Dampyr

Dampyr da Roma al Turkmenistan

Il 5 settembre arriverà in edicola il numero 210 di Dampyr, "Il figlio di Erlik Khan". Ci siamo fatti raccontare dal disegnatore Andrea Del Campo cosa dobbiamo aspettarci da quest'albo, e per farcelo capire meglio Andrea ci ha mostrato alcuni suoi studi preparatori.

Il numero 210 di Dampyr, "Il figlio di Erlik Khan", vi aspetta in edicola, fumetteria e nel nostro Shop online a partire dal 5 settembre. Ne abbiamo parlato con il disegnatore, Andrea Del Campo, che ci ha anche mostrato alcuni degli studi preparatori da lui realizzati per personaggi e luoghi.

Ho contato 92 uccisioni su 94 pagine di albo.  Non ho fatto il conto dei mucchi di cadaveri e di tutto quello che succede fuori campo.

A settembre uscirà il tuo albo "Il figlio di Erlik Khan". Ormai sono 4 anni che è uscito il tuo primo numero di Dampyr. Cosa ti piace disegnare, del personaggio e della serie?

I tempi editoriali non sempre coincidono con quelli reali: in realtà sono al lavoro su Dampyr dal dicembre 2010, quindi sono ben sette anni ormai! E in questi anni ho spaziato dalle ambientazioni di Roma, alla Francia della bestia del Gevaudan e di Parigi, ai paesi abbandonati della val Borbera, a Chernobyl, fino all'Australia e al lungo tour di quest'ultimo numero. Ed è questa la cosa che più mi piace della serie, la sua capacità di spostarsi nel globo e di scavare sotto la polvere delle storie, miti e leggende dei luoghi. E ovviamente mi piace anche disegnare mostri!

Anche se sei ormai un veterano del cacciatore di vampiri, quest’albo ha presentato particolari sfide a livello di disegno?

Direi di sì! Ho affrontato scene di massa con vampiri e non morti provenienti da tutte le epoche storiche, battaglie campali e complicate trappole nelle quali si imbattono i nostri eroi. Dal punto di vista stilistico è un passo in avanti ulteriore nella ricerca del giusto equilibrio tra l'amore per la sintesi e la passione per il dettaglio.

Possiamo anticipare ai nostri lettori che quest'albo è particolarmente violento: ti sei divertito a disegnare uccisioni molto splatter in grande quantità? Sono tutte idee dello sceneggiatore, Giorgio Giusfredi, o hai dato il tuo contributo?

Ho contato 92 uccisioni su 94 pagine di albo, da arrotondare per eccesso. Non ho fatto il conto dei mucchi di cadaveri e di tutto quello che succede fuori campo. Una piccola carneficina! E il merito di certe, possiamo dire, "costruzioni horror" a effetto è tutto merito della fantasia di Giorgio. Ma devo dire che la sua sceneggiatura ha trovato un terreno fertile nella mia matita.

In questi anni ho spaziato dalle ambientazioni di Roma a Parigi, ai paesi abbandonati della val Borbera, a Chernobyl, fino all'Australia e al lungo tour di quest'ultimo numero.

Quanti studi hai fatto, per questa storia; per location e personaggi?

E' servita tanta documentazione e altrettanti studi. Innanzitutto a partire dal villain principale, Kerey Khan, il signore della discordia, che vedete in copertina e negli studi di questa gallery. Su indicazioni di Giorgio ho trovato graficamente al primo tentativo o quasi, ed è cosa rara! Ho quasi un giga di documentazione tra iconografia turco altaica, foto e immagini del mongol rally, della Panda e dei ragazzi che la guidano che sono protagonisti di una scena, della zona del distretto di Attok in Pakistan, delle vestigia di gladiatori romani, degli arcieri di Gengis Khan, degli Chouans della rivoluzione francese, di una gatlig del primo novecento in dotazione all’esercito giapponese, di un addetto al lanciafiamme italiano della Prima Guerra Mondiale, della cravatta di Bobby Quintana, delle bronzee maschere degli adoratori dello Zemzen, il grande Varano Grigio, dei quadri di Paolo Uccello, del "Door to Hell" e delle grotte sotterranee in Turkmenistan, delle strade e del design interno delle case a Cartagena in Colombia, delle Yurte, delle Api-risciò, tutta documentazione essenziale ai fini degli studi per l'albo. In una particolare sequenza di cui non dirò troppo ho studiato una complessa pavimentazione realizzando anche un modello 3D di supporto ispirandomi anche alla fantasia di una tovaglia mandatami in foto da Giorgio una domenica a pranzo.

La domanda finale di rito: puoi parlarci dei tuoi progetti futuri?

Il prossimo progetto riguarda sempre Dampyr, ed è un albo speciale su sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio.

A cura di Adriano Barone


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