Intervista Dragonero

Banda di fratelli

Stefano Vietti e Gianluca Pagliarani sono gli autori di "Il giorno degli eroi", il numero 62 di Dragonero con il grande scontro tra l'esercito imperiale e le Regine Nere. Oggi lo sceneggiatore ci racconta la genesi dell'albo, settimana prossima lo farà il disegnatore.

L'11 luglio è il giorno della grande battaglia! L'esercito delle Regine Nere affronterà quello imperiale in un albo di 96 pagine. Stefano Vietti è il fedele cronista pronto a lasciare ai posteri i dettagli della tenzone, Gianluca Pagliarani colui cui è affidata la raffigurazione iconografica dello scontro. L'11 luglio scorrerà il sangue. L'11 luglio è Il giorno degli eroi!

Stefano, da dove nasce l'idea di raccontare un'intera battaglia in un unico albo?

L'esercito delle Regine Nere doveva scontrarsi sul campo di battaglia contro quello imperiale: solo l'idea mi portò a immaginare scene incredibili. La mia passione per la storia militare ha fatto il resto. Serviva un albo intero, ma senza preludio e senza finale: 94 pagine dedicate tutte allo scontro campale, ovvero che si aprisse con il grido «Arrivano!» e si chiudesse col calare delle tenebre. È stata in assoluto la storia più difficile che ho scritto nella mia carriera, per quanto riguarda la tecnica di sceneggiatura. Un solo grande ambiente narrativo, tre uniche grandi sequenze, una ventina di personaggi più o meno importanti in campo e migliaia di figuranti... tutti da muovere in contemporanea e tutti con la necessità di un preciso tempo narrativo a loro dedicato. Infine... l'aspetto emotivo a muovere tutto!

Avevo ideato due tavole per ciascun morto eccellente, in modo da mostrare qualcosa di lui prima di vederlo volare tra i Khame: i ricordi dell'ultimo istante... quello che passa davanti agli occhi poco prima della morte. Sarebbero servite per dare più spessore ai cari estinti.

Potendo scegliere una qualunque battaglia della storia da raccontare in un fumetto, dalle Termopili allo sbarco in Normandia, per quale opteresti? Rispondi con attenzione, perché i lettori potrebbero prenderla come una dichiarazione d'intenti per il futuro...

La battaglia di Ramillies. Belgio, 1706. Ed è esattamente una dichiarazione d'intenti.

"Il giorno degli eroi" presenta un'eccezionale ricchezza di dettagli, in particolare le diverse armature, le armi e gli aquiloni: hai fornito tu la documentazione a Pagliarani?

Molti dettagli erano già parte integrante del mondo di Dragonero. Per le novità, ho dato a Gianluca qualche dritta visiva e descrittiva, ma lui ha giocato le carte migliori, dando spazio alla propria vena creativa... Come vedrete... un talento!

Senza svelare chi saranno i morti eccellenti della storia, dicci soltanto che metodo hai usato per "giocare a fare Dio" e scegliere chi sarebbe caduto e chi no. I dadi? Oppure una tua innata perfidia, vista la scomparsa - dolorosissima per tutti i lettori e davvero sorprendente - della mamma di Ian...

I "dadi" li avevo lanciati con Luca Enoch già mesi fa, quando abbiamo progettato il "soggettone" della saga. Abbiamo, però, deciso di "chiudere" con determinati personaggi solo per esigenze emotive e narrative, non per creare l'effetto. Questa scelta, i lettori la gradiranno.

Durante la stesura della sceneggiatura hai per caso avuto qualche bizzarro inconveniente?

Le tavole doppie: bellissime ma pericolosissime! Avevo ideato due tavole per ciascun morto eccellente, in modo da mostrare qualcosa di lui prima di vederlo volare tra i Khame: i ricordi dell'ultimo istante... quello che passa davanti agli occhi poco prima della morte. Sarebbero servite per dare più spessore ai cari estinti. Ma le tavole doppie con le scene spettacolari hanno preso talmente tanto spazio che ho dovuto rinunciare. Solamente una è stata disegnata, ma resterà per sempre in archivio: quella che riguarda

Torniamo alla battaglia: potendo scegliere, in che punto dello schieramento ti saresti posizionato? In alto, con i grifoni? Tra la fanteria? Insieme alla cavalleria? Con Myrva o Gmor? Io, personalmente, mi sarei messo sulle colline come spettatore, con un pacchetto di popcorn...

Ah! Ah! Ah! E non sarebbe suonata strana, la tua scelta... Durante le prime battaglie della guerra di Secessione, non pochi spettatori si piazzavano proprio in posizioni elevate a "godersi" lo scontro. Per quanto mi riguarda: cavalleria Candaryana... al suono del primo corno... prima fila al centro... Se deve essere, che sia con una freccia elfica nel petto!

A cura di Luca Barbieri


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05/07/2018