Intervista Dragonero

Gabriella Contu nell'Erondàr!

Dopo aver sceneggiato Dylan Dog, Zagor e Tex - oltre a un recente albo di Le Storie - Gabriella Contu arriva anche sulle pagine di Dragonero, con il numero in edicola dal 10 gennaio, intitolato "Il potere e la gloria". Ce lo racconta con le sue stesse parole.

Dopo aver incantato i lettori di Dylan Dog, Tex, Zagor e Le Storie, la sceneggiatrice Gabriella Contu firma il suo esordio sulle pagine di Dragonero con la storia "Il potere e la gloria" (che potete trovare in edicola, fumetteria e nel nostro Shop oline a partire dal 10 gennaio). Una "prima volta" fantasy che Gabriella ci ha raccontato in questa lunga intervista.

► Ciao, Gabriella! Toglimi subito una curiosità: per sceneggiare il tuo primo Dragonero sei stata contattata da Luca Enoch e Stefano Vietti, oppure hai proposto tu il soggetto?

Mi sono proposta io. Più che con soggetti, inizialmente, con mini-storie da 15-20 tavole, per capire se stavo cogliendo anche l'atmosfera e il ritmo del modo di raccontare Dragonero. È una serie particolare, con uno stile narrativo tutto suo, molto veloce e intenso, e volevo essere certa di comprenderlo bene. Dopo qualche prova ho mandato un soggetto, che abbiamo rivisto e modificato per adeguarlo al momento in cui la storia sarebbe stata inserita. È stato un percorso di avvicinamento durato quasi tre anni.

► Ci racconti la sinossi della tua storia in quattro parole, evitando spoiler e spiegandoci quali temi ha voluto affrontare?

Myrva e un progetto dei tecnocrati spariscono. Ian e Briana partono alla loro ricerca. Più breve di un haiku! Rispetto ai temi, quello intorno cui ruota tutta la storia (molto ben disegnata da Vincenzo Riccardi) è il Potere, visto però da diversi punti di vista: il potere che un generale senza scrupoli vuole conquistare, per assecondare i propri progetti rispetto al futuro dell'Erondàr; quello di decidere del proprio destino che popoli indipendenti come i nani e gli abitanti dell'Enclave della Montagna difendono strenuamente; quello che la conoscenza dà a Myrva, esperta tecnocrate, insieme alla responsabilità che ne consegue... e, in mezzo a tutto questo, Ian e Briana, che di potere hanno solo quel che danno loro l'intelligenza e la spada.

Quello intorno cui ruota tutta la storia è il Potere, visto però da diversi punti di vista....

► Dicevi che è stato difficile inserire il tuo soggetto all'interno della strettissima continuity imposta alla serie...

In parte. Nel senso che, per aiutarmi, Luca e Stefano mi avevano mandato il "soggettone" di quanto sarebbe accaduto durante la saga delle Regine Nere, al termine della quale era prevista la mia storia. Per cui avevo, almeno a grandi linee, il quadro degli eventi. L'aspetto più difficile da interpretare è stato quello emotivo dei singoli personaggi: tutti loro sono reduci da un periodo durissimo, di ferite, di lutti... Quindi, mentre scrivevo, le domande che mi perseguitavano erano: penserà davvero questo, Ian? Si sentirà così, Briana? E cose simili... Fai conto che, quando l'ho scritta, la saga delle Regine Nere, in edicola, non era ancora neanche cominciata.

► Sei appassionata di fantasy? E, se sì, preferisci il fantasy classico tolkeniano, quello più muscolare di Conan, quello più etereo e sognante di Lady Hawke, La storia infinita o Labyrinth, o quello moderno, con abbondante uso di sesso e violenza, che ha il suo apice in Trono di Spade?

