Anteprima Orfani

La Terra dei Mammucari Bros!

In questa intervista, Emiliano e Matteo Mammucari ci raccontano cosa dobbiamo aspettarci da "A proposito del futuro", lo Speciale in uscita il 14 luglio che prosegue la storia dei tre albi di Orfani: Terra pubblicati nel 2017.

È passato più di un anno dall'uscita del terzo e ultimo numero di Orfani: Terra. Ma Emiliano e Matteo Mammucari non avevano finito di raccontare la storia del nostro pianeta, così eccoli architettare coi sodali Uzzeo e Masi un seguito, "A proposito del futuro", in edicola, libreria, fumetteria e nel nostro Shop online a partire dal 14 luglio. È il primo Speciale di Orfani, ma non sarà l'ultimo. Ne abbiamo parlato proprio coi Mammucari brothers.

Come sanno fare i migliori racconti di fantascienza, pur parlando di mondi immaginari anche Orfani: Terra tratta argomenti con forti radici nella nostra realtà. Nei tre albi che precedono questo primo Speciale la metafora del muro, di ciò che al di qua e al di là della barriera, era molto presente. E ora? Adesso che i ragazzi sopravvissuti - sfuggiti allo Sceriffo e all'inferno della discarica - si sono diretti verso la città, a cosa li porrà di fronte il loro viaggio verso la speranza?

"A proposito del futuro" parla della nascita di un capopopolo. Uno che infiamma le masse con parole e concetti del tutto condivisibili, ma poi saranno le azioni a stabilire cosa è giusto e cosa no.

Emiliano Mammucari: La serie Orfani ha uno sguardo rivolto al presente fin dall'inizio. È nata nei giorni della Primavera araba e della crisi greca e certi argomenti, volenti o nolenti, sono finiti nelle storie. D'altronde il metodo per immaginare il futuro è semplice: guardi fuori dalla finestra e pensi: «E domani?» 

"Domani" è una scatola che si riempie di paure, di angosce.

In questo momento siamo tutti affascinati dalla propaganda. Dalle sette, dai santoni che hanno ricette facili. Dai demagoghi che infiammano le masse urlando slogan che risultano tanto più efficaci quanto più sono ovvii e inconsistenti. Chi non sarebbe d'accordo, ad esempio, con un leader che sale sul pulpito e grida «Abbasso la povertà!»? Ci lasciamo sedurre dalla nuova propaganda perché, in qualche modo, abbiamo un bisogno disperato di credere in qualcosa, non importa se sia supportata dai fatti o meno. Quello che mi affascina è che anche chi fa propaganda finisce per credere alle proprie bugie.

"A proposito del futuro" parla della nascita di un capopopolo. Uno che infiamma le masse con parole e concetti del tutto condivisibili, ma poi saranno le azioni a stabilire cosa è giusto e cosa no. Come dire: la via per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni. La fuga verso la libertà ha preteso il suo tributo di sangue e, rispetto all'inizio dell'avventura, ora il gruppo al centro del racconto è ridotto a quattro elementi. Come cambia l'equilibrio tra di loro?

Matteo Mammucari: Conquistare la libertà era l'obiettivo comune che teneva uniti i nostri Orfani. Ora che l'hanno ottenuta, però, il problema diventa capire cosa farsene. È qui che arrivano i guai: la distanza tra le priorità di Cain e quelle di Max è talmente acuta da spezzare in due la famiglia. Il primo sembra uno scapestrato che cerca di rigare dritto, il secondo un ottimo capo senza più nessuno su cui comandare. Miranda, in tutto questo, sembra troppo impegnata a rimettere insieme i pezzi del proprio sconclusionato puzzle mentale.


Una vignetta di Luca Genovese da "A proposito del futuro" Speciale Orfani n.1.

Con l'eccezione di Miranda, che probabilmente ha già visto la Città delle Luci, come sarà l'impatto per Max, Cain e Bug, abituati a sopravvivere nella discarica, con un nuovo scenario, certamente disseminato di un altro genere di pericoli?

Matteo: La prima miniserie di Terra racconta, in qualche modo, l'infanzia. Assistiamo alla nascita di una famiglia in una zona circoscritta dove tutti si conoscono, troviamo conflitti tra padre e figlio e sappiamo bene chi sono i buoni e chi sono i cattivi. L'equilibrio viene spezzato dall'arrivo di un elemento esterno, Miranda, che spalanca gli orizzonti ai nostri Orfani, guidandoli fuori dai loro confini abituali.

