Intervista Orfani: Terra

L'ultima storia prima della fine del mondo

Emiliano Mammucari ci racconta il suo esordio da sceneggiatore con i tre numeri di Orfani: Terra, i temi che ha voluto affrontare, il rapporto con i tre disegnatori della serie e il suo curioso metodo di lavoro.

Con Orfani: Terra, Emiliano Mammucari fa il suo esordio nelle vesti di sceneggiatore. Nel mezzo del tour promozionale che permette a lui e agli altri autori della serie di incontrare i lettori di tutta Italia, ha rubato qualche minuto alle sue già poche ore di sonno per raccontarci questa sua nuova esperienza professionale.

► Orfani: Terra è la tua prima esperienza come sceneggiatore, tra l’altro in coppia con tuo fratello Matteo. Com’è andata, questa nuova avventura?

Ho sempre applicato un metodo spartano per progettare il comparto grafico di Orfani: guardo fuori dalla finestra e mi pongo la domanda: "E domani?" Con Terra è valso lo stesso meccanismo, stavolta applicato alla scrittura. Il passaggio ai testi è venuto in modo naturale, d'altronde anche il disegno, almeno per come lo interpreto io, è una forma di scrittura.

► Come si collega, o si scollega, questa quinta stagione di Orfani rispetto alle precedenti? 

Ci troviamo, più o meno, tra la fine di Orfani: Ringo e l'inizio di Orfani: Nuovo Mondo. Solo uno dei personaggi è stato presentato nelle stagioni precedenti, gli altri sono tutti nuovi. 

► Orfani non è una serie "facile", è sempre stata ricca di sottotesti e tematiche importanti. Da questo punto di vista, cosa ci dobbiamo aspettare, da Terra?

Idealmente Terra è l'ultima storia che si può raccontare prima della fine del mondo, e mi sembrava giusto fare una riflessione sulla speranza. Cain, il protagonista della storia, mette in chiaro subito il suo pensiero: la speranza è un sentimento nocivo. Essere ottimisti, credere nella fortuna, confidare in un domani migliore... la speranza, forse, è un deterrente all’azione. E allora bisogna trovarle un ruolo.

► Anche i personaggi di Terra non sono facili: si muovono nel "mondo dei peggiori", e dovendovicisi adeguare non sprizzano simpatia da tutti i pori. Eppure non si esita a tifare per loro...

Uno dei temi più urgenti della narrativa di questi ultimi anni riguarda l'etica e la morale e il modo in cui si piegano per adattarsi al mutare dei tempi. La riflessione sul "mondo dei peggiori", che ho dato a Max, mi è venuta in mente leggendo cose sui sopravvissuti all'Olocausto. Non si salvavano i migliori, i coraggiosi. Sopravvivevano i peggiori, appunto: i collaborazionisti, le spie, i violenti. Coloro che restavano in silenzio in una zona grigia.


Disegno di Luca Genovese, colori di Luca Saponti


► Com'è stato il rapporto con Alessio Avallone, Luca Genovese e Matteo Cremona, i disegnatori dei tre numeri di Orfani: Terra? Hai avuto la tendenza a dar loro troppe indicazioni, come se le tavole le dovessi disegnare tu?

Confesso che all'inizio è stato strano. Ma sono tre disegnatori fuoriclasse, sensibilissimi. Sono in ottime mani!

► Osservando con attenzione gli episodi delle stagioni precedenti, sembra di notare una progressiva evoluzione nella colorazione degli albi. Quanto avete lavorato su questo aspetto della serie?

Cerchiamo ogni stagione di dare qualcosa in più, in termini sia tecnici sia di ricerca espressiva. Quando uscì la prima stagione la qualità del colore era già inusuale, ma è niente rispetto a quello che siamo in grado di fare oggi. Cresciamo a questa velocità perché siamo un gruppo coeso, studiamo molto e ci scambiamo idee. Per quanto mi riguarda sono il team di coloristi migliore al mondo. Non so se sono i più bravi, ma sono quelli che sanno vestire il racconto come nessun altro.

► Le copertine di Terra sono opera di Gipi. Com’è nata la collaborazione con lui? 

Nel modo più semplice possibile: in amicizia. Mentre io portavo avanti Terra, Gipi stava lavorando al meraviglioso "La terra dei figli" e ci siamo trovati a parlare di temi e intenzioni. Il risultato è questo trittico di copertine.

A cura di Alberto Cassani


Per essere sempre aggiornati sulle tante iniziative di Sergio Bonelli Editore iscrivetevi alla newsletter settimanale e seguite la pagina Facebook ufficiale della Casa editrice e quella di Orfani.