Dylan Dog & Dampyr

Dylan Dog & Dampyr: il libro

In libreria dal 30 agosto, "Dylan Dog & Dampyr" raccoglie le due storie che hanno composto il primo crossover della Sergio Bonelli Editore, uscito con straripante successo nell'estate del 2017. Vi presentiamo un estratto dell'intervista ai due sceneggiatori.

"Arriva il Dampyr" e "L'Indagatore dell'Incubo" hanno una storia editoriale su cui è giusto soffermarsi. Infatti, pur essendo avventure strettamente collegate, sono state pubblicate in edicola su due testate diverse. La prima parte del racconto è apparsa sulle pagine di Dylan Dog, mentre la seconda, a pochi giorni di distanza, su quelle di Dampyr. Ora quest'avventura è disponibile anche in un lussuoso volume cartonato che la raccoglie interamente. Dalla postfazione del libro, estrapoliamo qui sotto una parte dell'intervista ai due sceneggiatori: Mauro Boselli e Roberto Recchioni.

► Quella del crossover è una formula molto usata nei comics statunitensi, ma inedita per la Sergio Bonelli Editore. Come è nata l'idea del progetto? E come si è scelto di proporlo ai lettori in questi termini?

Roberto Recchioni: Credo sia nata da me. Sono un buon appassionato di comics e mi sono sempre chiesto perché alcune meccaniche narrative e soluzioni editoriali, che negli Stati Uniti funzionano sin dall'affermarsi del linguaggio fumettistico, da noi fossero state sperimentate poco o per nulla. Di team-up, in casa SBE, ce n'erano stati, ma di veri e propri crossover, con tutte le caratteristiche del caso, mai. Quindi... perché non farlo? Perché non far conoscere al pubblico di Dylan Dog il personaggio di Dampyr, che è così affine? Perché non mettere a frutto la forza di questi due character per creare una bella storia corale? Ho proposto la cosa prima a Mauro Boselli, che l'ha approvata a patto che non lo facessi impazzire, e poi in Bonelli, a patto che riuscissi a rispettare le date delle consegne. Credo di aver disatteso entrambe le promesse, ma, alla fine, ci siamo riusciti lo stesso.

Sin dalla nascita di Dampyr avevo il progetto di farlo agire con Dylan Dog, ma pensavo piuttosto a un team-up, in un albo speciale come quelli che avevano visto l'incontro tra Dylan Dog e Martin Mystère. Dei misteriosi delitti legati alle Nursery Rhymes rivelavano l'attività di un Maestro della Notte. Era uno spunto sufficientemente eccentrico e britannico per essere adatto a Dylan.

Mauro Boselli: In realtà, sin dalla nascita di Dampyr avevo il progetto di farlo agire con Dylan Dog, ma pensavo piuttosto a un team-up, in un albo speciale come quelli che avevano visto l'incontro tra Dylan Dog e Martin Mystère. Su approvazione di Sergio Bonelli, avevo scritto un soggetto in cui Dylan affrontava dei misteriosi delitti legati alle Nursery Rhymes, le filastrocche inglesi per bambini. L'intervento di Dampyr era legato al fatto che dietro i delitti c'era un Maestro della Notte. Era uno spunto sufficientemente eccentrico e britannico per essere adatto a Dylan. Purtroppo, per motivi non del tutto chiariti, Bonelli cambiò idea all'ultimo momento (lui era fatto così, e non aveva mai nascosto di detestare i team-up) e io riciclai il soggetto nel secondo Speciale Dampyr, trasformandolo radicalmente (togliendogli - ahimè - gran parte dello humor che mi avrebbero fornito Dylan e Groucho).
Anni dopo mi fu proposto da Giovanni Gualdoni, all'epoca curatore di Dylan, di scrivere un team-up di 32 pagine per un Dylan Color di storie brevi, ma all'ultimo momento a Dampyr fu preferito Napoleone. Stavolta ero piuttosto seccato, perché mi irrita sprecare tempo e idee. Quando Roberto mi propose un crossover all'americana ero ancora infastidito dalle esperienze precedenti. Gli ci volle del bello e del buono per convincermi, tanto più che non approvò la mia idea originaria, più legata alla continuity dampyriana, e cioè di far innamorare Dylan non banalmente di una vampira, bensì di una demoniaca e affascinante femmina del genere "succube", potenti seduttrici al servizio del principe Samael. Ma Roberto aveva in mente un'altra cosa e lo lasciai fare, proprio perché non mi sentivo tanto coinvolto.

