Dylan Dog

Tre favole nere per Dylan!

Dal 9 novembre è in edicola il Color Fest n.19 contenente tre storie terrificanti ma ammantate di toni fiabeschi. Ce le presenta il curatore della collana, Roberto Recchioni.

Da pochi giorni, è disponibile il numero 19 del Dylan Dog Color Fest che consolida la vocazione autoriale e sperimentale della collana. Dall’albo, rubiamo la presentazione firmata da Roberto Recchioni, utile a introdurre, in poche righe, il tema e gli autori di "Favole nere".

Cari Dylaniati...

C’è differenza tra fiaba e favola.
Se le fiabe sono popolate da creature fantastiche come fate, gnomi o folletti, che agiscono secondo la propria natura “impossibile”, nelle favole gli animali e le creature, per quanto straordinari perché dotati spesso della parola e del raziocinio, agiscono in maniera “realistica”, facendosi metafore delle virtù e dei difetti umani. Nelle prime il tema morale non è strettamente necessario, mentre nelle seconde è il punto nodale attorno a cui ruota tutta la vicenda. Le favole, in sostanza, portano con sé un insegnamento, le fiabe no.

I tre racconti hanno un proprio tema etico di fondo, che viene illustrato da una narrazione fantastica. Sono, insomma, senza alcun dubbio favole, per quanto nere e bizzarre.

Ho passato qualche ora a valutare se le storie che avevamo deciso di proporvi in questo ColorFest fossero fiabe o favole e alla fine ho capito che appartenevano alla seconda categoria. Perché, come succede spesso con Dylan Dog, i tre racconti che state per leggere hanno un proprio tema etico di fondo, che viene illustrato da una narrazione fantastica, ma pur sempre sostenuta da una forte logica interna. Sono, insomma, senza alcun dubbio favole, per quanto nere e bizzarre.

A realizzarle, i talenti di Federico Rossi Edrighi (in veste di sceneggiatore), Isabella Mazzanti (una straordinaria illustratrice, qui prestatasi al fumetto) e Annalisa Leoni (forse – è la mia opinione – la più brava colorista italiana), e poi Nicolò Pellizzon che, da autore completo qual è, scrive, disegna e colora da solo la propria storia, e infine (o, per meglio dire, all’inizio) Mauro Uzzeo e il Maestro d’Arte Alberto Pagliaro. La copertina, invece, è di una giovane disegnatrice il cui talento ha deliziato tutti, qui in redazione: Jessica Cioffi.

Non credo che ci sia molto da aggiungere: tre racconti molto particolari, nel segno di quella sperimentazione che è l’anima del ColorFest, perfette da leggere a letto, prima di spegnere la luce e mettersi a dormire.

Buona notte e incubi d’oro.

Roberto Recchioni


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