Libri

Martin Mystère e lo strano formato

Da pochi giorni ha fatto il suo debutto in libreria e fumetteria un volume che raccoglie le avventure a striscia del BVZM, pubblicate sui quotidiani dal 1988 al 1994, e gli episodi di Allan Quatermain colorati per l'occasione.

Negli anni '80, i quotidiani La Notte, Il Giorno, Il Piccolo e le testate del gruppo Repubblica-L'Espresso hanno ospitato avventure di Martin Mystère realizzate appositamente nel formato a striscia, oppure ripresi dagli albi ma totalmente rimaneggiati. In Le avventure a striscia di Martin Mystère le potrete trovare tutte, a fianco di quelle - colorate per l'occasione - con protagonista Allan Quatermain, vero e proprio prototipo del BVZM. Il volume è stato presentato in anteprima all'ultima Fiera di Lucca, ed è ora arrivato in tutte le fumetterie, librerie e nel nostro Shop online. Ecco una parte dell'introduzione del libro, naturalmente scritta da Alfredo Castelli.

Probabilmente si tratta di una questione di età. I primi saggi dedicati alla letteratura disegnata che ho avuto modo di leggere, a cominciare dai fumetti di Carlo della Corte del 1961, si occupavano quasi esclusivamente delle "Syndicate strips", serie prodotte e distribuite da agenzie specializzate ("Syndicates") che uscivano nei quotidiani statunitensi in bianco e nero nei giorni feriali e a colori in grande formato la domenica. Con questa formula erano nati grandi eroi ancora popolarissimi come Mandrake o Flash Gordon o, sul fronte del disegno caricaturale, Arcibaldo & Petronilla, Braccio di ferro o Topolino. Ai "Comic books", considerati prodotti di seconda categoria, si faceva appena cenno: soltanto Jules Feiffer aveva curato nel 1965 un'antologia dal titolo "The Great Comic Books Heroes", dedicata alle origini dei supereroi, e del fumetto italiano si parlava solo se in casa di qualcuno che aveva ucciso la nonna o la zia si trovavano copie di Tex o di Diabolik.

"Cartooning Jobs for Beginning Cartoonists" e altri volumi della collana di manuali per imparare a disegnare edita da Walter C. Foster e in Italia venduta nei colorifici erano specificamente dedicati ai fumetti. Anche in questo caso si occupavano quasi esclusivamente di "Syndicated strips", e del resto Linus, una pietra miliare nell'editoria italiana del fumetto, nel 1965, pubblicava soltanto strisce. Molti giornali italiani dell'epoca pubblicavano strisce: facevano la parte del leone il Giorno, La Gazzetta del Popolo, Paese Sera, nelle cui pagine uscì nel 1953 la prima strip italiana creata per un quotidiano, Geremia di Pino Zac, pubblicata per un anno. In Italia di strisce non si poteva campare: con pochi dollari era possibile infatti acquisire i diritti di ottimo materiale americano, mentre realizzare una serie originale sarebbe risultato antieconomico. Le strisce italiane compensate in prima battuta da un quotidiano, come Sturmtruppen, si contano sulla punta delle dita.


Una striscia di "Il tesoro del loch". Testi di Alfredo Castelli, disegni di Giancarlo Alessandrini.

Il Corriere d'Informazione aveva cominciato a dare un po' di spazio ai fumetti nel 1975, e aveva prodotto alcune serie, tra cui Valentina di Guido Crepax. Per quel giornale, scrissi e curai una versione a strisce di Diabolik. Alcune storie erano realizzate apposta per il quotidiano; altre, invece, erano costituite da rimontaggi degli albi, rielaborati a tal punto da divenire storie nuove. A parte i cambiamenti determinati da esigenze pratiche (vignette ristrette o ampliate, dialoghi adattati per l'occasione), i racconti per i quotidiani impongono una specifica sintassi applicata. Sono infatti costituiti da puntate molto brevi, diluite in un vasto arco di tempo, e molti lettori cominciano a leggerle quando la vicenda è già iniziata. Per sperare di catturarne l'attenzione, è necessario, quindi, aprire ogni tavola con una vignetta dalla quale sia possibile desumere, anche se vagamente, cosa sta succedendo. La sequenza dev'essere chiusa da un momento di suspense per indurre a proseguire la lettura.

Alla fine degli anni '70, per le strisce avventurose, schiacciate dalla concorrenza televisiva, iniziò globalmente un inarrestabile declino che si concluse con la loro scomparsa. Per quanto mi riguarda, dopo la breve parentesi di Quelli dell'Astrostop illustrata da Roberto Ghiddi per Il Resto del Carlino (1981), la produzione si interruppe fino a quando il quotidiano La Notte ospitò Martin Mystère nel 1988; l'iniziativa fu seguita da altri giornali che hanno pubblicato altre quattro storie. Anche se tutto si è concluso nel 1994, il fascino che provo per questo formato ormai del tutto obsoleto non è diminuito.

Alfredo Castelli


Se non volete perdervi nessun aggiornamento riguardo Martin Mystére, seguite la pagina Facebook del personaggio. Per rimanere aggiornati su tutte le novità della nostra Casa editrice, potete seguire la pagina Facebook ufficiale di Sergio Bonelli Editore e iscrivervi alla newsletter settimanale.

23/11/2017