Anteprima

Generazioni: ora zero!

Arriva il numero zero della nuova miniserie dell’Agente Speciale Alfa, in omaggio con il 324 di Nathan Never. Per l’occasione, Antonio Serra ci porta alla scoperta di Generazioni!

Con il numero 324 di Nathan Never (in edicola, fumetteria e sul nostro Shop Online a partire dal 18 maggio), trovate in omaggio il numero zero di Generazioni, la nuova, attesissima miniserie del personaggio creato da Medda, Serra & Vigna. Dopo le versioni alternative del loro eroe offerte da Bepi Vigna & Roberto De Angelis (Nathan Never Annozero) e Michele Medda & Germano Bonazzi (Nathan Never Rinascita), Antonio Serra e la sua nutrita squadra di autori ci offriranno altri sei (o addirittura sette) differenti sguardi sull’Agente Speciale Alfa. Ma lasciamo la parola allo stesso Serra, che abbiamo “costretto” a portarci dietro le quinte dell’intera operazione.

UN PO’ DI STORIA

Andando con la memoria al momento in cui l’avventura di questa nuova miniserie è cominciata, scopro di dover risalire nientepopodimeno che all’anno 2010. All’epoca ero curatore di Nathan Never e stavo preparando la saga della Guerra dei Mondi. L’idea era quella di avere delle novità da proporre ai lettori al termine di quell’evento che si prospettava particolarmente lungo e articolato (occupò, alla fine, più di un anno di pubblicazioni dell’Agente Speciale Alfa). Fu così che, durante una riunione a cui partecipò anche Sergio Bonelli formulai quest’idea: arrivati a quasi vent’anni di esistenza del personaggio, gli autori avrebbero dovuto fare una sorta di “punto creativo” della loro esperienza, ripresentando ai lettori l’universo futuro di Nathan in una serie di storie “fuori continuità”.

Sergio Bonelli accettò il progetto permettendoci di sviluppare soggetti dove tutti e tre noi autori (Medda, Serra & Vigna) avremmo avuto la classica “carta bianca”

Sergio Bonelli, che non rifiutava mai un’idea se la riteneva valida, accettò il progetto, permettendoci di sviluppare soggetti dove tutti e tre noi autori (Michele Medda, Bepi Vigna e io) avremmo avuto la classica “carta bianca” nel raccontare in modo nuovo e diverso non solo il passato, ma anche eventualmente il futuro di Nathan.

Il lavoro partì appena Roberto De Angelis si liberò degli impegni legati alla Guerra dei Mondi, e lui e Bepi cominciarono a lavorare a quella che poi sarebbe diventata la saga di Annozero. Poco dopo, anche Michele e Germano Bonazzi cominciarono a sfornare tavole per portare all’attenzione di voi lettori Rinascita.

Visto che per realizzare un singolo albo occorre quasi un anno di lavoro, non stupisce che, da quel lontano giorno del 2010, la prima parte di Annozero raggiunse finalmente le edicole nel 2016, in occasione dei 25 anni di vita editoriale di Nathan.

E io? Io tergiversavo.

GENERAZIONI

Poi, quasi tre anni fa, al momento di concludere il lavoro su Annozero, la Casa editrice mi fece esplicita richiesta di mettere in cantiere  anche la mia “miniserie” in cui ricreare il personaggio. A causa degli impegni lavorativi maturati nel frattempo, non potevo essere io a scrivere le sceneggiature, e chiesi a due amici e collaboratori come Giovanni Eccher e Adriano Barone di assecondare la mia follia. Raccontai loro la mia idea: realizzare una carrellata di storie che attraversassero la vita di Nathan Never e la storia del futuro dell’umanità così come era stata immaginata nei fumetti che mi avevano influenzato nel realizzare il personaggio. Ma non solo: queste avventure avrebbero anche rivisitato la Storia stessa del fumetto di fantascienza (e anche del fumetto e basta!), ripresentando gli stilemi grafici e narrativi di vari autori e testate a partire dagli anni ’30 fino agli anni ’90.

E così è cominciata questa bizzarra avventura umana e creativa che ha visto cadere vittime della mia pazzia non solo Giovanni e Adriano (che hanno scritto e riscritto le sceneggiature mentre io emettevo risate gutturali simili a quelle di ogni cattivo dei fumetti che si rispetti) ma anche i vari disegnatori coinvolti: nell’ordine, Alessandro Russo, Silvia Corbetta, Mariano De Biase, Andrea Bormida, Sergio Giardo, Rosario Raho e Massimo Dall’Oglio.

Massimo (con i testi di Adriano) è stato anche l’autore di un breve episodio introduttivo che ha trovato collocazione all’interno di un “numero zero” che è allegato all’albo numero 324 di Nathan Never, ora in tutte le edicole, nelle fumetterie e sul nostro Shop Online.


