Mister No

Alla sorgente del fiume

Si conclude qui il diario con cui Mister No ha seguito il viaggio di Gabriele Croppi, il fotografo che ha percorso a ritroso le acque del Grande Fiume, fino a raggiungerne la sorgente.

Alla sorgente del Fiume Grande

Io alla sorgente del Fiume Grande non ci sono mai arrivato. Quando mi sono stabilito a Manaus, si diceva che il Rio Amazonas nascesse nella Cordigliera di Chimbo, sulle Ande settentrionali peruviane, e che fosse il secondo fiume più lungo del mondo dopo il Nilo. Ma verso la fine del ventesimo secolo - che io ho festeggiato sempre a Manaus, se v'interessa saperlo - il coraggioso esploratore polacco Jacek Pałkiewicz ha individuato e raggiunto la sorgente dell'Amazonas sul Nevado Quehuishua, a 5170 metri di altezza, nel Perù meridionale: il primo, esile ramo del grande fiume è chiamato Rio Apacheta,  crescendo prende il nome di Apurímac e poi di Ucayali, scende a valle e incontra il fiume Marañón, diventando il Rio delle Amazzoni. Che perciò oggi è il fiume più lungo del mondo.


La fonte sbagliata del Rio Amazonas disegnata da Roberto Diso su testi di Luigi Mignacco in Mister No 198


Ora, io non mi sono mai occupato troppo di queste cose. Il Fiume Grande l'ho percorso in lungo e in largo, risalendo e poi ridiscendendo anche molti dei suoi tributari e affluenti, ma quasi mai per scopi puramente esplorativi. Io faccio la guida, se volete andare in un posto (e se avete il dollari o i cruzeiros per pagarmi, beninteso) vi ci porto. Magari vi ci porto anche se non so bene dove sia, perché vagabondando in Amazzonia ho imparato che in qualche modo la strada si trova sempre.

Fra i miei clienti ho avuto anche qualche esploratore. E non tutti erano onesti. Una volta a Caracas, Venezuela, venni contattato da un tizio che si presentò come Stanley, diretto discendente del giornalista-esploratore americano di fine Ottocento. Anche lui faceva il giornalista e voleva andare a cercare il suo Livingstone (la sapete la storia, no? L'esploratore britannico di cui si erano perse le tracce in Africa...), solo che questo era sparito da qualche parte nell'Amazzonia venezuelana. Si chiamava Lone Walker Kelly ed era uno che aveva attraversato a piedi, da solo, foreste e deserti di due o tre continenti. Sembrava una bella avventura ottocentesca in pieno ventesimo secolo. Invece era una truffa: i due erano d'accordo di trovarsi in un certo punto in mezzo alla selva, per poi raccontare la grande impresa a giornali e televisioni di mezzo mondo e guadagnarci una montagna di dollari. Volevano coinvolgere anche me nell'affare, e forse ci sarebbero riusciti, ma... C'era un "ma" grande come il Cerro Papagayo, la montagna a forma di pappagallo sotto cui si fece trovare Lone Walker: quel dannato scarpinatore da rotocalco, per raggiungere il suo scopo, non aveva esitato ad ammazzare tre o quattro indios Maquiritare che lo avevano condotto fino là. Quando scoprii questo crimine, i due "grandi viaggiatori" tentarono di trasformare anche me in una vittima della foresta, con la complicità del tizio che ci aveva accompagnato nella selva. Non ci riuscirono, e finì che li smascherai davanti alle telecamere, mentre annunciavano al pubblico venezuelano che il vostro Mister No era caduto nell'impresa di ritrovare il coraggioso esploratore perduto.


Lone Walker Kelly e socio disegnati da Roberto Diso su testi di Guido Nolitta per Mister No Speciale 2


A proposito delle sorgenti del Rio Amazonas, invece, c'è una leggenda che ho sentito raccontare in Perù: la storia di un folle esploratore bianco che cercava le fonti del grande fiume, e le aveva individuate proprio nel Rio Apurímac (che in lingua indigena significa "oracolo del dio": e il fiume è la divinità maggiore per queste popolazioni), ma per farlo aveva ucciso un saggio sciamano Jivaro provocando la collera dei guerrieri. No, la sua testa rimpiccolita non finì infilzata sulle loro lance: morì annegato in una pozzanghera, lui che voleva dominare il più grande dei fiumi. L'ira dei tagliatori di teste venne fermata da un formidabile "spirito guerriero" dalla pelle bianca, capace di volare tra i rami degli alberi come il condor che portava effigiato sul petto. Un personaggio che sembrerebbe leggendario... se non avessi sentito altre testimonianze sul passaggio in terra brasiliana di questo eroe in casacca rossa, lungo il fiume grande, a Bahia e nel Sertáo.


Gabriele Croppi mostra orgoglioso la sua magietta di Mistero No alla sorgente del Rio Amazonas


Ora, voi penserete che gli esploratori non mi vanno a genio, visto che vi ho dato solo esempi negativi. Ma non è così. A me piacciono quelli che hanno il coraggio di lasciare la città per avventurarsi in terre selvagge. Tipi come Gabriele Croppi, un mio amico italiano che è anche un grande fotografo. Lui si è messo in testa di risalire il Fiume Grande da Belém fino al Rio Apacheta. Con calma, con molti giri e deviazioni, proprio come fa il Rio delle Amazzoni. Io l'ho seguito, diciamo così, spiritualmente (cioè su internet, cosa credete?) e intanto ho ripercorso il grande fiume dei miei ricordi... solo in parte, perché ne ho combinate davvero tante, in Amazzonia e dintorni! E adesso, dopo più di tre mesi e quasi diecimila chilometri, il nostro Gabriele ce l'ha fatta: mi ha mandato alcune foto davvero emozionanti, in cui beve l'acqua gelida della cascatella che diventerà il più grande dei fiumi. Non si dovrebbe brindare con l'acqua, ma in questo caso ne vale la pena: gli rispondo sollevando un bicchiere di quello buono. Cheer up, Gabriele!

A cura di Luigi Mignacco


Mister No ed Essesse brindano all'impresa di Gabriele Croppi!
Disegni di Roberto Diso, testi di Guido Nolitta da Mister No 379


E con questo si conclude la rubrica che ogni venerdì vi ha proposto sul sito Sergio Bonelli Editore il diario di viaggio che Gabriele Croppi ha raccontato sul suo sito, Slowing.co. Per voi lettori è possibile anche interagire con lui, sulla pagina Facebook di Mister No, rievocando le vostre pagine preferite delle avventure di Jerry Drake ambientate proprio nei luoghi dove Gabriele è stato.

Il promemoria giusto per non perdervi nessuna delle tappe di questo emozionante viaggio tra scoperta e ricordo? Iscriversi alla newsletter settimanale di Sergio Bonelli Editore!