Mister No

Parliamo di donne.

Che Jerry Drake abbia un debole, ampiamente ricambiato, per le donne non è certo un mistero ma, come scopriremo in questa quattordicesima tappa di "Sul Fiume Grande con Mister No", non le ha mai considerate alla stregua di oggetti di sua proprietà, piuttosto compagne... d'Avventura!

Sul Fiume Grande con Mister No.

PARLIAMO DI DONNE.

No, rapazes, di donne non voglio parlarne proprio.

So quello che si dice di me: che sono una specie di dongiovanni pieno di fidanzate, uno sciupafemmine, un pilota giramondo con una donna in ogni aeroporto, il nemico numero uno del matrimonio, e in particolare di quello altrui. Niente di più falso, gente. D'accordo, non nego di avere una certa fortuna con le donne (che forse compensa un po' la mia sfortuna al gioco, negli affari e in tutto ciò che riguarda il denaro, fulminacci!) e di essere abbastanza allergico a ogni cosa che possa limitare la mia libertà, compreso il legame esclusivo con una moglie, fidanzata o compagna che dir si voglia. Sono fatto così, 'ta bóm? Ma sono anche un sentimentale, e abbastanza incapace di mentire. Insomma, ho voluto bene a un discreto numero di ragazze, sinceramente e totalmente, e gliene vorrò sempre.

D'accordo, non nego di avere una certa fortuna con le donne, ma sono anche un sentimentale, e abbastanza incapace di mentire. Insomma, ho voluto bene a un discreto numero di ragazze, sinceramente e totalmente, e gliene vorrò sempre.

Vi ho già parlato di Patricia Rowland (tappa 5 - Un'amica di nome Patricia!), l'archeologa di New York che per me è molto più che un'amica. Ho accennato a Madalena, Irene e Maria (tappa 1 - Belém), tre vulcaniche imprenditrici con cui ho diviso molte serate allegre e qualche disavventura a Manaus e poi in giro per il Brasile, da Porto Velho sul Rio Madeira alla Serra Pelada, da Belém a Recife. Vi ho raccontato lo sfortunato destino della mia amata Arhama (tappa 12 - Indios!) e anche quello di Wendy Robertson (tappa 7 - Il mio miglior nemico), che fu contesa fra me e Esse-Esse. In queste chiacchierate avete già incontrato un paio di amiche americane che mi hanno procurato qualche guaio: la spericolata Debora Winter (tappa 2 - In volo sull'Ilha do Marajó), che tra l'altro non è stata l'unica mia fidanzata pilota (ciao, Barrett!), e l'intrigante Delia (tappa 3 - Benvenuti a Santarém!), un'agente della CIA che mi ha coinvolto in diverse vicende sudamericane, ma che per causa mia se l'è vista brutta in Nord America. E magari dovrei accennare a Darlene Faithful, con cui ho diviso una storia importante a New York. A Laura, la donna della mia vita (che durò una settimana. Ma eravamo a Roma, d'estate: non so se mi spiego). A Li Chao, che conobbi quando il ragazzo Jerry Drake diventò per sempre l'uomo Mister No. Mentre invece sapete di Beatriz (tappa 10 - Leticia), una con cui avrei voluto impegnarmi di più, ma forse che era un po' troppo simile a me.

A questo punto mi fermo, perché ho già fatto una lista che potrebbe rivaleggiare con quella del Don Giovanni mozartiano caro al mio amico Olinto Righetti (tappa 8 - Il Teatro Amazonas).


Un colpo d’occhio su alcune delle compagne di Mister No (disegni di Marco Bianchini)


Prima però vorrei parlarvi di un'amica brasiliana che ho conosciuto piuttosto lontano dal Fiume Grande e dalla foresta amazzonica, ma che è sempre molto vicina al mio cuore.

Miranda è la figlia di Ramos Cordeiro, un proprietario terriero del Sertão, la vasta zona arida che si estende nel nordest brasiliano. Fu lì che conobbi Raimundo Teixeira, studente universitario che per liberare i contadini della sua terra dall’oppressione del colonnello Fonseca, un ricco e spietato latifondista, aveva deciso di imbracciare le armi. Con il nome di Capitão Corisco guidava una banda di nuovi cangaceiros, chiamati proprio come i fuorilegge che fino a qualche decennio prima si erano opposti ai soprusi del possidenti locali. Io mi schierai dalla parte dei ribelli, che avevano molte buone ragioni e fecero anche qualche torto. La loro battaglia finì tragicamente per il tradimento di Cordeiro, costretto all’infame gesto da Fonseca, che teneva in ostaggio sua figlia Miranda. Io la conobbi quando mi accompagnò nella fazenda del colonnello, dove era stata tenuta prigioniera. Miranda dimostrò subito di aver capito tutto di me, che facevo il cinico ma ero spinto da un miscuglio confuso di sentimentalismo e - perché no? - di vero e proprio idealismo, e mi aiutò a compiere una vendetta che ritenevo doverosa. E alla fine di una vicenda aspra e piena di contraddizioni come la terra dove si è svolta, per me gli unici raggi di sole del Sertão sono stati i baci di Miranda e le movenze sensuali del suo corpo.


