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Il ritorno di Gregory Hunter

È uscito il volume di Gregory Hunter "I padroni della galassia". Per presentarvelo degnamente vi proponiamo qui una gallery di tavole di Elena Pianta e un breve ricordo delle origini del personaggio, scritto dal suo creatore Antonio Serra.

Lo scorso 6 luglio è arrivato in libreria, fumetteria e nel nostro Shop online, Gregory Hunter. I padroni della galassia, il volume che ristampa la prima avventura del Ranger dello Spazio creato da Antonio Serra. Per invogliarvi alla lettura, vi presentiamo qui un testo dello stesso Serra in cui ci vengono raccontate le origini del personaggio e una gallery di tavole disegnate da Elena Pianta, letterate da Erika Bendazzoli e colorate da Virginia Chiabotti, Edoardo Arzani e Mariano De Biase.

Le origini di Gregory Hunter si perdono, per quanto riguarda la mia memoria, ai limiti della mia adolescenza. Scopro, infatti, che avevo esattamente 18 anni quando, nel 1981, uscì nelle sale "Heavy Metal", il film d'animazione diretto da Gerald Potterton che conteneva al suo interno un segmento narrativo intitolato Taarna, dove una guerriera albina seminuda combatteva il Male a colpi di spada. È lì che si trovano, certamente, le origini di Sandrach, la protagonista femminile di questo volume.

Quindi, nel 1981, Gregory già esisteva e io, che all'epoca volevo fare il disegnatore, avevo già senza dubbio schizzato il suo volto dalla mascella quadrata, incorniciato da una chioma di capelli un po' ribelli attraversati da una ciocca bianca. Quel Gregory si chiamava di cognome Hammer (come la casa di produzione inglese di B-movies), aveva come compagno d'avventure un alieno scimmiesco il cui nome è sempre stato Badger, che era semplicemente l'esatto opposto di Chewbacca: tanto Chewie era alto e incapace di parlare in modo chiaro, tanto Badger era piccolo, logorroico e dotato di due enormi orecchie a sventola. Insomma, in sostanza, ero io, con tutti i miei limiti e le mie ossessioni.


Una striscia di Elena Pianta dal volume "Gregory Hunter. I padroni della galassia"

Gregory Hammer era un cacciatore di taglie, un poco di buono, e viveva le sue avventure in un universo certo fantascientifico, ma a metà tra il tecnologico e il fantasy, dove tutto era possibile. La creatura immaginaria di uno sceneggiatore in erba, un sogno a occhi aperti. Con delle tavole di questo personaggio mi presentai al Salone del Fumetto di
 Lucca nel 1984 e continuai a coltivare sia la passione per il disegno sia l'universo di questo eroe/antieroe per tutti gli anni a venire. Intanto, il desiderio di fare il fumettaro era diventato realtà, e i personaggi dell'adolescenza andavano abbandonati a vantaggio di eroi più maturi e vicini alle realtà del momento. Così, quando insieme a Michele Medda e Bepi Vigna ottenemmo da Sergio Bonelli l'approvazione alla realizzazione di Nathan Never, almeno alcune delle idee che avevo per Gregory si riversarono in quel progetto, e in particolare lo fecero nel personaggio di Legs Weaver.

Nel 1998, forte della mia esperienza di lavoro in redazione e del successo dell'Agente Speciale Alfa, mi feci coraggio e proposi a Bonelli di pubblicare le avventure di Gregory, e non pochi furono i cambiamenti necessari rispetto al mio progetto originario. Prima di tutto il nome: Gregory Hammer era diventato inutilizzabile, perché nel 1994 un altro gruppo di giovani creativi aveva portato in edicola un bellissimo fumetto fantatecnologico intitolato appunto "Hammer", pubblicato da Star Comics. Così nacque Gregory Hunter. Ammetto di non essere ancora oggi a mio agio con questo cognome, anche perché nella versione bonelliana Gregory non poteva più essere un cacciatore di taglie, ma doveva, come tutti i personaggi editi dalla Casa editrice, diventare un eroe. Ed eccolo quindi assumere il titolo di Ranger dello Spazio (una sorta di Tex Willer cosmico, insomma) con
 un terribile passato tutto da raccontare, passato che però non troverete in questo volume, che presenta invece (ed è per questo che ho cominciato con lei) le origini di Sandrach. Se questa riedizione tutta a colori piacerà al pubblico di oggi, chissà, potrete leggere la vera storia di Gregory in future ristampe. E sempre con il lettering di Erika Bendazzoli, che ci siamo scordati (ahi!) di segnalare nelle gerenze di questo libro... ma si sa, nessuno è perfetto! 

A cura di Antonio Serra


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