Mister No

L'avventura? Per me è uno scherzo!

Il viaggio di Gabriele Croppi si è concluso, ma Mister No non ha ancora smesso di ripercorrere il "Fiume Grande" delle sue storie. E noi continuiamo a pubblicare questi ricordi...

Come sapete, Gabriele Croppi è riuscito a raggiungere il suo obiettivo: le sorgenti del Rio Amazonas. Invece Mister No non ha ancora smesso di ripercorre il "Fiume Grande" delle sue storie. E noi continuiamo a pubblicare questi ricordi, per rinfrescarci la memoria in attesa delle sue nuove avventure... che arriveranno!

L'avventura? Per me è uno scherzo!

Sarà l'aria del Brasile, che mette tutti di buonumore. Sarà che il vostro Mister No è un simpaticone e si vede subito. O forse, semplicemente, sarà la mia solita scalogna. Il punto è che la gente non aspetta il primo aprile per tentare di farmi dei dannati scherzi, fulminacci!

Vi ho già raccontato del mio primo cliente "ufficiale", arrivato quando ero a Manaus da oltre un anno (e restare disoccupati per tutto questo tempo non è uno scherzo, ve l'assicuro...). Il sedicente ingegner Tucker (come vi abbiamo raccontato nella puntata "Indios"), dopo essere salito sul mio piper con il pretesto di una gita sulla foresta, a un certo punto ha tirato fuori l'automatica e me l'ha puntata alla testa, dirottando il volo verso la destinazione che lui gradiva: il recupero di un carico di diamanti rubati. Uno scherzo che si è ripetuto molte altre volte, con altri clienti: killer professionisti che noleggiavano il mio aereo per avere una visuale migliore del loro bersaglio, ribelli o terroristi che volevano sganciare bombe o tirare raffiche di mitra dai finestrini della cabina, contrabbandieri e trafficanti di ogni genere che ne approfittavano per passare qualche frontiera, gangster, evasi, assassini in fuga, persino una specie di lupo mannaro... Non avete idea di quanti insospettabili tipacci ho trasportato con il mio piper! Voi mi direte: come fai a cascarci sempre? Il fatto è che la maggior parte di loro si presentavano come persone rispettabili, tipi simpatici, clienti del tutto affidabili. Alcuni erano persino belle ragazze, e l'ultima cosa che vi veniva in mente è che fossero armate di pistole e di intenti criminali.


Una striscia di "Ananga", Mister No 91, testi di Tiziano Sclavi, disegni di Fabio Civitelli


Forse la mia predisposizione a essere vittima di questo genere di scherzi è iniziata molto prima che arrivassi in Amazzonia. Addirittura, la prima volta che mi capitò di pilotare un aereo, un Bellanca P-200 che condussi attraverso la tempesta sopra le montagne della Sierra Nevada, in California. Avevo meno di diciott'anni e nessuna esperienza di volo: e questo è lo scherzo di pessimo gusto che avevo giocato al proprietario dell'aereo, il mio amico e istruttore William "Bat" Barlington, che mi credeva un aviatore provetto e mi chiese di accompagnarlo come secondo pilota quando un baffuto businessman dal nome italiano scortato da due armadi in giacca a quadretti gli offrì mille verdoni per volare fino al suo capanno di caccia sulla Sierra. Il tizio si chiamava Colombo e nel capanno di montagna aveva allestito un traffico di droga. Io riuscii a portare in salvo l'aereo quando Bat venne messo ko da un malore, ma dopo l'atterraggio rischiai la pelle in una sparatoria fra gangster nel bel mezzo dello Yosemite Park. Insomma, ho incontrato i miei primi clienti "burloni" ben prima di diventare un pilota da turismo professionista.

Ora, non dovete pensare che tutti quelli che noleggiano il mio piper siano dei banditi che pagano il viaggio in piombo rovente. Alcuni sono semplicemente degli squattrinati, e quando arrivano a destinazione non hanno denaro per saldarmi il conto. Oppure mi pagano con soldi falsi, o addirittura con pile di cambiali: come ha fatto quella lenza di Olinto Righetti, il baritono italiano che poi sarebbe diventato un mio buon amico (andatevi a rileggere l'ottava puntata "Il Teatro Amazonas"). Ma la prima volta che salì sul mio piper mi giocò uno scherzo degno della sua terra d'origine, patria di santi, di navigatori... e di burloni!

E comunque, il più ostinato di tutti nel prendere in giro il vostro povero Mister No non è un cliente e nemmeno un amico ma... Il mio piper!

E comunque, il più ostinato di tutti nel prendere in giro il vostro povero Mister No non è un cliente e nemmeno un amico ma... Sì, lo sapete... È il piper stesso, per l'animaccia mia! Quel suo dannato vizio di non partire al primo colpo... Io non vorrei essere costretto a tirargli un calcio nel cruscotto, trucco che ho imparato molti anni fa dal mio maestro di volo Bat Barlington, eppure spesso quello è l'unico modo per convincerlo a mettersi in moto. Poi dicono che sono violento, irritabile, che tratto male le cose... Ho tentato di capire la causa tecnica di questo disguido smontando il motore, guardandolo da tutte le parti, parlandone con diversi meccanici. La spiegazione sembra legata al clima umido della foresta che provoca l'ossidazione di certi fili. Sarà. Il fatto è che certe volte il piper parte al primo colpo (magari quando io ho avvisato i passeggeri di non preoccuparsi se il motore fa le bizze...) e altre volte mi fa ammattire (soprattutto quando ci tengo a fare bella figura con i clienti. E con LE clienti)... Insomma, ho concluso che il mio aereo da turismo si diverte a farmi questo scherzo. Anzi, tutti e due i miei piper sono dei grandi burloni: il primo aereo venne distrutto in circostanze che mi costrinsero ad abbandonare Manaus... Prima o poi ve ne parlerò, quella volta pensavo che non sarei tornato mai più... Invece il destino mi riportò a casa, e mi fece guadagnare un altro aereo dello stesso modello. Ovviamente pensavo che il piper numero due non avesse lo stesso difetto all'avviamento. Ci credete? Ho dovuto prendere a calci un bel po' di volte anche quello, per farlo partire!


Una striscia di "Morte nella foresta", Mister No 33. Testi di Guido Nolitta, disegni di Roberto Diso


Insomma, sembra proprio che la scalogna mi perseguiti. Come fa con quel personaggio dei comics a cui certe volte mi paragonava mio padre: Donald Duck. Perciò, anche se domani è il primo aprile, non parlatemi di scherzi! Non so se ve l'ho mai detto, ma io lo odio, il pesce!

A cura di Luigi Mignacco


Continuate a seguire la rubrica che ogni venerdì, sul sito Sergio Bonelli Editore, proporrà i racconti di Mister No sul Fiume Grande, e per voi lettori sarà possibile anche interagire con questi racconti tramite la pagina Facebook di Mister No.

E per non perdervi nessuna delle tappe di questo viaggio a ritroso lungo il fiume dei ricordi, il promemoria giusto è la newsletter settimanale di Sergio Bonelli Editore!