Intervista Tex

An englishman in Lucca!

È arrivato nella vetrina del nostro Shop e in fumetteria il decimo Color Tex: cinque storie a colori, racchiuse dalla copertina del britannico Gary Frank, autore con cui abbiamo scambiato due chiacchiere.

Britannico, classe 1969, Gary Frank si fa notare all’inizio degli anni ‘90 per le sue tavole realizzate per Marvel UK, pubblicate su di un titolo insolito e scatenato come “Motormouth & Killpower”. Il suo segno pulito, ben sottolineato dalle chine di Cam Smith (che sarà il suo inchiostratore “di fiducia” per diversi anni a venire), gli fa fare rapidamente il salto Oltreoceano, lavorando prima alle copertine e poi come disegnatore regolare del marvelliano “Incredible Hulk”. Dopo un paio d’anni di storie memorabili, sceneggiate da un Peter David in grande forma, sempre con David debutta in casa DC Comics, con una lunga sequenza di “Supergirl”, per poi prestare il suo talento a diverse altre collane e, via via, nel corso degli anni, lavorare su personaggi targati Image Comics e realizzare anche “Kin”, miniserie di cui cura anche i testi, pubblicata sotto l’etichetta Top Cow. Dal 2007 fino ai giorni nostri, il suo nome rimane strettamente legato alla Casa editrice di Superman e Batman, due personaggi che ha più volte occasione di visualizzare. Nel 2016, è tempo di fare una piccola eccezione. Come ci racconta nell’intervista che segue, grazie a un’amicizia bonelliana nata a Lucca (città in cui Frank abita attualmente), gli si offre l’occasione di illustrare la copertina del decimo Color Tex, un albo – uscito in edicola a novembre– che, proprio in questi giorni, arriva in vendita sul nostro Shop Online e sugli scaffali delle fumetterie.

► Come è nata questa collaborazione con la nostra Casa editrice? Come sei giunto a disegnare la cover del decimo Color Tex?

Il mio amico Giorgio Giusfredi, che lavora per Bonelli (assistente di redazione di Tex e Dampyr, NdR) mi ha chiesto se volevo realizzare una copertina di Tex. Ho colto al volo l’occasione, sia perché il personaggio è così tanto iconico, sia perché ho pensato che sarebbe stato carino fare qualcosa che sarebbe piaciuto a mio suocero, che è italiano. Mi chiede sempre del mio lavoro, ma solitamente mi trovo all’opera con personaggi americani che non rivestono un uguale importanza per lui.

► Conoscevi già il personaggio o l’hai scoperto in occasione di questo lavoro?

Sì, vivendo in Italia, Tex mi era già familiare, ma non con lo stesso grado di confidenza che ho con i personaggi dei comics “Made in USA”, con cui sono cresciuto come lettore.

► È stato difficile trovare il “tuo” volto di Tex? C’è qualche autore texiano che hai preso come riferimento per visualizzarlo?

Mi è stata fornita una selezione del lavoro di diversi artisti texiani. Non so se quello che ho visualizzato lo definirei proprio il “mio Tex”. Ho semplicemente cercato di mettere il mio stile al servizio di un personaggio che è già perfettamente definito.

► Come hai scelto il soggetto della tua copertina che, cosa rara, vede in scena anche Carson?

Ho realizzato un po’ di schizzi della copertina – alcuni soltanto con Tex, altri con ulteriori personaggi – e ho lasciato decidere alla redazione quale strada fosse la migliore. L’immagine scelta è stata divertente da realizzare, perché l’illuminazione della scena era interessante. Fortunatamente, il colorista è stato bravissimo e abile a interpretare cosa fosse necessario per rendere al meglio il disegno.

► Ti vedremo mai alle prese con una storia del nostro Ranger?

È improbabile che nei prossimi anni metta mano a lavori diversi da quelli che sto realizzando per DC Comics. Hanno in programma un paio di progetti per me che mi terranno impegnato. A ogni modo, sono grato di avere avuto la possibilità di realizzare questa copertina.

A cura di Luca Del Savio


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