Mister No

Belém

Prima puntata della rubrica “Sul Fiume Grande con Mister No”: Jerry Drake racconta la sua Amazzonia, mentre il fotografo Gabriele Croppi ripercorre i luoghi in cui Mister No ha vissuto mille avventure!

Oggi, 2 dicembre, nel giorno che avrebbe segnato l’ottantaquattresimo compleanno di Sergio Bonelli, siamo felici di ospitare la prima puntata di una rubrica, “Sul Fiume Grande con Mister No”, che il nostro editore avrebbe particolarmente apprezzato.

Come ha ben raccontato Luigi Mignacco, introducendo l’iniziativa, in questo appuntamento settimanale, troviamo lo stesso Jerry Drake a raccontare l’Amazzonia, le città, la gente e le avventure vissute sul Fiume Grande. Un percorso che il fotografo Gabriele Croppi (lo vedete in compagnia di Mister No nel ritratto in apertura di pagina, realizzato da Busticchi & Paesani e colorato da Gianmauro Cozzi) sta per ripercorrere, mettendo piede e obiettivo nei luoghi in cui l'antieroe nolittiano ha vissuto mille peripezie! La prima tappa del viaggio è Belém. Ecco come la ricorda Mister No:

BELÉM

La Belém che conosco bene era un piccolo centro di pescatori sulla costa atlantica, primo e ultimo approdo di quello che i brasiliani chiamano orgogliosamente Rio-Mar: il "mio" Rio delle Amazzoni che, ora possiamo dirlo, è il fiume più lungo del mondo!
La caratteristica principale della città erano e sono i violenti temporali che si scatenano ogni giorno alle cinque del pomeriggio precise, quando si aprono le cateratte del cielo scaricando sul capo di malcapitati abitanti e visitatori i classici "palos de agua" amazzonici. Una pioggia così fitta che per proteggerti non bastano impermeabili, ombrelli o scafandri da palombaro. Allora bisogna rifugiarsi in uno dei numerosi bar, dove si può controbilanciare l'eccesso di acqua con una buona dose di alcol: nella zona del porto, ai miei tempi, c'era il Bar Iemanjà, gestito dal buon Efisio, ai cui tavoli mi piazzavo per acchiappare qualche ricco turista americano di rientro dalla pesca di Blue Marlin o Sailfish; poco più all'interno trovavo rifugio al Bar Fernando, teatro di grandi bevute e di formidabili risse; ma il mio preferito era l'elegante Bar Ipanema, animato dalle garotas Irene, Maria e Madalena, mie grandi amiche.


Gli acquazzoni e i bar di Belém, disegni di Luca Dell'uomo


Fu proprio lì che ebbi una discussione con un tale Geraldo Leão, un pezzo grosso che stava per diventare governatore dello stato di Parà (di cui appunto Belém è la capitale) e forse per questo si sentiva autorizzato a schiaffeggiare Madalena. Finì che lui si beccò un bel cazzotto e che io, per sfuggire alla sua vendetta e alle pallottole dei suoi tirapiedi, dovetti imbarcarmi addirittura su un cargo diretto in Africa, dove rimasi per oltre un anno.
Già, perché dalle banchine affollate dell'animatissimo porto di Belém partono sia le navi che risalgono il fiume fino a Manaus e più oltre a Iquitos, in territorio peruviano, sia i bastimenti diretti verso altre città del Brasile e di tutto il mondo. Da lì, e dall'aeroporto della città, sono partito per alcuni dei miei viaggi più importanti: che la meta fosse Abidjan in Costa d'Avorio, appunto, da raggiungere a bordo di un cargo su cui ero salito per sbaglio, o Los Angeles verso cui decollavo provvisto di un bel biglietto aereo, l'isola di Trinidad dove sarei arrivato con il mio piper in un paio di scali a Paramaribo e Georgetown, o addirittura il Polo Sud, via Buenos Aires-Bahia Blanca-Puerto Deseado-Ushuaia, con volo di linea e poi a bordo di un potente idrovolante.


Il piper di Mister No, disegni di Roberto Diso.


Ma la cittadina fra la costa atlantica e il Rio Amazonas è stata spesso anche l'approdo cui sono giunto da lunghi viaggi nei posti più lontani: ai tavolini dell'Ipanema, di ritorno dall'Africa, ho festeggiato con le garotas la mancata elezione del presunto governatore mio nemico; qualche anno dopo, rientrando da un lungo viaggio in Asia, ho scoperto che il mio Piper era stato rubato dall'aeroporto di Belém, dove lo avevo affidato al meccanico Virgulinho; e nel 1970, dopo un bel po' di mesi trascorsi in Australia, mi sono subito infilato al bar di Efisio per bere cachaça e ascoltare bossa nova, e ho scoperto che in Amazzonia qualcosa era cambiato...
Ma soprattutto, amici, sono affezionato a Belém perché è la prima città brasiliana in cui sono arrivato, nel 1950. Ed è proprio nel suo allora scalcinato aeroporto che ho adocchiato (era in vendita a un'asta della polizia, pensate un po') il macinino volante che poi per anni mi avrebbe scorrazzato sopra il Fiume Grande e la sua immensa foresta pluviale, fra gli sperduti villaggi e le grandi metropoli del Brasile, percorrendo in lungo e in largo tutto il continente sudamericano sui due versanti delle Ande e spingendosi anche un po' più in là.

Insomma, rapazes, se volete partire per un lungo, avventuroso viaggio in Amazzonia, mi sa che Belém è proprio il posto giusto!


Non perdetevi la rubrica che ogni venerdì, sul sito Sergio Bonelli Editore, proporrà i racconti di Mister No sul Fiume Grande e il diario del viaggio di Gabriele Croppi, arricchito dalle sue fotografie. Per voi lettori sarà possibile anche interagire con lui, sulla pagina Facebook di Mister No, rievocando le vostre pagine preferite delle avventure di Jerry Drake ambientate proprio nei luoghi dove Gabriele arriverà pochi giorni dopo, e magari chiedendogli di dare un'occhiata sul posto.