Dragonero

Ecco l'Atlante di Dragonero!

Il nostro stand al Comicon di Napoli ha una bella sorpresa per tutti i fan di Dragonero, che possono finalmente acquistare l'attesissimo Atlante dell'Erondár. 48 pagine riccamente illustrate e dettagliate, che raccontano la geografia del mondo di Ian Aranill!

A grande richiesta, al Comicon di Napoli fa il suo debutto in anteprima l'attesissimo Atlante di Dragonero. Finalmente i fan di Ian Aranill e compagni possono conoscere ogni centimetro dell'Erondár e scoprire i segreti di tutte le regioni che compongono il mondo del Cacciatore di Draghi. Ve ne diamo qui un piccolo assaggio, proponendovi l'introduzione del volume e qualche pagina accuratamente selezionata. L'Atlante è in formato 24x33 cm, si compone di 48 pagine e ha un prezzo di copertina di 16 euro. Al Napoli Comicon è in "superanteprimissima", però, perché arriverà nei negozi e nel nostro Shop online solo il 5 luglio!

Prima della creazione della Gilda dei Cartografi e della classificazione generale dei rilevamenti topografici, da parte della dinastia imperiale erondariana, la realizzazione delle mappe geografiche era affidata ai commerci dei mercanti, ai rilievi dei corpi militari e alle note di semplici viaggiatori che registravano nei loro diari di viaggio luoghi e percorsi, spesso con approssimazioni tali da rendere quelle mappe di scarsa utilità.

Prima della creazione della Gilda dei Cartografi la realizzazione delle mappe geografiche era affidata ai commerci dei mercanti, ai rilievi dei corpi militari e alle note di semplici viaggiatori.

Grazie all'impulso dato dalla pace imperiale, attorno al quarto secolo dell'era erondariana si impose una cartografia più scientifica con il calcolo preciso della latitudine e con quello, più difficoltoso, della longitudine. Furono realizzate le prime carte nautiche con la misurazione del fondale costiero, la segnalazione dei punti cospicui, un reticolato di riferimento e la tracciatura delle rotte sicure per agevolare la navigazione. Il continente dell'Erondár - grazie anche allo sviluppo delle rete stradale e al fiorire del commercio - fu infine mappato con precisione, dalla barriera artificiale del Vallo fino a quella naturale dell'immenso deserto del Vhâcondàr, fatta eccezione per le impervie catene montuose e le vaste foreste inesplorate al suo interno.

Ciò che si estendeva a nord del Vallo e a sud del Vhâcondàr non rientrava nella cartografia ufficiale e la sua mappatura rimase affidata all'iniziativa personale degli avventurosi mercanti che si spingevano fino ai leggendari Regni Meridionali e degli impavidi navigatori che sfidavano le insidie del mare aperto. Le sole raffigurazioni che offrono una visione d'insieme del mondo conosciuto sono le copie di un'antichissima incisione su lastra d'oro puro, forse appartenuta alla civiltà perduta degli Ubiqui, di cui esiste un solo esemplare originale, conservato nel monastero destiniano di Theïkókanóna, la cui traduzione - per forza di cose, sommaria e incompleta - ha assorbito l'energia di generazioni di monaci. Le rare copie di questa mappa primordiale sono gelosamente custodite nelle biblioteche dell'ordine e una di esse - la Charte Gnosthe Pankósme - viene presentata per la prima volta in questo Atlante.


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16/04/2018