Dylan Dog

Un Maxi da record per Dylan Dog!

Il trentesimo Maxi Old Boy presenta per la prima volta un'unica storia di quasi 300 pagine, l'avventura di Dylan più lunga di sempre! Ne abbiamo parlato con lo sceneggiatore dell'albo, Luigi Mignacco.

Arrivato in edicola da qualche giorno, il trentesimo Maxi Old Boy celebra degnamente il trentennale di Dylan Dog: non contiene, infatti, tre storie come d'abitudine, ma un'unica avventura di 292 pagine, scritta da Luigi Mignacco e disegnata da Montanari & Grassani con Cesare Valeri e Claudio Lopresti. Una storia davvero lunghissima, per gli standard dell'Indagatore dell'Incubo, che piacerà sicuramente ai fan di vecchia data del personaggio. Ne abbiamo parlato con lo sceneggiatore Luigi Mignacco.

"Oltre i confini della realtà" è probabilmente la storia di Dylan Dog più lunga di sempre: ben 292 pagine. È stato particolarmente difficile, scriverla?

Secondo me Dylan è più adatto alla dimensione del "racconto" che a quella del "romanzo": funziona meglio con storie che abbiano un inizio e una fine.

In tanti anni che collaboro a Dylan Dog non ho mai pensato di scrivere una storia che andasse oltre le canoniche 94 tavole, tranne un paio di speciali un po' più lunghi (ma di "Orrore nero" ne ho scritto metà, una sessantina di tavole...). Il fatto è che secondo me Dylan è più adatto alla dimensione del "racconto" che a quella del "romanzo": cioè, funziona meglio con storie che abbiano un inizio (magari sorprendente) e una fine (spesso aperta) che non in narrazioni più ampie e articolate. È una mia opinione, ci sono autori che hanno realizzato storie lunghe di Dylan molto belle. Ma me sembrava impossibile scrivere un "romanzo" di Dylan Dog. Poi mi è venuta questa idea per una storia costruita con tre episodi concatenati fra loro. Una vicenda in cui l'universo del Dylan "tradizionale" (insomma, l'Old Boy) fosse sconvolto da fatti ancor più radicali di quelli che gli sono capitati nella serie regolare. La storia lunga, se divisa in tre episodi, poteva mantenere lo stesso ritmo del Dylan cui siamo abituati, gli stessi inizi sorprendenti e i finali aperti. Ho proposto l'idea a Roberto Recchioni, che ama le novità ma conosce e apprezza la tradizione, e lui l'ha subito approvata. Mi sono messo a scriverla e... Bé, devo dire che è stato più facile di quanto pensassi!

Come tutte le estati, anche quest'anno il Maxi Old Boy è disegnato da Montanari & Grassani. Stavolta hanno avuto l'aiuto anche di Cesare Valeri e Claudio Lopresti, ma com'è stato collaborare, in una storia così lunga, con quelli che sono tra i disegnatori più amati dai lettori di Dylan?

Ho subito pensato che Montanari & Grassani fossero gli interpreti migliori per questa storia. Il loro stile è contemporaneamente tradizionale e innovativo, classico e straniante, professionale e personalissimo. Molto adatti per una vicenda che prende il "canone" di Dylan Dog e lo stravolge. Purtroppo M&G non hanno potuto disegnare come al solito tutti e tre gli episodi, perché impegnati anche nella realizzazione di un albo per la serie regolare. Allora sono intervenuti altri due amici. Claudio Lopresti è un solido professionista e conosce Giuseppe Montanari da prima del suo arrivo in Bonelli. Cesare Valeri è un gradito ritorno anche per me: apprezzato grafico pubblicitario, lui è il disegnatore che quasi trent'anni fa collaborò con Luigi Piccatto per il primo "I conigli rosa uccidono". E adesso, piccolo scoop, stiamo realizzando insieme una storia in cui tornerà Pink Rabbit: un'avventura ambientata quasi per intero nel mondo dei cartoni animati!


Una tavola di Montanari & Grassani & Lopresti da "Oltre i confini della realtà", Maxi Old Boy n. 30. Testi di Luigi Mignacco.

Il tuo racconto vede il ritorno in scena di diversi personaggi del passato di Dylan Dog, alcuni dei quali sono certamente ancora nel cuore dei lettori. E in generale, riporta alla mente temi e atmosfere di alcune storie classiche di Dylan. È un bel modo per celebrare il 30° Maxi e il trentennale del personaggio, no?

Io prima di essere un autore di Dylan Dog ne sono stato e sono tuttora un lettore e un fan. E da un po' prima di quasi tutti gli altri, perché più di trent'anni fa ho avuto il privilegio di leggere il numero uno di Dylan Dog con qualche giorno d'anticipo sull'uscita in edicola: Tiziano Sclavi mi diede l'albo fresco di stampa! In questa storia, l'espediente che porta Dylan "Oltre i confini della realtà" mi ha permesso di far tornare alcuni personaggi che io e molti lettori non pensavamo di poter rivedere. Così, prima di scrivere la sceneggiatura mi sono documentato, immergendomi per l'ennesima volta in alcune storie "classiche" di Dylan. Che è sempre un piacere: rileggere un capolavoro, che sia "Memorie dall'invisibile" o "I Buddenbrook" di Thomas Mann, non è un'operazione nostalgica, perché ti fa scoprire ogni volta qualcosa di nuovo.

Io prima di essere un autore di Dylan Dog ne sono stato, e sono tuttora, un lettore e un fan...

Nell'introduzione, l'albo viene definito "una lettura da ombrellone". Probabilmente lo si può definire così perché è di rapida lettura, ma "Oltre i confini della realtà" è una storia molto profonda oltreché articolata, non credi?

Questo lo lascio giudicare ai lettori. Comunque mi piace la definizione "lettura da ombrellone", perché un buon fumetto deve essere "facile" e piacevole da leggere. I contenuti profondi, con Dylan Dog sono quasi inevitabili: il personaggio ideato da Tiziano Sclavi è un perfetto testimone delle inquietudini dei nostri tempi. E spero che il Maxi n. 30 procuri anche qualche brivido "metafisico", in queste torride giornate estive!    

A cura di Alberto Cassani


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