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Quando nasce la Bonelli?

Curato da Gianni Bono, I Bonelli. Una famiglia Mille avventure racconta nel dettaglio la storia della nostra Casa editrice e della famiglia che l'ha resa grande. Un viaggio inedito nelle vite dei protagonisti del fumetto italiano degli ultimi settant'anni.

Presentato in anteprima a Lucca Comics & Games, il monumentale volume I Bonelli. Una famiglia Mille avventure è arrivato ora in libreria, fumetteria e nel nostro Shop online. Ve ne presentiamo qui qualche pagina, insieme con un estratto della prefazione del suo autore, lo storico del fumetto Gianni Bono.

Quando nasce la Bonelli? Ufficialmente il 18 gennaio 1941. È questa, infatti, la data riportata sulla copertina del n. 331 di Audace, che in realtà è in edicola già dalla settimana precedente. Poco cambia se si prende come buona l'uscita del periodico o l'effettiva registrazione della società alla Camera di Commercio del 31 ottobre 1941. Importa invece capire perché uno scrittore, soggettista e sceneggiatore di fumetti come Gianluigi Bonelli a un certo punto della propria esistenza abbia deciso di affiancare a una professione redditizia e priva d'incertezze, un'attività assai rischiosa, quella dell'editore. Sia per i tempi, l'Italia è in piena Seconda Guerra Mondiale, sia per gli investimenti economici, non proprio alla portata di un libero professionista, anche se ben pagato.

Ovviamente chi scrive non era presente al momento della fatidica decisione. Ma con un po' di fantasia, visti i toni alti della discussione, non è difficile immaginare quanto accadeva al civico 10 di via Rubens, in un sabato di fine estate del 1940. Magari ascoltando i pensieri del piccolo Sergio e le parole dei suoi genitori, Aristea, detta Tea, Bertasi, e Gianluigi, detto Gino, Bonelli...

"Eccolo, sta arrivando. Sento già il rumore della locomotiva che avanza impetuosa da piazza Piemonte. Tra poco sarà qui. Passerà sotto la mia finestra. Alle tre in punto, come ogni pomeriggio, prima di lasciarsi alle spalle la città e perdersi nella campagna laggiù verso Magenta. È il Gamba de Legn'. È un treno ma a me sembra tanto la diligenza di "Ombre Rosse", il film che papà mi ha portato a vedere al Cinema Tonale. Anche il protagonista, Ringo Kid, interpretato da John Wayne, è alto, bello e forte come il mio babbo. Come lui non ha paura di affrontare gli avversari a viso aperto. Ma di là, in cucina, non ci sono né gli Apache, né i malviventi da far tacere con la pistola. Di là c'è la mamma..."


Una striscia di "Balilla Venturino", scritta da Gianluigi Bonelli e disegnata da Vittorio Cossio.

"Gino, mi sembra pura follia! Se non ci sono riusciti editori come Mondadori o il signor Vecchi, come credi di poterlo fare tu con quel sognatore di Daini al pari tuo? E poi, tutti quei soldi per comprare la testata di un giornale... Dove li prendi?"
"Conosco quel giornale come le mie tasche. So come va fatto. Ci sono dentro la mia anima e i miei sogni che qualcuno ha tentato di cancellare. È tempo che me ne prenda cura io in prima persona. Per "il Vittorioso" mi hanno chiesto di stare dietro le quinte e non ho avuto nessun vantaggio. Anzi, ora che ci penso, nemmeno un grazie da parte dei preti. Per i soldi da investire non ti preoccupare, sono d'accordo con Dante che li compenserò con il mio lavoro. Le scriverò tutte io le storie. Non le firmerò con il mio nome, altrimenti quelli di Roma non la prenderebbero troppo bene. Userò degli pseudonimi. Mi voglio proprio divertire, userò i nomi dei personaggi dei miei romanzi e dei miei fumetti, Gianni Altieri, Carlo Bianchi e l'investigatore Giorgio Landi... Per i disegni ho già preso accordi con i pittori. Sono i migliori illustratori sulla piazza. Sono tutti pronti a darci una mano e mi hanno assicurato che aspetteranno per essere pagati. Faranno parte della squadra Edgardo Dell'Acqua, Walter Molino, Pier Lorenzo De Vita, Carlo Cossio e il giovane maestrino: ne ha di talento quel Raffaele Paparella..."

Quel giorno, come spesso succede nelle migliori famiglie, ad averla vinta fu la moglie...

Gianni Bono


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