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In canoa lungo il Mohawk River!

Uscita a fine novembre dopo la presentazione in anteprima a Lucca Comics, Mohawk River è un'avventura dal sapore classico, un appassionante affresco storico firmato da Mauro Boselli e Angelo Stano. Scoprite il volume attraverso le parole del Bos!

Upstate New York, 1755. All'interno dei territori coloniali, i francesi e gli inglesi, affiancati dalle tribù dei nativi, si scontrano in una guerra più che mai cinica e spietata. Il giovane Daniel Chapman si imbarca nell'impresa di liberare il fratellino e la sorella, rapiti dalla tribù ostile degli Abenaki. Sulla sua strada, però, si affacciano pericoli e sorprese di ogni genere...

Pubblicato come secondo Speciale Le Storie nell'estate del 2015, Mohawk River è un appassionante affresco storico, un'avventura dal sapore classico. Per presentarvi l'edizione cartonata uscita a fine novembre, riprendiamo qui una parte dell'introduzione di Mauro Boselli e qualche disegno di Angelo Stano.

Nel mondo fantastico della narrativa di genere, ci sono paesaggi ed epoche che costituiscono essi stessi un genere a sé. La classica stagione della pirateria, per esempio, nella realtà è durata un paio di secoli, ma la bandiera col teschio continua a sventolare sui vascelli della nostra fantasia. Storicamente ancora più breve, qualche decennio a dir tanto, intorno alla metà del Settecento, è il periodo che gli storici definiscono con il nome di "guerre franco-indiane", e che confluisce poi nella Guerra d'Indipendenza. Il luogo sono le Tredici Colonie, il primo nucleo degli Stati Uniti sulla Costa Est, per l'esattezza quella parte di esse che sfuma verso ovest, nell'ignoto o quasi della regione non colonizzata: la Vecchia Frontiera al di là delle Allegheny Mountains, tra il fiume Kentucky e l'Ohio.

Le capanne, le canoe, le foreste, gli agguati, i guerrieri rossi e i cacciatori bianchi, i francesi, gli inglesi, gli americani in via di formazione: li ritroverete tutti, nel personale omaggio alla Vecchia Frontiera che io e Angelo Stano abbiamo voluto realizzare.

Un paesaggio storico che si è sublimato nel regno della fantasia. È laggiù, e laggiù soltanto, che snelle piroghe di corteccia discendono rapide la corrente dei fiumi con a bordo bronzei guerrieri dal naso adunco e colori di guerra sul viso. Laggiù si stendono le foreste immense della nostra fantasia, fatte di verdi, svettanti abeti o di alberi cedui dalle mille sfumature autunnali: foreste misteriose, dense e ombrose, trafitte da luminosi raggi di sole e percorse da lunghi e tortuosi sentieri che portano lontano. È lì che sorgono piccoli villaggi di coloni, con casette di tronchi addossate l'una all'altra e cinte di pali aguzzi, per difendersi dall'ignoto. È lì che, a viso aperto o in sanguinose imboscate, si affrontano tra loro soldati dalle divise blu o scarlatte, rudi pionieri, cacciatori vestiti di pelli, e i guerrieri nati nei boschi, con nomi evocativi come Seneca, Mohawk, Cree, Huron e Shawnee.

Le capanne, le canoe, le foreste, gli agguati, i guerrieri rossi e i cacciatori bianchi, i francesi, gli inglesi, gli americani in via di formazione: li ritroverete tutti, nel personale omaggio alla Vecchia Frontiera che io e Angelo Stano abbiamo voluto realizzare. E se alcuni di quei volti, di quelle storie, di quegli ambienti vi sembreranno stranamente familiari, è perché appartengono allo stesso territorio del Mito, a quel breve volgere di eventi in una terra selvaggia e ormai perduta che segnò un'epoca e ci regalò l'ennesima "Neverland" dell'Avventura.

Mauro Boselli


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14/12/2018