Dragonero

Dragonero: il giorno più lungo!

Stefano Vietti e Gianluca Pagliarani sono gli autori di "Il giorno degli eroi", il numero 62 di Dragonero che vede il grande scontro tra l'esercito imperiale e quello delle Regine Nere. Dopo aver letto le parole dello sceneggiatore ora tocca al disegnatore raccontare la sua esperienza sul campo... di battaglia!

L'11 luglio è il giorno della grande battaglia! L'esercito delle Regine Nere affronterà quello imperiale in un albo di 94 pagine. Stefano Vietti è il fedele cronista pronto a lasciare ai posteri i dettagli della tenzone, Gianluca Pagliarani colui cui è affidata la raffigurazione iconografica dello scontro. L'11 luglio scorrerà il sangue. L'11 luglio è Il giorno degli eroi!

Quando Stefano mi ha parlato per la prima volta del suo progetto di realizzare un albo interamente dedicato a un'enorme battaglia, e ha domandato la mia opinione, ho subito pensato: «OK, ci devo essere... quando mi ricapita un'opportunità del genere?».

Gianluca Pagliarani, parto facendoti i miei sinceri complimenti per le tue magnifiche tavole, che hanno un incredibile impatto grafico. Considero "Il giorno degli eroi" uno degli albi dragoneriani migliori di sempre! Quando hai avuto l'incarico di disegnarlo avevi idea di che capolavoro sarebbe potuto diventare?

Grazie... Sono contento che il lavoro sia piaciuto, anche perché ho dato davvero il massimo, cercando di realizzare il mio miglior albo Bonelli. L'occasione era quella giusta: quando Stefano mi ha parlato per la prima volta del suo progetto di realizzare un albo interamente dedicato a un'enorme battaglia, e ha domandato la mia opinione, ho subito pensato: «OK, ci devo essere... quando mi ricapita un'opportunità del genere?» E siamo partiti!

Le idee, poi, sono arrivate un po' alla volta, tavola per tavola, perché un conto è pensare a come disegnare certe scene, un altro è farlo! Era necessario garantire un certo ritmo nell'azione e, soprattutto, rendere le scene di massa nel modo giusto, trasmettendo la giusta confusione ma senza confondere l'occhio del lettore. Il tutto stando dentro i tempi che "qualcuno" in redazione mi dettava con severità! Giusto, Luca?

Ehm... Non so di cosa tu stia parlando... Piuttosto, che materiale hai usato per documentarti? La ricchezza di dettagli di armi e armature è a dir poco stupefacente!

Il materiale mi è arrivato da Stefano e Luca, non soltanto per la storia in sé ma relativo a tutta la serie: immagini prese da internet, fotocopie di libri, screenshot e così via... Poi mi sono documentato attraverso i film che ruotano attorno a grandi battaglie campali, da "Braveheart" a "Troy" passando per "Il gladiatore". Le prime pagine dell'albo, dove i portaordini percorrono lo schieramento, sono proprio ispirate a quest'ultima pellicola.

E come ti sei preparato ad affrontare tavole così impegnative?

Come al solito, ovvero facendo molti studi preparatori. Io uso applicativi informatici come Maxon Cinema 4D, ZBrush, SketchUp (quest'ultimo un po' di meno, giusto per le macchine). Costruisco io i manichini, per studiare le pose e la figura umana, talvolta attraverso programmi come Dash 3D, ma in genere faccio da solo: ogni manichino è mio e lo inserisco, poi, in un ambiente tridimensionale, anche quello costruito da me. All'inizio disegnavo a matita i personaggi e poi realizzavo attorno a loro un ambiente molto piatto, giusto per vedere le linee di fuga, poi la cosa mi ha preso la mano, ho iniziato a fare ogni genere di oggetti, e ora costruisco tutto. È diventata quasi una malattia: non riesco più a fare nemmeno un secchio se non vedo come cade l'ombra! 


Lo studio di Gianluca Pagliarani per un grifone di Aergyll.


Ti era mai capitato, prima d'ora, di dover disegnare un albo di questo genere? Un'unica, lunga, interminabile battaglia?

Una volta sola, quando lavoravo per la Avatar Press, però si trattava di un episodio di appena 22 pagine. Qui parliamo di una storia quattro volte più lunga. Per la regia ricordo che mi avevano detto "fai tu!". Stefano, soprattutto nelle prime tavole, mi ha invece fornito indicazioni assai più precise, pur lasciandomi ampie possibilità di scelta nella composizione delle scene.

Le tue Regine sono grintose e sexy, minacciose e sensuali, con i loro movimenti aggraziati e plastici. A parte gli studi di Giancarlo Olivares, hai usato qualche modello particolare per tratteggiarle?

No. Come dicevi tu, sono partito dagli studi di Giancarlo e ho guardato con attenzione l'albo n. 56 - "Le Regine Nere" - disegnato proprio da lui, ma nient'altro. Tu dici che gli ho dato qualcosa di speciale? Non so. Mi piace molto, in generale, trasmettere il senso del ritmo nei movimenti ed è quello che ho cercato di fare con loro.

Ci racconti qualche aneddoto curioso, come quando si è rovesciata la bottiglia d'acqua sulla doppia splash page appena inchiostrata?

Ah! Ah! Ah! Oppure come quando il gatto mi ha rovesciato la boccetta di china sul disegno, dici? No, per fortuna nessun incidente. Ho avuto soltanto banali problemi di collegamento internet quando dovevo caricare le pagine in alta definizione sul server della casa editrice.

Meglio così! Parliamo, ora, di qualche tuo progetto nel cassetto o qualche iniziativa extra Bonelli?

Mi piacerebbe parlarti di "Shadow Planet", un volume che ho realizzato insieme ad Alan D'Amico (ai colori) e a un tuo quasi omonimo, Giovanni Barbieri (ai testi). Siamo tutti romagnoli, siamo amici di vecchia data e abbiamo formato un collettivo che si chiama "I Blasteroid Bros". Questo era il nostro progetto del cuore, realizzato attraverso un crowdfunding, e voleva rifarsi ai classici del cinema di fantascienza, come per esempio "Il pianeta proibito" e "L'esperimento del dottor K". A noi piace moltissimo il cinema, e quello in particolare... la roba vecchia! Dal punto di vista estetico e grafico i riferimenti sono vintage, ma i contenuti sono assai più moderni.

Sembra proprio che valga la pena leggerlo! Ora, però, torniamo alla battaglia de "Il giorno degli eroi": potendo scegliere, in che parte dello schieramento ti saresti posizionato? In alto, con i grifoni? Tra la fanteria? La cavalleria? Con Myrva? Io, personalmente, mi sarei messo sulle colline, al sicuro, come spettatore, e con un pacchetto di popcorn...

Scelta saggia! Io, invece, avrei voluto essere qualche passo indietro a Yannah, la selvaggia del Nord: è il personaggio che più mi sono divertito a disegnare.

A cura di Luca Barbieri


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10/07/2018