Il particolare di una vignetta di Nathan Never Generazioni Numero Zero - disegno di Massimo Dall'Oglio


Ogni albo di Generazioni (numero zero compreso) è completo in se stesso (anche se alcuni si chiudono con un finale aperto che lascia adito a sviluppi) e può essere letto separatamente dagli altri. Ogni storia è anche il “numero uno” di una potenziale nuova “serie” di Nathan Never. Ma, se leggerete Generazioni tutto di fila avrete tra le mani anche un’altra storia, più ampia e complessa, che vi farà arrivare a un remoto futuro dove le cose, rispetto alla nostra realtà, sono davvero molto cambiate…

Ma da dove vengono fuori queste storie, quali sono i riferimenti che abbiamo adottato? Qui, oggi, parleremo del numero zero e del primo albo di Generazioni (intitolato Hell City Blues) disponibile dal 26 maggio. Altri articoli seguiranno man mano che la serie procede, ma c’è un’importante premessa da fare: nessuno di noi autori (sceneggiatori e disegnatori) pensa di potersi confrontare con i Maestri del fumetto di cui parleremo da qui in poi. Il nostro è un omaggio, un modo per dichiarare la nostra passione nei confronti di una forma espressiva alla quale abbiamo dedicato le nostre vite. Siamo coscienti dei nostri limiti e il nostro solo scopo è di “incontrare”, attraverso questi albi, altri appassionati come noi (i lettori) con i quali condividere le emozioni che i fumetti ci hanno fatto vivere in passato e ci faranno vivere in futuro. Detto questo... pronti? Si parte...

IL NUMERO ZERO

Le 24 tavole che compongono questo albetto sono direttamente ispirate all’opera di un autore giapponese che amo molto, Tsutomu Nihei. Tra i vari fumetti da lui realizzati, qui le suggestioni grafiche richiamano Blame! (1998), una saga distopica dai toni cupi e misteriosi, che ci trascina in un vortice sia di eventi che di segni nervosi e apparentemente involuti, che invece rivelano il grande talento di Nihei come narratore e come creatore di mondi “impossibili”. La trama dell’albetto (di cui non sveliamo nulla) ci introduce nell’universo di Generazioni, e già riserva delle sorprese… anche sull’interpretazione del titolo. Leggere per credere!


Una vignetta di Nathan Never Generazioni n.1 "Hell City Blues" - disegno di Alessandro Russo


HELL CITY BLUES

Il primo albo della miniserie è ambientato in un universo distopico nel quale la Seconda Guerra Mondiale è finita quasi dieci anni dopo che nella nostra realtà, cosa che ha portato allo sviluppo di una tecnologia diversa da quella che conosciamo. L’anno è il 1963, e molti potranno storcere il naso: il 1963 è il mio anno di nascita! Che egocentrismo! Il riferimento, in realtà, è a una miniserie americana intitolata proprio 1963 e realizzata dal grande autore inglese Alan Moore, nel 1993, dove si immaginavano versioni alternative dei più caratteristici eroi dei vari universi supereroistici statunitensi. Con la stessa logica, qui conosciamo un Nathan Never diverso (ma anche uguale) a quello che abbiamo imparato ad apprezzare nelle pagine della sua serie regolare, attraverso delle tavole i cui contrasti del bianco e nero richiamano i classici lavori di autori come Steve Ditko, Alex Toth, passando per un inevitabile Jack Kirby. Di tutti i sei albi, questo è il più “realistico” e poliziesco, in cui il futuro è uno sfondo certo presente, ma che non allontana la storia dai classici modelli della detection “hard boiled”. Mentre lavoravamo a questo primo episodio, abbiamo subìto le suggestioni di classici come Dick Tracy (1931) di Chester Gould, di Cybersix (1992) di Carlos Trillo e Carlos Meglia, di Torpedo (1982) di Enrique Sánchez Abuli e Jordi Bernet (il già citato Alex Toth disegnò i primi episodi, nel 1981), senza dimenticare l’opera più nota di Will Eisner, The Spirit (1940), che ha segnato non poco la storia del fumetto. E ancora non possiamo dimenticare Alack Sinner (1975) di José Muñoz e Carlos Sampayo o Sin City (1991) di Frank Miller, che riprendiamo esteticamente nella nostra copertina. Una breve ricerca su Google relativa agli autori e ai fumetti citati (se già non li conoscete) vi farà scoprire un universo di storie dove il contrasto tra luce e ombra è fondamentale per la narrazione. Una gioia per gli occhi e per la mente.

Buona lettura… e a risentirci tra un mese!

A cura di Antonio Serra


Se non volete perdervi nessun aggiornamento riguardo l'universo di Nathan Never, seguite la pagina Facebook del personaggio. Per rimanere aggiornati su tutte le novità della nostra Casa editrice, potete seguire la pagina Facebook ufficiale di Sergio Bonelli Editore e iscrivervi alla newsletter settimanale.

18/05/2018