Le Storie

November Noir

Un vecchio delitto, un'indagine che scava nel passato, un incubo nero... Memoryville, il sessantaduesimo numero di Le Storie, è arrivato nelle edicole da pochi giorni. Ce lo facciamo raccontare dallo sceneggiatore e curatore della testata Gianmaria Contro.

Presentare da sé qualcosa che si è scritto? Uhm... Compito davvero imbarazzante. L'ho già fatto poco tempo fa, realizzando l'editoriale di Memoryville, ed è stata un'impresa... Beh, a dire il vero, neanche troppo sofferta. In ogni caso, è a quel testo che dovrete rivolgervi per avere una presentazione "ufficiale" della Storia di novembre. Se invece volete qualcosa di più "informale", eccoci qua!

Memoryville non è - come fu a suo tempo L'innocente - un racconto "gotico". Almeno non nel senso un po' stereotipato che di solito diamo a questa parola (castelli, fantasmi e nebbiose brughiere...), però lo si potrebbe agevolmente inserire in quella vasta tradizione del noir che qualcuno chiama "American Gothic". Da questo punto di vista, si tratta quasi di un "divertissement" che gioca con le forme, i ritmi e i "linguaggi" specifici di quella tradizione narrativa.

È l'epopea delle piccole cittadine rurali, perse nelle vaste pianure del Kansas o nelle foreste del New England, oppure nelle polveri del Texas meridionale... I luoghi, ricchi d'inquietudine, violenza e solitudine, raccontati tanto da Stephen King quanto da Cormac McCarthy, luoghi del way of life statunitense che sono entrati nell'immaginario di noi tutti così a fondo da sembrare "nostri", viventi appena oltre la porta di casa. Piccole comunità per piccole esistenze di personaggi marginali, sconfitti in cerca di riscatto, che - imprevedibilmente - finiscono col diventare interpreti di una Grande Tragedia, finiscono col toccare l'oscurità di un abisso senza fondo... 


Una vignetta tratta da "Memoryville", Le Storie n.62. Testi di Gianmaria Contro, disegni di Max Avogadro.

Per raccontare questa storia, ho avuto bisogno di tutti i "trucchi del mestiere" di un disegnatore abile ed esperto come Max Avogadro, senza il quale Memoryville non sarebbe quello che è. Le atmosfere, il "clima psicologico" della vicenda è stato definito dal suo lavoro assai meglio di come avrebbe potuto fare la mia sceneggiatura, e questo è un elemento che - ne sono certo - voi lettori saprete cogliere in tutta la sua importanza.

Per chiudere, una piccola sfida: come spesso accade, questa Storia è costellata da alcune piccolissime... chiamarle "citazioni" sarebbe troppo, chiamiamole "schegge": riferimenti e rimandi a opere, persone e circostanze pescate qua e là. Sarebbe piacevole forse, dar loro la caccia, che ne dite? Sicuramente troverete in Memoryville qualcosa che io stesso non sapevo di averci messo.

Buona lettura!

Gianmaria Contro


Se non volete perdervi nessun aggiornamento sugli albi di Le Storie, seguite la pagina Facebook della collana. Per rimanere aggiornati su tutte le novità della nostra Casa editrice, potete seguire la pagina Facebook ufficiale di Sergio Bonelli Editore e iscrivervi alla newsletter settimanale.