► Da una parte abbiamo Dylan, un antieroe ironico e fragile, poco portato all'azione. Dall'altra Harlan, il Dampyr, eroe dal carattere granitico e il grilletto facile. Quali sono state le maggiori difficoltà nel rendere credibile e coerente l'incontro?

R.R.: Dal mio punto di vista, i due personaggi e le loro rispettive spalle sono perfetti per stare assieme e creare un'alchimia esplosiva. La difficoltà maggiore, invece, riguardava la loro mitologia. I mostri di Dylan - i vampiri, in particolare - sono molto diversi da quelli di Harlan e questo, all'inizio, sembrava un ostacolo difficile da superare. Poi mi sono ricordato che se l'universo di Dampyr è molto rigido nelle sue regole, quello di Dylan non lo è per nulla, e che nel mondo dell'Indagatore dell'Incubo esistono decine di tipologie di vampiri del tutto diverse, spesso anche in aperta contraddizione tra loro. Problema risolto.

M.B.: Credo di poter dire che ce ne siamo un po' fregati, ognuno ha trattato l'altro personaggio come lui lo vedeva. Credo che l'operazione di far conoscere Dampyr ai lettori dylangdoghiani tramite una storia non scritta dagli autori di Dampyr non sia ottimale per diffondere la vera natura del personaggio. Appare evidente anche dal mio approccio nella seconda parte, in cui abbiamo più evidenziato il contrasto tra i due eroi.


Una vignetta di Daniele Bigliardo da "Dylan Dog & Dampyr". Clicca per vedere l'intera tavola.

► Un altro aspetto interessante è senza dubbio la gestione dei comprimari. Far interagire una maschera come Groucho con Kurjak e Tesla era un'impresa da far tremare i polsi. Parlateci un po' dei comprimari!

R.R.: Per me è stata la cosa più semplice. Anzi, si può dire che volevo scrivere questa storia principalmente per vedere Groucho alle prese con Kurjak e Tesla. Spero di rivederli presto assieme, magari in una storia solo con loro tre.

I due personaggi e le loro rispettive spalle sono perfetti per stare assieme e creare un'alchimia esplosiva. La difficoltà maggiore, invece, riguardava la loro mitologia.

M.B.: Come si deduce leggendo le storie, l'alchimia migliore avviene tra le "spalle", tra Groucho e Kurjak e tra Groucho e Tesla. Le loro scene sono state divertenti da scrivere. Per esempio, nel rapporto tra l'atteggiamento pratico di Kurjak e quello surreale di Groucho. Un'altra alchimia che mi ha sorpreso, anche se fino a un certo punto, è stata quella tra Tesla e Dylan. La nostra vampira, di solito innamorata di uomini rudi e tutti d'un pezzo, è rimasta suo malgrado affascinata dalla complessità, dalle nevrosi e dalle debolezze che costituiscono la forza di Dylan Dog.

► Per illustrare il crossover sono stati individuati due artisti dal tratto classico come Daniele Bigliardo e Bruno Brindisi. Come si è giunti a questa scelta?

R.R.: Dampyr a me sembra profondamente coerente nel suo stile di disegno e nei suoi stilemi grafici mentre Dylan, sin dal suo primo albo in edicola, è sempre stato il campo da gioco delle sperimentazioni. Ma, se devo essere sincero, l'elemento dell'identità grafica delle due testate non è stato tenuto in considerazione più di tanto quando siamo stati chiamati a scegliere gli illustratori per queste due storie. Abbiamo, semplicemente, preso due dei migliori.

M.B.: Effettivamente, in Dampyr c'è una grande varietà di stili grafici. Bigliardo e Brindisi sono stati scelti, oltre che per la bravura, per la loro velocità e per il loro stile classico, che assicura dinamismo e leggibilità, uniti a una grande capacità di introspezione psicologica.

A cura di Marco Nucci


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20/08/2018