Nathan Never

Il doppio futuro di Nathan Never

L'ultimo giorno di novembre è arrivato in libreria e fumetteria il volume cartonato che ripropone - in una versione appositamente colorata - il primo, mitico, Nathan Never Gigante: Doppio futuro. Lo sceneggiatore Antonio Serra ce ne racconta la genesi.

Davvero abbiamo un solo futuro, davanti? E quanti passati ci siamo lasciati alle spalle? A porsi questi interrogativi, era stato nel 1995 Doppio futuro, il primo albo gigante dedicato a Nathan Never, che arriva ora in libreria e fumetteria - e nel nostro Shop online - in una nuova versione appositamente colorata da Daria Cerchi. Lo sceneggiatore Antonio Serra, che all'epoca era anche il curatore della testata mensile dedicata all'Agente alfa, racconta nei contenuti speciali del volume come quella storia era nata. Qui sotto, potete trovare un estratto del suo racconto.

Quando il primo albo di Nathan Never arrivò in tutte le edicole d'Italia, nel giugno del 1991, il successo colse di sorpresa sia gli autori sia l'editore. Certo, Dylan Dog era un fenomeno in crescita, ma questo non voleva dire che ogni nuova iniziativa proposta al pubblico potesse funzionare. Alla fine del 1993 i risultati erano ancora eclatanti: l'Agente Speciale Alfa sicuramente "funzionava", e poteva quindi espandersi, così Sergio Bonelli mi chiese di realizzare un "albo gigante" che potesse accompagnare la serie regolare. Solo Tex e Dylan vantavano una collana simile, si trattava di una importante promozione "sul campo". Tuttavia, realizzare un'unica avventura di 240 tavole richiedeva un tempo enorme: Bonelli se ne rendeva conto, ma voleva che questo volume così importante raggiungesse i punti vendita il più velocemente possibile, e mi "impose" di preparare tutto entro un anno, producendo più o meno una tavola al giorno, senza possibilità di ripensamenti.

In quel periodo avevo sviluppato un soggetto molto complesso, congegnato per una storia doppia, che si sarebbe potuto sviluppare sul "Gigante". Chiamai Roberto De Angelis, all'epoca già amatissimo dai lettori, e gli proposi un tour de force senza sosta per tutti e due. Lui accettò entusiasta: realizzò i disegni preparatori di tutti i personaggi, gli ambienti della storia e ci tuffammo nell'avventura.


Una vignetta da "Nathan Never. Doppio futuro". Testi di Antonio Serra, disegni di Roberto De Angelis.

Il tempo per ragionare era poco, e la commistione fra Terminator e il primo vero episodio di "Star Trek" prese forma velocemente, senza che potessimo badare a quanto la storia somigliasse alle sue fonti o ripensare a quasi nulla di quello che stavamo facendo. A spingermi era anche il rapporto con lo Star Trek Italian Club. Attraverso di loro ero riuscito a procurarmi una "bibbia" di "Star Trek: The Next Generation", ovvero il volume che conteneva tutte le indicazioni per gli sceneggiatori della allora nuova serie televisiva. Quelle fotocopie (a colori, cosa rara all’epoca) mi ispirarono non poco.

Il risultato di tutte queste commistioni piacque ai lettori, meno a noi autori. Per un autore è normale: quando si rilegge qualcosa dopo un po' di tempo (figuriamoci dopo 22 anni!) si vorrebbero fare le cose in tutt'altro modo. Tuttavia, nella memoria dei lettori, questo lungo "romanzo grafico", giocato su tre diverse realtà, ancora regge e funziona. Lo sento citare spesso, quando partecipo a fiere e incontri dedicati ai fumetti, e la cosa mi stupisce sempre. Nella mia, di memoria, le pagine che precedono questo scritto sono solo un incubo. Un incubo in cui il tempo scorreva senza sosta e non era mai sufficiente per pensare lucidamente.

Ma la storia venne consegnata in tempo, stabilendo un record di velocità e permettendo al pubblico di apprezzare questa avventura che, proprio per il successo che ebbe, si merita oggi di essere ripresentata in questa veste libraria, splendidamente colorata dalla bravissima Daria Cerchi e con una nuova, "spaventosa" copertina di Roberto.

Antonio Serra


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