Mister No

Un'amica di nome Patricia!

Nella nuova puntata di “Sul Fiume Grande con Mister No”, Jerry Drake ci presenta l’affascinante e dinamica archeologa Patricia Rowlands, raccontandoci le avventure che ha vissuto in sua compagnia.

Sul Fiume Grande con Mister No - Quinta puntata


Mister No, Patricia Rowlands e il professor Warren scoprono una piramide Maya in piena foresta amazzonica.
Disegno di Roberto Diso


PATRICIA

Ve la ricordate, Patricia?
Parlavamo di lei qualche settimana fa, passando da Santarém. È una mia cara amica, una bionda mozzafiato con un certo caratterino, e una bravissima archeologa dell'Università di New York. Ma non è nella mia città d'origine che l'ho incontrata per la prima volta. Ho conosciuto la dottoressa Rowlands quando vivevo a Manaus da poco più di un anno. Era l'assistente del professor Warren e cercavano una piramide Maya nella regione dell'alto Rio Padauiri, in piena foresta amazzonica.

Secondo la maggior parte degli archeologi era una missione impossibile, perché la civiltà maya non si è mai spinta tanto a sud. Eppure, la foresta pluviale può nascondere i tesori più inaspettati: il tempio dei Maya lo trovammo davvero, nel territorio di una certa tribù Tukâno. Intorno, sepolte nella vegetazione, c'erano steli scolpite alte una decina di metri e quelle statue di mostri chiamate chac-mool. La piramide svettava sugli alberi della foresta e nel suo interno ho visto bassorilievi e affreschi meglio conservati di quelli che, in viaggi successivi, ho potuto ammirare nei templi maya dell'Honduras e dello Yucatán. Per non parlare dei manufatti in oro e gioielli contenuti nella camera funeraria. Tutto questo bendidio è rimasto sepolto nel crollo del tempio, causato da un terremoto o forse, secondo l'anziano capotribù Fusiwe, dalla vendetta del dio giaguaro. So che vi sembrerà il finale di un film già visto, ma in quel tempio che ora immagino del tutto coperto dalla giungla non ci siamo mai tornati né io, né la professoressa Rowlands, per rispetto verso gli amici indios. E anche voi, risparmiatevi la fatica di andare a cercarlo: raccontando questa storia ho falsificato un po' d'informazioni, sempre per proteggere i buoni Tukâno, e rischiereste seriamente di perdervi nella foresta.


Pat illustra l'importanza della sua ricerca


Patricia invece l'ho ritrovata e ripersa un mucchio di volte, in molti posti del mondo, da Manaus a New York, da Guayaquil, Ecuador, alle spiagge di Rio de Janeiro. Fra noi c'è stato del tenero, se siete interessati a questo tipo di discorsi. Ma anche molti momenti duri. Intendo dire pallottole che fischiano, scintillare di lame, botte e botti ben poco allegri, insomma i guai che mi seguono dovunque vada. E in quelle occasioni la pupa se l'è sempre cavata alla grande, perché Patricia è una tipa tosta. Come ho sperimentato direttamente anch'io, quando abbiamo avuto qualche discussione. Come mi succede abbastanza spesso con le donne, e praticamente sempre con quella bionda esplosiva! La dottoressa Rowlands è anche un fior di archeologa e mi ha spiegato un bel po' di cose interessanti. Io non sono esperto in materia e nemmeno particolarmente appassionato, ma mi è capitato più di una volta di inciampare in qualche vecchio sasso, che fossero rovine maya, azteche o inca in America, piramidi egizie in Africa o tombe etrusche in Europa. E Patricia ama l'Amazzonia perché sostiene, anzi sa per esperienza, che quella immensa foresta pluviale può celare sorprese in gradi di cambiare la storia dell'archeologia.


Patricia e Mister No in convalescenza dopo l'ennesima scazzottata, disegno di Giovanni Bruzzo


Per tornare a Santarém, la dottoressa Rowlands mi ha spiegato che è stato pure il centro di una antica cultura, di cui oggi in verità non sono rimaste molte tracce. Pare che nel dodicesimo secolo o giù di lì, fra il Rio Tapajós e l'Amazonas, si sia sviluppata una civiltà che ha prodotto sculture e vasellame in ceramica: animali antropomorfi che ricordano le sembianze degli indios Yanomami e Oyampis, attuali abitanti della regione. Patricia una volta organizzò a Manaus una mostra sulla cultura di Santarém. Terracotte antiche e preziose, protette da moderni sistemi d'allarme.

Ci credete che ho dovuto partecipare a un tentativo di furto di quelle stimate anticaglie? Vi dico solo che l'ho fatto per un motivo più che rispettabile. E che anche in quel caso c'era di mezzo una donna...

Ormai lo sapete come sono fatto, no?

A cura di Luigi Mignacco


Non perdetevi la rubrica che ogni venerdì, sul sito Sergio Bonelli Editore, propone i racconti di Mister No sul Fiume Grande e il diario del viaggio di Gabriele Croppi – Slowing.co –, arricchito dalle sue fotografie. Per voi lettori è possibile anche interagire con lui, sulla pagina Facebook di Mister No, rievocando le vostre pagine preferite delle avventure di Jerry Drake ambientate proprio nei luoghi dove Gabriele arriverà pochi giorni dopo, e magari chiedendogli di dare un'occhiata sul posto.

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