Mister No

New York, anni trenta!

Avventura dal taglio cinematografico che restituisce in pieno le atmosfere violente e malinconiche della Grande Depressione, "C'era una volta a New York" racconta la complicata adolescenza di Jerry Drake. Ce ne parla lo sceneggiatore Maurizio Colombo.

Mister No. C'era una volta a New York, arriva in libreria, fumetteria e nel nostro Shop online il 30 agosto. Scritto da Maurizio Colombo e Luigi Mignacco con i disegni di Orestes Suarez e Giovanni Bruzzo, rappresenta un interessante spaccato della gioventù di Jerry Drake. I passi che seguono, ripresi dalla postfazione di Maurizio Colombo, contestualizzano meglio il volume. Buona lettura!

Quando Michele Masiero, al timone del nuovo corso del personaggio, mi chiese se me la sentivo di raccontare una parte dell'infanzia di Mister No risposi "Ma certo, e che ci vuole?!".

Non so quanti anni sono passati dalla prima pubblicazione della storia che state per leggere (o, bontà vostra, rileggere), tirata a lucido per l'occasione, o, come si dice per i vecchi film, in versione restaurata in HD. No, bugia: in realtà lo so benissimo. Due conti li riesco a fare. Ma non ci voglio pensare. Avevo più capelli, qualche centimetro in meno in zona girovita, e iniziavo a sceneggiare seriamente in quel di via Buonarroti. Bazzicando la redazione, ho sfiorato i miei idoli di lettore: Hugo Pratt, Magnus, Gino D'Antonio. Gli Dei mi sfioravano e qualcuno di loro mi ha anche degnato di uno sguardo. E poi la parola. Il primo a credere in me è stato Claudio Nizzi, il secondo è stato D'Antonio (la sua "Storia del West" è un capolavoro insuperabile e insuperato, punto!) il quale ebbe la bontà di sceneggiare alcuni miei soggettoni (malloppi da trenta-quaranta pagine con dialoghi e descrizioni) per Nick Raider.

E poi, c'era Sergio! Come quale Sergio? Bonelli, che domanda! È lui il più grande di tutti. Sergio Bonelli-Guido Nolitta! Io sono stato uno dei cani sperduti, senza collare, incontrati e in seguito adottati da Lui, tramite l'amico comune Stefano Marzorati, in un cinema in occasione della prima de "Il Serpente e L'Arcobaleno" di Wes Craven. Dopo quella sera, hanno avuto inizio le mie visite in redazione, prima da semplice fan rompiscatole, poi come curatore della corrispondenza personale di Sergio con i lettori, per finire come redattore che cercava di farsi le ossa da sceneggiatore. Non ero l'unico apprendista. Ricordo che a me e al collega di scrivania Mauro Boselli fu chiesto di dare il nostro modesto contributo a una storia del doppio alter ego di Sergio, vale a dire Guido Nolitta-Mister No. Il risultato fu lo Speciale intitolato "Dark Lady". La mia amicizia con lo scanzonato pilota americano in trasferta amazzonica proseguì con "Ninja", una storia che si rivelò graditissima ai lettori tradizionali. E piacque anche a Sergio.


Una vignetta di Giovanni Bruzzo da "C'era una volta a New York". Clicca per vedere l'intera tavola.

Così, quando Michele Masiero, al timone del nuovo corso del personaggio, mi chiese se me la sentivo di raccontare una parte dell'infanzia di Mister No risposi "Ma certo, e che ci vuole?!". Mi sentivo così fortunato ed entusiasta da accettare con noncuranza sfide che avrebbero fatto tremare le ginocchia a chiunque. Sapevo di potercela fare. E anche se avessi fallito, avrei potuto contare sull'aiuto e i pareri di professionisti della narrazione per immagini, come Luigi Mignacco, Decio Canzio, Renato Queirolo, lo stesso Masiero. Loro avrebbero saputo dare una raddrizzata al percorso, salvando barca ed equipaggio. Magari sarei stato punito e messo in ginocchio sui ceci oppure sarei stato frustato con il gatto a nove code in sala mensa. Ma al lettore sarebbe arrivata una storia almeno decente. Per fortuna non andò così. Anzi la libertà concessami fu assoluta. Sergio Bonelli, creatore del personaggio ci diede la sua completa fiducia. E io spero di averla ricompensata offrendogli una storia degna.

Maurizio Colombo


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22/08/2018