La prima miniserie di Orfani: Terra racconta, in qualche modo, l'infanzia. In questo Speciale, i nostri personaggi entrano nell'adolescenza.

In questo Speciale, i nostri personaggi entrano, di fatto, nell'adolescenza: un mondo pieno di chiaroscuri e di regole nuove, la difficoltà nel tracciare una linea netta che separi gli amici dai nemici, lo scontro generazionale tra i vecchi che vogliono imporre le loro regole e l'ansia dei giovani di definire il proprio ruolo e la propria identità. Stavolta le insidie sono molto più subdole.

Mentre Cain ha vissuto buona parte della sua vita in una "metropoli" (la Città Morta), Max si confronta per la prima volta con una realtà così brulicante di vita (e, naturalmente, di morte), ed è forse colui che ne soffre di più: da sempre abituato a caricarsi sulle spalle il peso del gruppo, ora è talmente stordito che non riesce nemmeno a badare a se stesso. Quanto a Bug... si dice abbia vissuto giorni migliori.

Nella preparazione degli albi originari di Orfani: Terra tanto lavoro era stato dedicato alla definizione degli ambienti, caratterizzati non solo dall'aspetto e da elementi scenografici, ma anche dalla luce e dai toni di colore. Questa volta su quali caratteristiche visive avete puntato per presentare ai lettori la nuova ambientazione?

Emiliano: Per me, lo spazio è importante quanto i personaggi e in questo speciale volevamo più "set" e ambientazioni di quante se ne erano viste lungo tutto il primo Orfani: Terra. Fortunatamente lavorare con Luca Genovese e Luca Saponti significa avere un comparto grafico d'eccezione.

Abbiamo immaginato la Città delle luci come l'ultimo spazioporto ancora esistente sulla Terra, costruito nel cuore di una città in mano a un gruppo di ex militari. Tutto intorno, separato da un muro, c'è il Formicaio: una enorme (e pericolosissima) favela. Solo chi viene scelto per lavorare al cantiere ha una possibilità di sopravvivere.


Una vignetta di Luca Genovese da "A proposito del futuro" Speciale Orfani n.1.

Per la miniserie di debutto di Orfani: Terra, tu e Matteo, insieme con Mauro Uzzeo e Giovanni Masi e a tutti i disegnatori e i coloristi dei tre albi, avevate formato un team affiatatissimo. "A proposito del futuro" nasce anche dalla voglia di tenere viva l'alchimia nata in occasione della lavorazione della quinta stagione di Orfani, oltre che dal desiderio di raccontare nuove avventure?

Emiliano: Siamo un gruppo di lavoro molto unito e che ama stare insieme. Il soggetto dell'albo è firmato da tutti e quattro proprio perché ci siamo divertiti a raccontarci la storia con la scusa di pranzi, cene e quant'altro. Anche la revisione finale dei testi viene fatta insieme, perché ognuno di noi "sente" meglio la voce di questo o quel personaggio. Matteo, ad esempio, adora scrivere Bug. A Mauro viene bene la voce di Max, Giovanni parteggia per Miranda. Io, di solito, recito Cain o i cattivi.

Siamo un gruppo di lavoro molto unito e che ama stare insieme. Il soggetto dell'albo è firmato da tutti e quattro proprio perché ci siamo divertiti a raccontarci la storia con la scusa di pranzi e cene.

Sbirciando tra i crediti dell'albo, Giovanni Masi appare nel ruolo di "story editor". In cosa è costituito il suo apporto al racconto?

Matteo: Fiero esponente dello strutturalismo più estremo, Giovanni è la persona giusta a cui telefonare alle tre di notte per fugare eventuali dubbi su come risolvere una scena. Consiglio a tutti di provarci, è un'esperienza segnante. Soprattutto per lui. Scherzi a parte, quello di story editor è un ruolo che Giovanni ha ricoperto per anni nell'animazione e che abbiamo voluto applicare anche al fumetto. Il suo occhio vigile e implacabile ha supervisionato lo sviluppo della sceneggiatura fino all'ultima revisione.

Infine, senza anticiparci nulla dei dettagli della trama, è vero che questo non sarà l'ultimo Speciale di Terra?

Emiliano: "A proposito del futuro" introduce nuove ambientazioni, nuovi personaggi, nuovi villain e nuove tematiche. L'idea è quella di farne una trilogia che ci porterà a scoprire che fine farà la Terra.

A cura di Luca Del Savio


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03/07/2018