Tex

Un trapper nel Grande Nord

In edicola dal 25 gennaio, il Tex Magazine del 2019 contiene una storia a fumetti con protagonista il corpulento trapper Gros-Jean. Ecco un estratto dal lungo articolo che presenta il personaggio, e una gallery con i contenuti dell'albo.

"Yukon Race" è il titolo della storia a fumetti - scritta da Giorgio Giusfredi e disegnata da Alfonso Font - contenuta nel quinto Tex Magazine, in uscita il 25 gennaio, e dedicata al personaggio di Gros-Jean. Ma come sempre, il Magazine è ricco di articoli, approfondimenti e immagini. E contiene anche un altro fumetto, "Raccolto insanguinato", firmato da Jacopo Rauch e Alessandro Poli. Per presentarvi l'albo prendiamo in prestito l'inizio di un lungo articolo di Luca Barbieri dedicato al Métis canadese. Buona lettura!

Gros-Jean non inizia propriamente con il piede giusto il suo rapporto con Tex, con il quale scambia una serie di furiose quanto precise revolverate.

La prima apparizione di Gros-Jean avviene all'interno dell'episodio "L'orma della paura" e coincide con un momento molto importante per la saga di Tex, all'epoca ancora pubblicata nel formato a striscia. Era il maggio del 1951, il 22 per l'esattezza, e iniziava la terza serie, rinumerata, come diventerà consuetudine, a partire dall'1. Il corpulento Métis canadese - tre quarti di sangue francese e un quarto dakota, da parte di nonna, come riferisce il ben informato Jim Brandon - non inizia propriamente con il piede giusto il suo rapporto con Tex, con il quale, infatti, scambia una serie di furiose quanto precise revolverate, che strappano addirittura un pensiero d'ammirazione per l'accuratezza della mira da parte del Ranger.

Gros-Jean, dunque, si dimostra da subito un ottimo tiratore («il migliore del Canada» si definisce lui stesso, con un pizzico di presunzione) oltre che un "forzuto" di prim'ordine, visto che riesce a demolire da solo un intero saloon. La sua dote migliore, però, è nascosta dentro di lui, ed è il motivo per cui Tex lo sceglie come uno dei propri inseparabili compagni d'avventura: la sua eccezionale lealtà e generosità d'animo.

Il corpulento Métis canadese è un fervente idealista e un puro di cuore (o anche "un grosso idiota", come lo definisce un po' cinicamente Jim Brandon).

Il suo carattere franco e schietto è anche la ragione per cui è molto facile, per lui, passare da una parte all'altra della Legge, ovvero compiere il balzo da "cattivo", com'era stato inizialmente presentato ai lettori, a "buono": la sua militanza nella spietata Mano Rossa non era infatti dovuta a cattive inclinazioni, avidità oppure meschini interessi, bensì unicamente alla sua sincera, e molto ingenua, convinzione che la banda agisse per assicurare la libertà ai Mètis e agli indiani del Canada.

Insomma, Gros-Jean è un fervente idealista e un puro di cuore (o anche "un grosso idiota", come lo definisce un po' cinicamente Jim Brandon), ed è proprio grazie alla sua buona indole che lega istintivamente con Tex. Il rapporto fra i due uomini, alla luce di questi presupposti, si cementa subito e si evolve rapidamente in una salda amicizia, tanto che quando Tex e Gros-Jean, finita la loro missione, si devono separare, il massiccio trapper non riesce a trattenere alcune lacrime di commozione: insomma, siamo al cospetto di un'anima candida nascosta sotto la scorza di un rude boscaiolo.

Luca Barbieri


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24/01/2019