Intervista Nathan Never

Bepi Vigna e il Caso Rose

La settimana di Ferragosto si conclude "Il caso Rose", un'avventura iniziata nell'albo di Nathan Never uscito a giugno. Ne abbiamo parlato con lo sceneggiatore Bepi Vigna, per farci raccontare com'è nata e che segno lascerà nel futuro del personaggio.

Il 17 giugno scorso è arrivato in edicola il numero 313 di Nathan Never, "Il caso Rose", in cui inizia un'avventura che prosegue nel numero successivo - "Il caso Hoover" - e si conclude in quello che sta per uscire, "Il caso Forbes". Una trama complessa, ricca di misteri e stravolgimenti, e che potrebbe svelare degli importanti segreti del mondo dell'Agente Alfa. Per saperne di più, ne abbiamo parlato con lo sceneggiatore Bepi Vigna, che come ben sapete è anche il co-creatore del personaggio.

La settimana di Ferragosto si conclude "Il caso Rose", racconto che si è sviluppato su tre albi. Quali problemi particolari comporta, scrivere una storia così lunga e complessa?

L'esperienza aiuta molto. Quando si ha l'idea iniziale di una storia, in genere non si sa se sarà complessa o semplice. E' solo quando si passa allo sviluppo dettagliato della trama, quando dalla "fabula" (l'insieme degli avvenimenti che si vogliono narrare) si passa all'intreccio (ovvero alla disposizione di quegli avvenimenti all'interno di un impianto drammaturgico), che ci si rende conto che certi personaggi richiedono approfondimenti e alcuni snodi narrativi vanno sviluppati in maniera più articolata e ampia. L'idea iniziale può essere quindi modificata per trovare la giusta struttura.

Quando si ha l'idea iniziale di una storia, in genere non si sa se sarà complessa o semplice.

"Il caso Rose" è la prima storia di Nathan disegnata da Luigi Piccatto, ed è la prima volta che voi due lavorate insieme. Come si è sviluppata questa collaborazione, che tra l'altro ha coinvolto anche alcuni suoi assistenti?

All'inizio Luigi era preoccupato perché, venendo da Dylan Dog, pensava di aver bisogno di qualche tavola per ambientarsi. Per questo abbiamo concordato di iniziare con un prologo che non fosse lontano dalle atmosfere a cui lui era abituato, per passare gradatamente a situazioni dove si rappresentasse una fantascienza più spinta. Alla fine la nostra intesa è stata ottima e credo che lui si sia divertito molto ad avere a che fare con realtà virtuale e stazioni orbitanti.

Nonostante conservi un impianto moderno, il racconto ha un respiro quasi da cinema d'altri tempi: sembrano esserci echi di Howard Hawks come anche dei film di spionaggio degli anni '70, al di là delle citazioni più evidenti, come il nome stesso di Linda Rose. Siamo fuori strada?

Non siete per niente fuori strada e il riferimento a Hawks è assolutamente pertinente. Hawks è secondo me il regista che avrebbe potuto raccontare meglio Nathan Never sullo schermo. Non solo perché era sempre capace di sopravanzare i suoi tempi, ma anche perché era affascinato da temi che si intrecciano anche nelle storie di Nathan: la professionalità che trasforma i personaggi in eroi del quotidiano, il rapporto degli uomini con le macchine (bellissimi tutti i suoi film aviatori), l'amicizia virile.

Quanto alla trama, risente certamente del fatto che i film noir mi hanno sempre affascinato, ma nella mia formazione è stata importante anche la svolta che ha avuto il cinema poliziesco e d'azione negli anni Settanta, con una serie di pellicole che rispecchiavano molto bene le incertezze e la paura del futuro di quegli anni... che poi sono anche quelli della mia adolescenza.


Una vignetta tratta da "Chupacabras!" Tex Color 10, testi di Moreno Burattini, disegni di Michele Rubini, colori di Oscar Celestini

Senza voler svelare troppo, ci dobbiamo aspettare che la storia lasci il segno anche nel futuro di Nathan e dell'Agenzia Alfa, visto il tema di fondo dell'indagine?

La storia riprende una trama sotterranea che attraversa da sempre le avventure di Nathan e che si lega all'idea che dietro molti fatti della realtà quotidiana, vi siano cause e volontà differenti da quelle manifeste e conosciute. D'altra parte l'idea del complotto accompagna spesso fatti rilevanti della cronaca o della politica (dall'attentato alle Twin Towers, agli avvistamenti di UFO; dallo sbarco sulla Luna, agli attentati dell'ISIS). I lettori più attenti individueranno alcuni piccoli particolari che rimandi a storie del passato: qui si fornisce qualche ulteriore tassello per completare uno scenario che corrisponde al futuro complesso che abbiamo immaginato.

Howard Hawks è il regista che avrebbe potuto raccontare meglio Nathan Never sullo schermo. Non solo perché era sempre capace di sopravanzare i suoi tempi, ma anche perché era affascinato da temi che si intrecciano anche nelle storie di Nathan.

► Cambiando argomento: il tuo cortometraggio di animazione "Nausicaa - L'altra Odissea" è stato selezionato nella Settimana della Critica del Festival di Venezia. Ci racconti qualcosa, sul film?

Il film nasce da un fumetto, pubblicato anni fa da Vittorio Pavesio e disegnato da Andrea Serio, con un tratto molto particolare. La storia è quella di Ulisse, l'eroe dell'Odissea, ma raccontata da una prospettiva tutta femminile. Nausicaa, sedotta e abbandonata, parte alla ricerca di Ulisse, ripercorrendone l'itinerario e scoprendo le verità, spesso meschine, che si celano dietro i suoi incredibili racconti. Il viaggio finisce per trasformarsi, così, in un percorso di formazione: la fanciulla apprende la verità sugli uomini, impara a conoscere il mondo e diventa finalmente donna.

Proprio per rispettare al massimo il disegno e restituire la materialità del tratto di Andrea, ho pensato di andare in controtendenza, rispetto all'animazione che siamo abituati a vedere, costruendo un vero e proprio film disegnato. Credo che questo sia stato apprezzato dalla Commissione che ha selezionato i film per Venezia. Per la grafica e l'animazione mi sono avvalso della collaborazione preziosa di Patrizia Principi e Lorenza Visi. Quest'ultimo ha curato anche il montaggio. Le musiche sono di Matteo Martis e tra i doppiatori vi sono voci importanti, come quella del narratore, che è di Mariano Rigillo.

Il film, prodotto dalla Zena Film di Massimo Casula, è stato realizzato con il contributo della Regione Sardegna ed è stato riconosciuto di interesse culturale da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

A cura di Alberto Cassani


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