Intervista Dampyr

Skull and Bones!

A partire dal 5 febbraio potete trovare in edicola "Pirati!", il numero 227 di Dampyr. Abbiamo scambiato due chiacchiere con Simone Delladio, che l'ha disegnato a partire da una sceneggiatura di Giulio Antonio Gualtieri, per farci raccontare com'è stato lavorarci.

Il numero 227 di Dampyr, "Pirati!", è in edicola dal 5 febbraio. Come suggerisce il titolo, l'albo ha più di qualcosa a che fare con i bucanieri del XVII secolo. Ne abbiamo parlato con Simone Delladio, che ha firmato con questi disegni il suo esordio bonelliano.

► "Pirati!" è il tuo primo albo bonelliano. Vuoi dire ai nostri lettori cos'hai fatto, prima?

Io sono originario di Pergine Valsugana, in provincia di Trento. Ho sempre amato il fumetto sin da piccolo e una volta terminate le superiori, ho avuto la possibilità di frequentare la Scuola del Fumetto di Milano seguito da insegnanti molto validi. Negli anni ho lavorato come fumettista e illustratore per realtà editoriali sia nazionali sia internazionali: Renoir Comics, Asterion/Asmodee Italia, Dark Horse, Gruner und Jahr/Mondadori, Star Comics, Edizioni Inkiostro e Midian Comics. Questi  lavori mi hanno permesso di crescere e sono arrivato ad avere la maturità professionale adatta per lavorare alle pagine di Dampyr.

C'è molta emozione  nel presentare quest'albo perché finalmente ho potuto realizzare quel sogno che avevo da bambino: pubblicare con la più prestigiosa Casa editrice italiana.

► C'è un po' di emozione, nel presentare quest'albo?

Sì, c'è molta emozione perché finalmente ho potuto realizzare quel sogno che avevo da bambino, ossia pubblicare con la più prestigiosa Casa editrice italiana. Sembra ieri che andavo in edicola a comprare fumetti per me e i miei amici, che scroccavano impunemente, e non vedevo l'ora di copiare Tacconi, gli zombie di Stano, Freghieri, Venturi ("Johnny Freak" era il mio preferito), Mari, Ambrosini e il Tex di Galep. Quanti fumetti rovinati, copiando volti e anatomie durante le lezioni o leggendoli col compagno di banco durante l'ora di musica...

► Anche se la storia è ambientata al giorno d'oggi, il cuore del racconto sta nelle Antille del XVII secolo. È stato impegnativo disegnare i pirati?

Tutto è impegnativo, quando si disegna e ci si deve documentare molto per realizzare le scene: questo per evitare di incappare in errori, anche se alle volte capitano comunque. Ho una passione per la ricerca storica e negli anni ho acquistato nei mercatini dell'usato molti libri e testi specifici su costumi, abiti, armi, armature e divise militari nei diversi secoli; libri curati da vari studiosi e storici. Trovo sia importante la documentazione cartacea, molto più di quella digitale: in internet la ricerca è semplice ma poco approfondita. Sui volumi specifici invece, si possano trovare curiosità interessanti e degne di nota per arricchire le pagine a fumetti ambientate in diverse epoche.

► Sfogliando l'albo si direbbe che tu abbia usato tecniche di disegno diverse a seconda della situazione che ti trovavi a raccontare. È così?

Si, certo. È un modo di lavorare comune, per noi fumettisti, che permette di differenziare le scene "speciali" sganciate dalla normale linea temporale, come per esempio i flashback o le visioni dei personaggi. Una curiosità: nella storia c'è un flashback spiegato mediante il trucco narrativo della registrazione video. Ho disegnato le vignette come se il video fosse rovinato, con pixel grigi che coprivano porzioni del disegno e, sulla pagina Facebook di Dampyr un lettore ha chiesto: "Ma la vedo male io o è fatta così?". Quel commento mi ha riempito di orgoglio, lo ammetto, visto che tutto il mio lavoro è realizzato a mano.

Ho una passione per la ricerca storica e negli anni ho acquistato molti libri e testi specifici su costumi, abiti, armi, armature e divise militari nei diversi secoli.

 Si direbbe anche che ti sei divertito particolarmente a disegnare Tesla. E' vero?

Disegnare Tesla è sempre piacevole, perché è un personaggio molto interessante e trovo che la sua figura sinuosa aggiunga fascino in tutte le pagine in cui appare. Tesla regala un diverso modo di combattere rispetto ai personaggi maschili, e il fatto che prediliga il corpo a corpo muta le pagine in azione pura. Quello che mi piace è questa sua furia guerriera, quasi da amazzone sovrumana. Diciamo che, mentre la disegnavo, nella mia mente una delle figure di riferimento era Ellen Ripley del film Alien.

► Ora che il lavoro per quest'albo è dietro le spalle, a cosa stai lavorando?

Per prima cosa ci tengo a dire che sono molto soddisfatto di aver già ricevuto una nuova sceneggiatura di Dampyr, che mi permetterà di calarmi nuovamente nelle cupe atmosfere del cacciatore di vampiri e dei suoi amici. Pertanto, sono già al lavoro su studi e ricerca di immagini per questa nuova avventura. Ma non è tutto, perché ho anche dei progetti personali in parallelo che curo all'interno del mio Studio: porto infatti avanti come storyboardista e matitista il progetto di "The Noise" creato da Pietro Gandolfi e Nicola Genzianella e curo i testi di un'autoproduzione dal titolo "Stirpe di Pesce", fumetto creato da Laura Spianelli, per il quale mi posso cimentare come autore completo su alcune storie brevi. Mi auguro, infine, che i lettori si divertano a leggere "Pirati!" tanto quanto io mi sono impegnato e divertito nel realizzarlo!

A cura di Alberto Cassani


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31/01/2019