Nathan Never: Rinascita

La rinascita di Nathan Never

Michele Medda, co-creatore del personaggio e sceneggiatore della miniserie, ci presenta Rinascita, sei albi in cui prova a rispondere alla domanda "Come sarebbe Nathan Never se nascesse oggi?".

È uscito in questi giorni – in edicola, fumetteria e sul nostro Shop Online – il primo dei sei albi che compongono Nathan Never: Rinascita (proposto anche in edizione Variant, con copertina di Simone Bianchi). Per sapere cosa dobbiamo aspettarci da questa miniserie, diamo la parola allo sceneggiatore e co-creatore del personaggio Michele Medda.

Spesso, in questi anni, ci siamo chiesti: "Ma se dovessimo scrivere Nathan Never oggi, come lo scriveremmo?".

Sono passati più di venticinque anni da quando Nathan Never si affacciò nelle edicole con la sua prima avventura, Agente Speciale Alfa. Venticinque anni significano trecento uscite mensili, più un cospicuo numero di uscite extra: Speciali, Almanacchi, Giganti, Maxi, e vere e proprie collane parallele. Nessun personaggio seriale può pensare di percorrere un cammino editoriale così lungo senza cambiare, se non altro perché a cambiare sono per primi i suoi autori, e cambia anche il mondo intorno a loro. Nathan Never è nato quando la realtà virtuale era ancora fantascienza. Non c'era internet, non c'erano gli smartphone, le segreterie telefoniche erano apparecchi che si collegavano al telefono, i televisori avevano il tubo catodico, registravamo i film su nastri magnetici, e sì, usavamo già i computer, ma archiviando i dati su floppy disk da 400 Kb. Nel 1991 il mondo che conoscevamo era ancora al suo posto: sul panorama di New York svettavano ancora le torri gemelle, e in Francia un gruppo di disegnatori si metteva in società per dare una seconda vita a un settimanale satirico di nome Charlie Hebdo, chiuso dal 1981.

Spesso, in tutti questi anni, ci siamo chiesti: "Ma se dovessimo scrivere Nathan Never oggi, come lo scriveremmo?"

La miniserie che vi accingete a leggere tenta di rispondere a questa domanda. E dico "tenta" perché un'operazione di reimmaginazione del mondo di Nathan Never non può comunque prescindere da quello che oggi è il personaggio e dal mondo che gli autori gli hanno costruito intorno.

Scrivendo questa storia mi sono affidato ai ricordi. E, di conseguenza, anche all'assenza degli stessi. Questo mi ha lasciato un certo margine di libertà nel ricostruire la storia di Nathan.

Quando ho cominciato a scrivere la prima sceneggiatura e, per forza di cose, ho sfogliato i primi albi, sono rimasto sconcertato. Il tempo aveva fatto il suo lavoro: naturalmente ricordavo i punti fermi della saga e i personaggi principali, ma alcuni dettagli li ricordavo diversi, e altri non li ricordavo affatto. A quel punto mi sono imposto di non rileggere tutto. I nostri lettori più affezionati sanno quale importanza abbiano i ricordi nella storia di Nathan Never. Ecco, scrivendo questa storia mi sono affidato ai ricordi. E, di conseguenza, anche all'assenza degli stessi. Questo mi ha lasciato un certo margine di libertà nel ricostruire la storia di Nathan, del suo mortale nemico Ned Mace e dell'Agenzia Alfa.

I vecchi lettori della serie ritroveranno quindi molti personaggi e molti eventi familiari. A volte citati puntualmente, altre volte rielaborati e ricombinati in uno schema inedito e, spero, interessante.

E se poi qualcuno non avesse mai letto un albo del nostro agente Alfa e volesse cominciare ora, questa storia - che riavvolge metaforicamente la pellicola per raccontare l'inizio della saga - potrebbe essere un buon punto di partenza.

Michele Medda


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