Iniziative bonelliane

Viaggi interdimensionali

Non stiamo parlando di fantascienza, ma un crossover fumettistico è in fin dei conti la collisione tra due mondi che abitualmente non si incontrano. L'effetto è straniante, disorientante, e di solito molto divertente per il lettore...

Il primo crossover della storia della nostra Casa editrice debutta il 28 luglio, con l'uscita del numero 371 di Dylan Dog, "Arriva il Dampyr". Un'avventura che inizierà nella Londra dell'Indagatore dell'Incubo e si concluderà nell'arcipelago delle Ebridi, ad ovest della Scozia, sulle pagine di Dampyr n. 209. Per celebrare degnamente l'occasione, gli albi usciranno ciascuno con due copertine diverse, per comporre due maxi-immagini davvero spettacolari. Vi proponiamo qui in anteprima le due cover di Dylan Dog, e vi diamo appuntamento a tra un mese per scoprire quelle di Dampyr.

Le due parti di questa avventura sono sceneggiate dai curatori delle testate, Roberto Recchioni e Mauro Boselli. Così, abbiamo pensato di realizzare con loro una breve intervista doppia, per farci raccontare questa loro particolare collaborazione.

MAURO BOSELLI

Com'è stato collaborare con Roberto per la creazione del primo vero crossover bonelliano?

Per la verità, non è stata una vera e propria collaborazione: lui ha scritto la prima parte, io l'ho letta, sottolineandogli un paio di piccoli errore di mitologia dampyriana e poi, da lì, ho proseguito io scrivendo il secondo albo. Ho, tra me e me, brontolato anche un po' mentre lo scrivevo, perché mi riesce più difficile lavorare su un'idea non mia. Mi riferisco a McGuffin, ossia il pretesto alla base della vicenda, che alla fine ho trasformato in qualcosa di imprevisto.

Accomunati dalla "lotta ai mostri", l'Indagatore dell'Incubo e il Cacciatore di Vampiri hanno in realtà caratteri molto diversi: come hai gestito l'incontro tra i due?

Beh, anche in questo caso, credo che Roberto abbia avuto una visione forse un po' troppo muscolare del terzetto dei nostri eroi, ma la cosa funziona e un certo "contatto fisico" tra loro alla fine del primo albo gliel'ho addirittura suggerito io. In quanto a me, ho continuato su questa falsariga, ben sapendo che le esitazioni, le nevrosi e i tic di Dylan Dog non fanno che amplificare le sue qualità eroiche.

Qual è il peggior difetto di Harlan e il miglior pregio di Dylan?

Harlan è un eroe senza macchia e senza paura e, siccome è figlio mio, non gli trovo difetti. Come ho detto prima, il più grande pregio di Dylan è che fa delle sue debolezze un'arma vincente.

ROBERTO RECCHIONI

Com'è stato collaborare con Mauro per la creazione del primo vero crossover bonelliano?

Difficile, come qualsiasi cosa si faccia con il Bos. Divertente, come qualsiasi cosa si faccia con il Bos.

Accomunati dalla "lotta ai mostri", l'Indagatore dell'Incubo e il Cacciatore di Vampiri hanno in realtà caratteri molto diversi: come hai gestito l'incontro tra i due?

Con l'ironi, che poi è l'unica arma che ha a disposizione un dilettante come Dylan Dog davanti a professionisti come Harlan Draka e i suoi pards.

Qual è il peggior difetto di Dylan e il miglior pregio di Harlan?

Dylan è composto per la maggior parte di difetti e debolezze, impossibile sceglierne solo uno. Harlan è un coacervo di pregi e punti di forza; anche qui, sceglierne uno avrebbe poco senso.


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