Un buon modo per uscire dai guai e rincontrare un’amica speciale (disegni di Franco Bignotti)


Qualche anno dopo tornai a San Salvador de Bahia e ritrovai il calore di Miranda in un momento piuttosto difficile: per sfuggire a un gruppo di tagliagole che m'inseguivano nei vicoli del Pelourinho, abbracciai una bella ragazza che avevo intravisto nella penombra e la baciai con passione, come fosse la mia fidanzata. Mi aspettavo che la tipa, riavutasi dalla sorpresa, mi prendesse come minimo a borsettate. E invece... ci credete?... era proprio lei, Miranda, e tutto ricominciò come se ci fossimo lasciati il giorno prima. In realtà molte cose erano cambiate. Suo padre era morto e lei si era fidanzata con Ricardo Dantas, un idealista seguace di quel Geraldo Ribeiro che in quei giorni gli abitanti del Sertão veneravano come un santo. Portai Miranda a Nova Canudos, cittadina fondata nel cuore del Sertão dai seguaci del santone, e lì scoprii che l'utopia non era bella come la dipingevano: Ribeiro era un imbroglione e i suoi luogotenenti, guidati proprio da Dantas, diventarono dei nuovi oppressori per i contadini. La mia povera Miranda subì addirittura un tentativo di stupro da parte del cosiddetto "Beato Geraldo" e fu costretta a ucciderlo. La promessa di paradiso si era tramutata in un inferno, intervenne l'esercito per spazzarla via e io mi ritrovai davanti a un plotone d'esecuzione. Mi salvò Miranda, che aveva uno zio fra i militari. Ma né io né lei avevamo più voglia di festeggiare la conclusione della nostra avventura.


Grazie allo zio di Miranda anche questa volta Mister No riesce a cavarsela (disegni di Franco Bignotti)


Dopo questo, Miranda sbagliò almeno un paio di altri fidanzati. Uno si chiamava Helio e rubò la testa mummificata del mitico cangaceiro Lampiao dal museo del crimine di Bahia. Miranda sfruttò il fascino che ha sempre esercitato su di me per coinvolgermi in una faccenda troppo grande per noi. Anche se la bella brunetta mi aveva fregato, alla fine mi sono sbattuto per farla uscire di galera. Ma che cosa significasse davvero la figura del leggendario cangaceiro per la gente del Sertão non sono riuscito a capirlo.
L'altro fidanzato sbagliato Miranda l'ha addirittura sposato: il ricco fazendeiro Lincoln Terreiro da Sousa sembrava l'uomo giusto per lei, ma quando sua moglie venne rapita dai ribelli di Zumbí, il leader nero che aveva raccolto la rabbia della sua gente sfruttata come ai tempi della schiavitù, quel bellimbusto non esitò ad approvare l’attacco dei militari a Nova Palmares, il villaggio dei "quilombisti" fuorilegge, nonostante il pericolo che lei morisse sotto le bombe. Riuscii a liberare Miranda con l'aiuto di Mestre Zulu e dei suoi capoeiristas di Bahia, mentre l'elicottero su cui il senhor da Sousa viaggiava insieme al comandante dei militari venne abbattuto dai ribelli, e la fresca vedova si presentò coraggiosamente in tribunale per denunciare il massacro compiuto dall'esercito. Ma le ultime parole su questa vicenda le pronunciò Margarida, la mia amica capoeirista che sapeva battersi come un uomo: "Quando la gente del Sertão smetterà di celebrare le gesta sanguinarie di certi ribelli senza speranza, quando si renderanno conto che la forza per cambiare le cose passa attraverso le loro mani, solo allora questa terra sarà veramente libera".
Okay, ho avuto una storia anche con Margarida.


Abbiamo la coda di paglia, eh? Mister No? (disegni di Marco Bianchini)


E adesso non fatemi più parlare di donne. Una volta ho fatto un sogno in cui c'erano un po' tutte queste fidanzate, amiche e amanti di cui vi ho appena detto, potete vederlo nella gallery. Beh, a un certo punto è diventato un incubo, in cui ero inseguito da certe tipe di cui non mi ricordavo nemmeno, che mi accusavano di molte false promesse (amore eterno, fedeltà, matrimonio eccetera) e si trasformavano in agguerritissime amazzoni.

Amici, io nella foresta che cresce sulle rive del Fiume Grande ho vissuto tantissime avventure, ma vi garantisco che le Amazzoni non le ho mai trovate!

A cura di Luigi Mignacco.


Non perdetevi la rubrica che settimanalmente, sul sito Sergio Bonelli Editore, propone i racconti di Mister No sul Fiume Grande e il diario del viaggio di Gabriele CroppiSlowing.co –, arricchito dalle sue fotografie. Per voi lettori è possibile anche interagire con lui, sulla pagina Facebook di Mister No, rievocando le vostre pagine preferite delle avventure di Jerry Drake ambientate proprio nei luoghi dove Gabriele arriverà pochi giorni dopo, e magari chiedendogli di dare un'occhiata sul posto.

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