Dylan Dog/Martin Mystère

Recagno racconta l'abisso del Male!

In edicola dal 28 novembre, "L'abisso del Male" è il terzo team-up tra Dylan Dog e Martin Mystère. Ed è un team-up specialissimo! Ne abbiamo parlato con Carlo Recagno, sommo architetto di questa straordinaria operazione che non potete perdervi.

Si erano incontrati per la prima volta nel 1990, e una seconda due anni dopo. Poi più niente per ventisei anni, perché ad ogni loro incontro sembrava che la Terra fosse sull'orlo della distruzione. E infatti, in questo loro nuovo incontro l'intero universo sembra collassare su se stesso. Carlo Recagno, autore dell'incredibile sceneggiatura di "L'abisso del male", ci ha raccontato com'è nato l'albo e quanto complicato è stato portare a termine questa titanica impresa!

► I primi due incontri tra Dylan Dog e Martin Mystère hanno scatenato forze oltre ogni immaginazione. Questo terzo team-up non è da meno: un'apocalisse davvero mondiale. "Universale", addirittura! Com'è nata l'idea di raccontare proprio questa storia, e in questo modo?

Dylan Dog e Martin Mystère tornano ad incontrarsi dopo ventisei anni. Dopo aver salvato la Terra, ora è l'Universo stesso che rischia di collassare!

È scaturito tutto da un'idea di Alfredo Castelli. Eravamo alla ricerca di un avversario da contrapporre ai nostri eroi. Avremmo potuto far alleare tra loro un nemico di Martin e un nemico di Dylan, ma era appena stato fatto nel crossover tra Dylan e Dampyr; e per ideare un personaggio completamente nuovo, come lo era stato Mabus in "Ultima fermata: l'incubo!", avremmo avuto bisogno di più tempo. Abbiamo pensato quindi di "prendere a prestito" un villain da un'altra serie bonelliana. Castelli, a metà tra il serio e il faceto, ha proposto un personaggio davvero iconico, che a me sembrava perfetto. Più ci pensavo e più mi convincevo che era l'ideale, e attorno a lui ho finito per costruire l'intera vicenda, che è cresciuta organicamente a ogni revisione, fino alla sua forma definitiva, con sviluppi che hanno sorpreso anche me (e mi ha sorpreso soprattutto che me li abbiano lasciati fare...).

► Ma quanti albi bonelliani ti sei andato a rileggere, per riuscire a comporre lo sfaccettato mosaico che hai raccontato in questa avventura?

Tanti. Ah, a proposito... Michele Masiero? Quei volumi dello Zagor di Repubblica che erano scomparsi dagli scaffali nel tuo ufficio li avevo presi in prestito io, per documentarmi. Poi li ho rimessi al loro posto, naturalmente. Cosa? Non ti eri neanche accorto che mancassero? Oops...

► Nell'albo ci sono anche diverse battute metafumettistiche. O meta e basta, come quella del biglietto da visita di Groucho. Mi sembra che l'insistenza con cui è fatto contribuisca a creare un ulteriore livello di lettura, in questo evento. Non credi?

Vorrei risponderti che, se una battuta è metà fumettistica, allora l'altra metà che cos'è? In realtà, ne ho approfittato per realizzare uno dei miei sogni minori. Se mai avessi avuto l'occasione di scrivere Dylan Dog, ho sempre desiderato fare una scena in cui Groucho avesse a che fare con un personaggio modellato su Margaret Dumont, l'attrice con la quale Groucho Marx duettava spesso nei film. E così ho fatto, prelevando da La Guerra Lampo dei fratelli Marx" un paio di battute, e anche il nome di Rufus T. Firefly, cioè il personaggio interpretato dal "vero" Groucho in quel film. Mi sono divertito come uno scemo!

► Durante la lavorazione, accanto alla tua scrivania c'era una lavagna che riportava le pagine che ancora ti mancavano da scrivere. Come facevi a dormire, la notte, con questo monito indelebile stampato in mente?

Facendo uso di sonniferi.

► Affidare i disegni a Giovanni Freghieri era obbligatorio, visto che aveva disegnato già i primi due team-up. A Lucca hai raccontato che in questa occasione ha dovuto lavorare molto in fretta. Forse perché lo sceneggiatore ha consegnato in ritardo?

Lo sceneggiatore è in effetti noto per consegnare sempre all'ultimo momento, ma per una volta non è andata così. Ho lavorato sempre in anticipo, ed è probabilmente per questo che quest'anno abbiamo avuto un autunno così insolitamente tiepido: l'ordine naturale delle cose è stato sovvertito! In realtà ho dovuto correre proprio per stare avanti a Freghieri, un imbattibile velocista capace di realizzare pagine su pagine mantenendo sempre una qualità invidiabile. Con questo albo ha prodotto un vero e proprio capolavoro.

► Parlando dei disegni, puoi spiegarci il coinvolgimento di Camagni e Giardo, e di alcuni altri artisti bonelliani citati nei crediti dell'albo?

Abbiamo voluto divertirci a far reinterpretare i personaggi del passato da autori moderni. Ecco quindi Giancarlo Alessandrini che, per una vignetta, disegna il Piccolo Ranger, Lucio Filippucci che realizza Occhiocupo e Giuseppe Palumbo che dà corpo e china a Furio, il primo grande eroe bonelliano. Qui presente assieme a un altro eroe della sua epoca, l'Inafferrabile, in un omaggio al primo team-up della Casa Editrice, che nel 1942 aveva coinvolto appunto quei due personaggi, sulle pagine de "L'Audace", a opera di Gianluigi Bonelli.

► Senti, ma tu questo team-up lo definisci Martin Mystère-Dylan Dog, o Dylan Dog-Martin Mystère?

Dipende da che lato lo guardi.

A cura di Alberto Cassani

Dylan Dog & Martin Mystère "L'abisso del male", nella versione albo è disponibile dal 28 novembre in edicola, fumetteria e nel nostro Shop online mentre è già disponibile la variant con speciale sovracopertina poster.


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28/11/2018