Iniziative bonelliane

I romanzi di Sergio Bonelli Editore

Il 10 maggio debutta in libreria una nuova collana targata Sergio Bonelli Editore: una serie di romanzi indirizzati ai giovani lettori, con protagonisti alcuni dei nostri Eroi più amati. Ne abbiamo parlato con Andrea Artusi, uno degli ideatori del progetto.

Potete trovarli anche questo fine settimana nel nostro stand al Salone del Libro di Torino, ma già dal 10 maggio sono esposti sugli scaffali delle librerie. I romanzi di Gea e Martin Mystère aprono la nuova collana che la nostra Casa editrice dedica alla letteratura in prosa diretta agli adolescenti, quei lettori che ricadono nella categoria "young adults". Per presentarvi l'iniziativa, abbiamo fatto qualche domanda ad Andrea Artusi, che insieme con Mirco Zilio è l'ideatore del progetto.

Sono libri in prosa che raccontano le avventure di quattro giovani che non sanno ancora di essere destinati a diventare gli Eroi che tutti noi conosciamo.

► Innanzitutto, presentiamo nel dettaglio l'iniziativa: questa settimana escono due romanzi, con protagonisti Gea e Martin Mystère, e nei prossimi mesi altri due, su Zagor e Nathan Never. Cosa sono, esattamente?

Sono libri in prosa che raccontano le avventure di quattro giovani (o giovanissimi) che non sanno ancora di essere destinati a diventare gli Eroi che tutti noi conosciamo. Descrivono com'erano prima di diventare un Baluardo, un Detective dell'Impossibile, uno Spirito con la Scure e un Agente Alfa, e delle vicissitudini e dei motivi che li hanno portati a questo. 

► Ma com'è nato il progetto di questa collana?

Alla fine del 2015, grazie all'amico e scrittore Guido Sgardoli, io e Mirco Zilio siamo venuti in contatto con Pierdomenico Baccalario, che con Lorenzo Rulfo aveva da poco dato vita a Book on a Tree, una sorta di cooperativa di autori di narrativa principalmente per ragazzi con sede in Inghilterra. È stato proprio grazie a questo incontro e alla peculiarità del loro gruppo che ci è venuta questa idea.

► E come l'avete sviluppata?

Inizialmente ne abbiamo parlato con Pierdomenico, che ha subito accolto l'idea con grande entusiasmo. Poi, insieme a lui, l'abbiamo presentata in redazione, ottenendo subito un riscontro molto positivo. Discutendone con l'allora Direttore editoriale Mauro Marcheselli e con Michele Masiero, sono stati inizialmente individuati i tre personaggi che meglio si adattavano a questa operazione: Zagor, Martin Mystère e Nathan Never. Nel caso di Martin si è deciso fin da subito di fare riferimento all'universo delle Nuove Avventure a Colori, che in quel periodo erano in piena fase di lavorazione. Questo ci ha imposto di verificare passo dopo passo come impostare la storia assieme al gruppo dei Mysteriani, i sei sceneggiatori della serie di cui, fortunatamente, facevo parte anch'io.

► Invece, come avete deciso a quali scrittori affidare i personaggi?

Pierdomenico è sempre stato un grande fan di Martin, mentre Davide Morosinotto di Zagor; quindi queste due scelte sono state naturali. Per Nathan Never, invece, abbiamo proposto Miriam Dubini perché io e Mirco avevamo già lavorato con lei su una storia con protagonisti Nathan Never e Legs Weaver. Anche in questo caso si tratta di un progetto che coinvolge più autori letterari, ma che vedrà la luce solo tra qualche tempo.

Abbiamo fatto fin da subito riferimento ai curatori delle testate per arrivare a delle sinossi che non creassero paradossi temporali, discrepanze o presentassero delle inesattezze rispetto alle serie.

► Come si inseriscono le storie dei romanzi nella "continuity" dei personaggi disegnati?

Abbiamo fatto fin da subito riferimento ai curatori delle testate per arrivare a delle sinossi che non creassero paradossi temporali, discrepanze o che presentassero delle inesattezze rispetto alle serie. Nel caso di Zagor, avendo una storia editoriale così lunga alle spalle, grazie all'impareggiabile aiuto di Moreno Burattini siamo arrivati, insieme a Davide Morosinotto, a un soggetto necessariamente molto ben definito e preciso. Per quanto riguarda Martin e Nathan, invece, è stato possibile lasciare gli autori leggermente più liberi di seguire una personale linea narrativa, consegnando loro una traccia ben sviluppata ma con meno vincoli.

Quindi c'è stata una vera e propria collaborazione con i creatori dei personaggi originali?

Abbiamo collaborato e ci siamo confrontati un po' con tutti. Con Moreno Burattini per Zagor, Antonio Serra e Glauco Guardigli per Nathan Never, Alfredo Castelli e Giovanni Gualdoni per le Nuove Avventure a Colori di Martin Mystère e, ovviamente, con gli autori a cui erano stati assegnati i romanzi. E poi con Luca Crovi, che ha seguito il progetto come redattore interno, e con l'ufficio sviluppo della Casa editrice. Insomma, non abbiamo risparmiato davvero nessuno!

Come detto, dopo mesi di questo delicatissimo lavoro, avevamo in mano le sinossi su cui gli autori potevano fare le prove di scrittura dei capitoli iniziali. Quando abbiamo consegnato le prove in Casa editrice, la redazione ne è rimasta talmente entusiasta che Marcheselli ha voluto un quarto romanzo con una protagonista femminile. È stata scelta Gea, che poi è stata assegnata a Lucia Vaccarino, fan della prima ora del personaggio. In questo caso, ovviamente, il confronto è stato con Luca Enoch, che ci ha rivelato qual era la genesi della sua Gea e ha dato a noi e a Lucia molti spunti e possibili tracce narrative da seguire, compreso un nome, Grace... e non aggiungo altro! Grazie al fatto che Gea era protagonista di una miniserie già conclusa, siamo arrivati a delineare un buon soggetto in poche settimane, dopodiché Lucia ha potuto dedicarsi alle prove di scrittura che sono poi state immediatamente approvate.

La scrittura in prosa permette di entrare in profondità nella psicologia dei personaggi e rivelarci stati d'animo, sensazioni e turbamenti che nelle storie a fumetti sono spesso, e inevitabilmente, appena accennati, e che qui assumono invece un ruolo portante.

► Al di là del raccontare episodi inediti della vita degli Eroi Bonelliani, qual è l'aspetto di maggior interesse per i fan ma anche per i lettori occasionali, in questi romanzi?

Credo siano più d'uno. Innanzitutto riteniamo che tutti e quattro i romanzi siano davvero belli, ricchi di avventura, colpi di scena, divertimento e, come già sottolineato, con un livello di scrittura molto alto. Inoltre, sia i lettori occasionali sia i fan, anche della prima ora, non dovrebbero rimanere delusi perché tutte le storie sono perfettamente autoconclusive ed esterne alle logiche della serialità ma, al tempo stesso, pienamente rispettose di questa.

Un ulteriore elemento di interesse crediamo sia che la scrittura in prosa permette di entrare in profondità nella psicologia dei personaggi e di rivelarci stati d'animo, sensazioni e turbamenti che nelle storie a fumetti sono spesso, e inevitabilmente, appena accennati, e che qui assumono invece un ruolo portante. In questo senso, crediamo si tratti di un modo davvero nuovo di raccontare le vicende di personaggi a cui, per ovvi motivi, siamo profondamente legati.

A cura di Alberto Cassani


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09/05/2018