1949

Mani in alto!

Mani in alto!

La gloriosa testata dell'"Audace" aveva ormai fatto il suo tempo. Anche il personaggio di Furio (ora Mascherato) mal si adattava alla nuova vitalità che permeava l'Italia del Dopoguerra. Ma ancora una volta le Edizioni Audace avevano un asso nella manica nella persona di Rinaldo D'Ami, sceneggiatore e disegnatore che aveva fatto sua la lezione del cinema western americano e dei grandi autori del fumetto di quel paese (in particolare di Milton Caniff). Così, nel 1949, con una "dirompente" copertina realizzata da Galleppini, nasceva "Mani in alto!", una nuova serie in cui confluiva l'ormai stanco "Audace", e nella quale si sarebbero poi concluse le avventure di Furio, ridotto ora al ruolo di comprimario. I protagonisti di questa nuova saga erano il giovane Teddy Star, sergente della Cavalleria, Cherry Brandy, il tipico vecchietto western, e Sventola, simpatica e un po' patetica figura di orfano di bandito. D'Ami, americanizzatosi poi in Roy D'Amy, riuscì a caratterizzare in modo brillante i suoi personaggi, trascinandoli in lunghe avventure ambientate nel West, ma anche in Messico e in Canada, e portandoli a un lusinghiero successo, che rese "Mani in alto!" uno dei capolavori del fumetto dell'epoca. Da ricordare le figure dei personaggi femminili che, ispirati graficamente alle "donnine" di Caniff, infrangevano l'immagine tradizionale della "fidanzatina bisognosa di protezione", partecipando attivamente all'azione.

14/05/2013