Nathan Never: Generazioni

Il quinto universo

Quinto e penultimo numero della miniserie ideata da Antonio Serra con protagonista Nathan Never. In arrivo nelle edicole il 27 settembre con i testi di Adriano Barone e i disegni di Rosario Raho, "L'età delle chimere" è dedicato al mondo steampunk.

Cari lettori, quinto (e penultimo!) appuntamento con questa pagina del nostro sito dedicata alle fonti di riferimento utilizzate per realizzare gli albi della miniserie Nathan Never Generazioni. Il prossimo episodio raggiungerà le edicole, le fumetterie e il nostro Shop online il 27 settembre 2018 e, sperando che ormai le regole vi siano chiare, vi ripresento qui la breve introduzione già usata nelle occasioni precedenti: nessuno di noi autori (sceneggiatori e disegnatori) pensa di potersi confrontare con i Maestri del fumetto di cui parleremo da qui in poi. Quello di Nathan Never Generazioni è un omaggio alla nona arte, un modo per dichiarare la nostra passione nei confronti di una forma espressiva alla quale abbiamo dedicato le nostre vite. Siamo coscienti dei nostri limiti e il nostro solo scopo è di "incontrare", attraverso questi albi, altri appassionati come noi (i lettori) con i quali condividere le emozioni che i fumetti ci hanno fatto vivere in passato e ci faranno vivere in futuro. Detto questo... pronti? Si parte...

L'ERA DELLE CHIMERE

Se per i volumi precedenti era in qualche modo facile individuare i fumetti di riferimento, in questo quinto albo le cose si fanno più difficili. Infatti, tutti i fumetti citati finora (negli articoli già presentati su questo stesso sito) sono legati alla mia memoria, alla mia formazione come autore, e quindi appartengono a un passato a volte remoto. Il concetto di Steampunk, che potete trovare spiegato nella definizione in fondo all'articolo e che potremmo usare come fonte di ispirazione di questo quinto albo, è decisamente più recente e, anche non lo fosse, io l'ho incontrato in età adulta, quando ormai avevo già letto e riletto i fondamenti cardine della mia "cultura" di autore di arte sequenziale, come direbbe Will Eisner.

Come giovane lettore vivevo (e vivo tuttora) una fortissima passione per le opere di Jules Verne.

In effetti, quindi, questo albo si ispira a un fumetto mai realizzato... una mia idea di quando ero ragazzo, che, come tutte le idee giovanili, ho abbandonato pensando fosse troppo ingenua (ma vedremo che evidentemente non era così). Come giovane lettore vivevo (e vivo tuttora) una fortissima passione per le opere di Jules Verne (ai miei tempi chiamato ancora Giulio, l'imposizione di italianizzare i nomi non era stata ancora superata). Trovavo invece poco interessante Emilio Salgari, che mi annoiava moltissimo (ho cambiato idea, tranquilli... ma l'ho fatto solo di recente).
Di Verne mi appassionavano ovviamente le idee "anticipatrici" calate in una realtà, quella del suo tempo, che era estremamente proiettata verso il futuro e, nonostante nei suoi romanzi si venga sempre messi in guardia sugli sviluppi nefasti della tecnologia, sottomarini, macchine volanti, raggi traenti e proiettori "olografici" apparivano comunque fantastici e meravigliosi. Ma io ero un lettore onnivoro, e anche altri autori (tutti concentrati, più o meno, tra la metà dell'Ottocento e gli inizi del Novecento) mi coinvolgevano enormemente: Arthur Conan Doyle, Edgar Allan Poe, Herbert George Wells e, non ultimi, Mark Twain e Robert Louis Stevenson. Gli eroi di questi scrittori si muovevano quindi in un universo che mi appariva "coerente" (nonostante differenze di tempo e luogo che non starò a sottolineare). 

Immaginai, così, anche e non poco suggestionato dagli straordinari film di Karel Zeman, una storia che potesse far "incontrare" personaggi diversi, uniti da una minaccia comune. Ricordo perfettamente (avrò avuto quindici anni) un quaderno dalla copertina beige nel quale cominciai a scrivere, rigorosamente a mano, un'avventura della quale realizzai anche alcuni disegni. Raccontava di come Robur il Conquistatore, uno dei personaggi più affascinanti e "malvagi" creati da Verne, non fosse morto precipitando con il suo mezzo trasformabile (Lo Spavento) alla fine del romanzo che porta il suo nome e, grazie alla sua tecnologia dotata di energia inesauribile, si preparasse a minacciare il mondo. In questo aveva un alleato nel diabolico professor Moriarty, nemico giurato di Sherlock Holmes.

Immaginai una storia che potesse far "incontrare" personaggi diversi, uniti da una minaccia comune. Cominciai a scrivere di come Robur il Conquistatore si preparasse a minacciare il mondo.

