, così abbiamo trovato il materiale iconografico necessario per ambientarla in maniera credibile e realistica. Mi ha fornito anche documentazione relativa ad abiti e costumi e per i mezzi militari.


Una tavola di Dampyr n.171 - chine di Marco Fara
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Credo sia fondamentale, per una serie come Dampyr, raccogliere una documentazione soddisfacente per realizzare l'avventura, non solo riguardo la location ma anche in termini di suggestioni visive e atmosfera. Ad esempio, Claudio Falco, per l’episodio speciale di Riminicomix 2013, “Ballo di fine estate”, mi aveva suggerito di guardare alcuni film, tra cui "Amarcord" di Federico Fellini, utilissimo per la scena del ballo che ho poi disegnato. E lì il dottor Falco ha sfondato una porta aperta, dato che adoro il cinema e uso spesso i film per l’atmosfera o per ispirarmi a certi personaggi.

► E adesso, cosa ti aspetta? A quale nuova avventura stai lavorando?

Sono già oltre la metà di un nuovo episodio di Dampyr: è una storia scritta da Boselli dal titolo “Il figlio di Kurjak”. Lavorare con Mauro è molto impegnativo, ma gratificante. Scrive le sceneggiature disegnando a pennarello rosso la gabbia delle vignette e indicando con delle frecce dove stanno i personaggi. Poi dattiloscrive all’interno di queste vignette le indicazioni e i dialoghi. Occorre attenersi in maniera ferrea alla sceneggiatura, perché lui ha in mente una regia molto precisa della tavola e se non si può sgarrare. Se ci si prendono troppe libertà, la sua ira potrebbe esser funesta!

A parte gli scherzi, il racconto è impegnativo perché si tratta di un episodio di quelli che lasciano il segno nella serie e sono veramente felice di essere stato scelto per realizzarlo. Ma, come dice qualcuno, "da grandi poteri derivano grandi responsabilità", quindi ora chiudo, vi saluto e torno da Harlan che l’ho lasciato nei guai, ha bisogno di una mano. Munita di matita…

A cura di Luca Del Savio

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