Non ho pretese da esperta ma, tra gli autori e le opere che hai citato, credo che Tolkien sia imprescindibile. Un classico a cui tornare periodicamente. Per il resto, prediligo decisamente il fantasy movimentato a quello poetico. Trovo i cicli di Conan molto affascinanti e divertenti, benché riesca a leggerli solo a piccole dosi per volta. E ho una passione per gli intrighi del Trono di Spade, anche se con un tocco di masochismo perché, a causa di un patto scellerato fatto con un'amica, lo vedo solo in Dvd, quindi mesi dopo l'uscita in TV. Mesi di sofferenza, passati a scansare gli spoiler e a rodermi per la curiosità!

► Ti ricordi qual è stato il primo albo di Dragonero che hai letto? E qual è il tuo preferito?

Seguo Dragonero dal romanzo a fumetti, di cui conservo gelosamente l'edizione originaria. E poi la serie regolare dal primo numero, quindi da quando scrivere fumetti non era per me neanche un'ipotesi. Rispetto al mio albo preferito... è una domanda impossibile, questa! Diciamo tutti quelli in cui ci sono i draghi o gli algenti, perché ai primi Luca e Stefano hanno saputo dare un'eleganza e un fascino davvero notevoli, mentre i secondi li amo per l'inquietudine che provocano. E poi, tutti gli albi con un tono un po' epico, come "L'ultima difesa" o molti tra quelli della saga delle Regine Nere. Ma anche gli albi ambientati in territori più estremi, ai confini dell'Impero... Domanda impossibile, te l'ho detto.

Credo che Tolkien sia un autore imprescindibile, un classico a cui tornare periodicamente. Per il resto, prediligo decisamente il fantasy movimentato a quello poetico.

► OK, allora proviamo con questa: qual è il tuo personaggio preferito della saga?

Partendo dal presupposto che li trovo tutti amabili e necessari, ho una predilezione per Gmor e Myrva.
Gmor, perché abbandonare il proprio clan per una scelta ideale, di coerenza con se stessi, è segno di grande consapevolezza e coraggio: due qualità mai abbastanza apprezzate. E poi perché abbiamo gli stessi gusti in fatto di cibo, essendo io carnivora. Voglio dire: mi piacerebbe passare un pomeriggio seduta a tavola con questo fantastico orco, mangiando un bell'arrosto grasso e rosolato e chiacchierando di letteratura, visto che anche in questo campo è un fine intenditore.
Myrva perché è una donna decisa, di grande carattere, con un'intelligenza fine, che attraverso la scienza e la tecnica cerca di rispondere alle sue tante curiosità rispetto a come il mondo funziona. Cosa che forse farei anch'io, se avessi l'occasione di una seconda vita. Tra i morti, il capo scout Yeraban, credo avrebbe avuto ancora tanto da raccontare... ma la morte è così anche nella vita vera, non è che ti chiede il permesso. E Dragonero è un fantasy, ma un fantasy realista.

► Hai stabilito una serie di invidiabili record, come prima donna a sceneggiare Tex, Zagor e Dragonero: quale di questi personaggi è stato il più difficile da scrivere e perché?

Tex, senza dubbio. Per scrivere ognuno di questi personaggi devi seguire un canone diverso, ognuno ha il suo e non puoi tradirlo, perché sarebbe come tradire il personaggio stesso. Ma quello di Tex ha maglie molto più strette.  

► Infine, come chiede Claudio Bisio agli Elio e le storie Tese in un loro celebre brano: progetti per il futuro?

Per Bonelli, non conosco i tempi ma so che dovrebbero uscire alcune storie mie di Dylan e poi due storie per quella serie meravigliosa che è Chanbara. Fuori Bonelli, ho finito da poco due storie a fumetti autoconclusive, una western che uscirà con Edizioni Inkiostro, un'altra, ambientata in Giappone ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, ancora in cerca di editore. Per il resto, faccio mia la risposta di Elio e le storie Tese: "Costruire delle autostrade dove tutti cantino e ballino insieme"! La verità è che non lo so... ma creare qualcosa che dia gioia, o almeno un po' di gusto, a me stessa e agli altri, è certo un'aspirazione.

A cura di Luca Barbieri


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07/01/2019