Mister No

Il re del fiume

Il Rio delle Amazzoni, il Fiume Grande che da il titolo alla nostra rubrica, e le miriadi di altri corsi d'acqua che innervano il territorio della foresta più estesa al mondo hanno un solo sovrano che impone la sua legge: il caimano!

Sul Fiume Grande con Mister No

IL RE DEL FIUME

Ho fatto uno strano sogno.
C'era un bell'esemplare di tucano che raccontava le storie della mia vita. Mister No qui, Mister No là, un bel po' di avventure, qualcosa di vero e qualche esagerazione... Come se io fossi un eroe del cinema o dei comics. E sembrava che mi avesse "inventato" lui! Il pennuto, appollaiato su un ramo d'albero al limitare di un grosso stagno, è andato avanti con le sue chiacchiere per non so quanto tempo, fino a quando...


Un fremito ha increspato le acque dello stagno, ed è sbucato fuori un caimano con le fauci spalancate
disegno di Roberto Diso


Un fremito ha increspato le acque dello stagno, ed è sbucato fuori un caimano con le fauci spalancate. Un balzo incredibile, e si è pappato il tucano in un sol boccone. Commentando poi che quel simpatico chiacchierone era piuttosto saporito, e versando l'immancabile lacrimuccia.
Il caimano del sogno ha guardato verso di me. E mi è venuta l'assurda idea che il "personaggio" e le avventure di Mister No li avesse inventati lui!

Comunque, oltre che i miei sogni e incubi, quei voraci lucertoloni popolano i mille fiumi dell'Amazzonia, che io ho percorso in lungo e in largo innumerevoli volte.
Da quelle parti, può capitare di tuffarsi in uno stagno per placare il bruciore dovuto ai morsi di molte formiche rosse, e di doverne uscirne immediatamente per sfuggire a quello, ben più pericoloso, di un solo caimano. Una volta anche la mia amica Patricia ebbe una disavventura del genere: dopo una marcia nella foresta cercò refrigerio nelle acque del fiume e fummo costretti a intervenire io ed Esse-esse con pistola e fucile per salvarla da certi bagnanti con la pellaccia verde. Eravamo in Guatemala, sul Rio Usumacinta, ma l'ambiente non era troppo diverso da quell'affluente del Rio Negro dove io, in un'altra occasione, armato solo di coltello avevo affrontato uno di quei bestioni: la mia amica archeologa avrebbe dovuto ricordarselo, perché c'era anche lei, sul battello del capitano Vega.


Mister No e Esse-esse tirano fuori dai guai Patricia. Disegno di Franco Bignotti
(cliccate sull'immagine per vedere la tavola intera)


Stessa bagnarola, ma passeggeri diversi e diverso fiume: sul Rio Deminì ho dovuto tuffarmi per salvare un mio cliente giapponese, finito in acqua durante una crisi di sonnambulismo, e a mia volta sono stato salvato da un voracissimo caimano grazie alle precise fucilate del mio amico capitano e del "professor" Mishima, un altro cliente giapponese che poi mi ha riservato una brutta sorpresa. E comunque, quella non è stata l'unica volta in cui ho sottratto un furfante agli appetiti di un lucertolone, con l'aiuto di un altro furfante dalla mira buona: mi è capitato anche con alcuni gangsters che stavo conducendo senza saperlo fino al villaggio di un bravo missionario.


In certi casi anche il "re del fiume" deve battere in ritirata... Disegno di Fabio Civitelli
(cliccate sull'immagine per vedere la tavola intera)


In certi casi il re del fiume deve battere in ritirata di fronte a un altro sovrano più potente: quando io e Mupuku, un indio che è anche uno dei migliori meccanici che abbia mai conosciuto, lavoravamo per recuperare il motore del nostro voador finito sul fondo del fiume e un grosso alligatore ci attaccò, fummo salvati dall'intervento di un anaconda ancora più grande.
Per tornare alla cara Patricia, non so se vi ho raccontato quando mi ha coinvolto nella ricerca di un idolo Maya in oro massiccio, nascosto nel cuore della giungla brasiliana: era la rappresentazione del dio della guerra, tale Ek Chuah, e secondo gli indios si era identificato con i caimani che infestavano il lago sul cui fondale era sepolto. Indovinate chi è dovuto immergersi nell'acqua per andare a recuperare il prezioso reperto?


Un caimano piuttosto speciale. Disegno di Alessandro Bignamini (cliccate sull’immagine per vedere la tavola intera)


Giunti a questo punto, magari penserete che il vostro Mister No sia nemico giurato dei caimani, e che vada in giro per l'Amazzonia a caccia di certe bestiacce. Tutt'altro! Quei lucertoloni mi sono addirittura simpatici, mentre non mi piace per niente chi li uccide, se non per autodifesa. In Brasile i cacciatori di caimani si chiamano coureiros e ce ne sono parecchi soprattutto nella regione del Pantanal. Ammazzano quegli animali per vendere la loro pelle ai fabbricanti di cinture, borsette e affini, e la loro tecnica di caccia è tutt'altro che rischiosa: di notte con le torce elettriche individuano gli occhi fosforescenti dei rettili immersi a pelo d'acqua, si avvicinano pian piano e con arpioni acuminati ne infilzano a decine. Voi dite che un caimano è pericoloso e può rovesciare una canoa con un colpo di coda? Verissimo, ma quegli stupidi bestioni non sono consapevoli della loro forza.


Degli spietati coureiros. Disegno di Domenico e Stefano Di Vitto (cliccate sull’immagine per vedere la tavola intera)


Il caimano sarà anche il re del Grande Fiume, ma la belva più pericolosa che circola da quelle parti è pur sempre l'uomo. E su questo, amici, è inutile versare lacrime di coccodrillo.

A cura di Luigi Mignacco


Non perdetevi la rubrica che ogni venerdì, sul sito Sergio Bonelli Editore, propone i racconti di Mister No sul Fiume Grande e il diario del viaggio di Gabriele Croppi – Slowing.co –, arricchito dalle sue fotografie. Per voi lettori è possibile anche interagire con lui, sulla pagina Facebook di Mister No, rievocando le vostre pagine preferite delle avventure di Jerry Drake ambientate proprio nei luoghi dove Gabriele arriverà pochi giorni dopo, e magari chiedendogli di dare un'occhiata sul posto.

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