Holmes, da grande detective, si rende ovviamente conto della minaccia, ma anche (e qui si vede l'ingenuità... il vero Holmes non penserebbe mai una cosa del genere) che non potrebbe affrontarla da solo, con il solo appoggio del dottor Watson. Quindi, cerca degli alleati che possano avere a loro volta una tecnologia tale da poter affrontare Robur e Moriarty. Il capitano Nemo con il suo Nautilus e il viaggiatore de La macchina del Tempo di Wells mettono a disposizione le loro conoscenze e il gruppo di eroi (a cui di aggiunge il dottor Jekyll) si dà appuntamento sull'Isola Misteriosa (base del Nautilus) per preparare un piano. Sviluppi prevedevano alleanze dei cattivi con i Marziani (già sconfitti in passato dai batteri terrestri) e un sacco di mezzi fantastici che traevano ispirazione - in realtà - da versioni "ottocentesche" dei Thunderbirds, mezzi di soccorso super tecnologici che apparivano in televisione in una nota serie prodotta, tanto per cambiare, da Gerry e Sylvia Anderson

Ora, quelli tra voi più esperti di fumetto, staranno ridendo già da un po'. Non solo, con questo ricordo, mi sto attribuendo "l'invenzione" dello Steampunk, ma addirittura sosterrei la tesi di essermi immaginato La lega degli straordinari gentiluomini parecchi anni prima di Alan Moore e Kevin O'Neill. Beh, è proprio così. Tracce di questa idea si possono trovare in parecchie storie che ho realizzato dopo (da  Gregory Hunter a Legs Weaver) e, ovviamente, Greystorm - creato da me e Gianmauro Cozzi - fonda le sue radici in questa remota memoria.

Ho le prove di quello che dico? No, chissà dov'è finito quel quaderno! Ma non posso fare altro che confermare una mia idea, ovvero quella che quando si vive immersi nella stessa atmosfera, si hanno gli stessi punti di riferimento creativi, non si può fare altro che immaginare cose simili. Ovviamente, Moore è un genio, e ha saputo dare a quella intuizione sviluppi e complessità che io mai avrei immaginato. Ma ecco che un fumetto di riferimento l'abbiamo trovato. 

Quando si vive immersi nella stessa atmosfera e si hanno gli stessi punti di riferimento creativi, non si può fare altro che immaginare le stesse cose.

Ne voglio citare almeno altri due (uno del passato e uno più recente): il più antico (e che con lo Steampunk ha poco a che fare, ma molto con l'idea di mescolare elementi appartenenti a epoche e momenti diversi) è Killraven, creato nel 1973 dagli scrittori Roy Thomas e Gerry Conway (anche se poi fu Don McGregor a sviluppare il personaggio) e disegnato inizialmente dal geniale Neal Adams. La storia racconta di come i marziani de La guerra dei Mondi di Wells ritornino sulla Terra e riescano, questa volta, a conquistarla. Pochi umani sopravvissuti (tra cui il protagonista, Jonathan Raven) combattono una battaglia disperata per riavere il loro futuro in un mondo graficamente ambiguo e tecnologicamente distrutto, che vede primeggiare tra le altre le tavole realizzate dal grande P. Craig Russell.

Altro prodotto era invece Ruse, in cui il detective Simon Archard e la sua assistente, Emma Bishop, affrontano minacce di ogni sorta in un universo vittoriano alternativo estremamente ricco e decorato e che mescola (anche qui!) elementi realistici e magici, come in un'altra serie prodotta originariamente dalla nostra Casa. editrice, ovvero Jonathan Steele. Creata nel 2001 da Mark Waid e poi continuata da Scott Beatty, Ruse ha visto il lavoro continuativo e intelligente del disegnatore Butch Guice.

Killraven è un capolavoro che vi consiglio certamente di leggere o rileggere. Ruse un "divertissement" che certamente è passato nella mia testa mentre preparavamo l'albo di cui stiamo parlando, me che non è purtroppo riuscito a ottenere gli stessi risultati creativi dell'opera di McGregor.

Ecco fatto. Anche stavolta avete da rivisitare la vostra biblioteca e rileggere qualche albo del passato, oppure da scoprire cose nuove, magari facendo un visita in fumetteria. Buona lettura e... alla prossima e ultima puntata!

Antonio Serra

[Il dizionario, a proposito, dice: steampunk, sostantivo. Filone della narrativa fantascientifica avente la peculiarità di introdurre in un'ambientazione storica (generalmente, l'Inghilterra dell'età vittoriana) invenzioni tecnologiche anacronistiche. Composto di steam "vapore" e punk (v.), sul modello di cyberpunk]

Nathan Never Generazioni 05 "L'era delle chimere", dal 27 settembre in edicola, fumetteria e nel nostro Shop online.


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27/09/2018