Intervista Zagor

L'ombra del vampiro!

Gli affilati canini del Principe delle Tenebre tornano a scintillare tra le pagine di Zagor, in una tripla avventura scritta da Jacopo Rauch. Vediamo cosa ci aspetta…

“Vampiri!” (attualmente in edicola), “In cerca di Rakosi” (in uscita a dicembre) e “Gli Ussari della morte” (in arrivo a gennaio) sono le tre storie che compongono un’attesa nuova trilogia di sangue zagoriana. Abbiamo intervistato l’architetto di questo intrigante incubo, Jacopo Rauch, una delle colonne della collana, sceneggiatore chiamato a far risorgere dall’eterno riposo il Barone Rakosi e farlo tornare a tormentare i sonni dello Spirito con la Scure e dei suoi lettori. Ecco cosa ci ha raccontato!

► Dopo gli akkroniani del numero 600, ora sei alle prese con un altro atteso ritorno: quello del vampiro Rakosi! Quanto si sta divertendo il fan zagoriano che alberga in te?

Moltissimo!... “Zagor contro il Vampiro” è stato uno dei capisaldi della mia infanzia!... E quell’ombra proiettata sul muro, in copertina, uno dei primi indelebili ricordi che ho sui fumetti!... L’idea di poter riprendere in mano il barone Rakosi, penso comunque sia il sogno proibito di ogni sceneggiatore zagoriano, dunque sono davvero al settimo cielo.

L’idea di poter riprendere in mano il barone Rakosi, penso comunque sia il sogno proibito di ogni sceneggiatore zagoriano, dunque sono davvero al settimo cielo.

Dai tempi dell’ultima apparizione del Barone, altri vampiri si sono affacciati sul palcoscenico dell’universo di Zagor. Quali succhiasangue ritroveremo in questa tua trilogia?

Li ritroveremo tutti (e anche qualcuno in più!), insieme ai protagonisti ‘umani’ di tutte le storie di questo filone della saga. Sarà una specie di summa vampirica zagoriana in cui ricompariranno il dottor Metrevelic, Mister Ferguson, Ylenia Varga, Rakosi… E, in futuro, anche tutti gli altri!... Questa storia ora in edicola, composta di tre albi, avrà infatti un seguito… Di cui però non posso anticipare nulla!

► Per leggere questa nuova saga, è necessario rinfrescarsi la memoria con le precedenti storie del filone o ti sei premurato di rendere tutto chiaro, anche per i nuovi lettori? Ad ogni modo, dove eravamo rimasti?

È ormai una regola consolidata della collana, quella di riassumere il trascorso, quando si ritorna su una delle mille sottotrame della saga. Anche se ci si rivolge, in genere, a lettori di vecchia data (che conoscono ogni retroscena delle storie dello Spirito con la Scure) non si deve mai dare nulla per scontato. Ogni nuovo episodio deve essere dunque completo di spiegazioni e flashback riassuntivi, per non lasciare buchi narrativi… e questa storia ovviamente non fa eccezione.
Dove eravamo rimasti?... Con il barone Rakosi creduto annientato nell’incendio del suo covo, dopo il suo ultimo scontro con Zagor, avvenuto nella lunga storia di Mauro Boselli pubblicata nel ‘98 (“Vampyr”). E con la contessa Ylenia Varga, l’altro vampiro principale della saga, tornata in Europa dopo la perdita del suo innamorato (il capitano Alec Wallace) avvenuta tra le paludi della Louisiana, in una storia del sottoscritto pubblicata nel 2009 (“Le nere ali della notte”). I loro destini tornano qui ad attraversare quello di Zagor e degli altri protagonisti, in un gioco di vendette incrociate.

► Le prime pagine della storia presentano un incipit molto classico: la carrozza che viaggia tra le strade sterrate dei Carpazi, diretta verso il covo del vampiro. Una sequenza a cui segue un’altra scena classica, per il lettore zagoriano: lo Spirito con la Scure che si risveglia da un sonno agitato, preda di un incubo premonitore! Quanto è importante per uno sceneggiatore fare leva su questi veri e propri tòpoi della narrazione?

È fondamentale!... Quando si ha a che fare con storie di stampo classico e di “genere”, come questa, l’uso dei tòpoi serve a proiettare il lettore nella giusta atmosfera, fornendogli elementi immediatamente riconoscibili. Nella fattispecie, trattandosi di vampiri ‘ottocenteschi’, dunque, cosa poteva esserci di meglio, che iniziare con un prologo che richiamasse un po’ il Dracula di Bram Stoker, e un po’ i grandi classici cinematografici degli anni settanta della Hammer, che anche Guido Nolitta amava?... Ecco allora una carrozza in viaggio verso un castello abbandonato nei Carpazi (potete sfogliare la sequenza nella nostra gallery iniziale) e, nel corso del primo albo, anche altre citazioni per altri classici della filmografia sui vampiri, che non starò a elencare, ma che i lettori potranno divertirsi a trovare.
Infine ci sono i tòpoi zagoriani (come il sogno premonitore del nostro eroe o la gag tormentone di Cico con Drunky Duck). Fare riferimento a quelli, è d’obbligo sempre, scrivendo una storia dello Spirito con la Scure. Perché i lettori di Zagor, più di ogni altro, amano sentirsi a casa.


La copertina di "Zagor contro il Vampiro" illustrata da Gallieno Ferri (cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente).


► La figura del vampiro ricorre spesso nell’avventura bonelliana, basti pensare a personaggi come Dampyr o alle apparizioni dei succhiasangue nei più disparati universi dei nostri eroi: in ordine sparso, da “Un vampiro a New York” su Martin Mystère a “I vampiri” e “Giovani vampiri” su Dylan Dog, fino a “Vampyrus” e “I figli della notte” sulle pagine di Nathan Never e “I vampiri” tra quelle di Lukas. In quali elementi risiede, secondo te, l’eterno fascino di qusti Signori delle Tenebre?

Lessi in un saggio (di Stephen King, mi pare) che, tra tutte le figure classiche dell’orrore, il Vampiro è quella in cui si può identificare un chiaro simbolismo erotico e sessuale. Forse è questo il segreto del suo successo!… Scherzi a parte, a me intriga e spaventa il fatto che il Vampiro non uccide solamente, ma crea schiere di seguaci non-morti al suo servizio, trasformando la realtà che ci è familiare in un mondo di tenebra. In questo senso, una delle mie storie del genere preferite è “Le Notti di Salem”, di King, e la sua trasposizione cinematografica del ‘79 di Tobe Hooper (“Salem’s Lot”), in cui un villaggio viene completamente vampirizzato (e da cui trasse spunto anche Alfredo Castelli per la storia numero 2 della saga, dedicata al barone Rakosi: “Il popolo della notte”). Ecco, in “Vampiri!”, il primo albo dell’avventura ora in edicola, ho cercato di rendere omaggio proprio alle atmosfere ricreate da quel tipo di storie. Spero di esserci riuscito.

A cura di Luca Del Savio


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