Intervista

Bacilieri: omaggio a Gallieno Ferri

Avventura Magazine dedicato a Gallieno Ferri (in uscita il 24 maggio) ospita una splendida illustrazione che Paolo Bacilieri ha realizzato per l'occasione. Abbiamo chiesto all’autore veronese di raccontarci la sua passione per l'indimenticabile Maestro ligure.

I mondi di Paolo Bacilieri (autore di numerosi, splendidi graphic novel e di tante pagine per la nostra Casa editrice - da Napoleone a Orfani, passando per Jan Dix, "Sul pianeta perduto" e Dylan Dog) e di Gallieno Ferri, apparentemente distantissimi, si incontrano tra le pagine dell'Avventura Magazine di imminente pubblicazione. Vi mostriamo in anteprima l'illustrazione che l'autore veronese ha realizzato per la pubblicazione dedicata al Maestro ligure (in edicola dal 24 maggio), approfittando dell'occasione per farci raccontare da Bacilieri le origini e le ragioni del suo amore per il segno dell'indimenticabile Gallieno.

L'immagine che hai realizzato come tributo a Ferri racchiude numerosi dettagli e ci trasporta in un attimo, ma in modo molto vivido, indietro di oltre quarant'anni. Si può dire che lo Zagor di Ferri abbia su di te lo stesso effetto della "madeleine"  proustiana?

Paragone importante, però è così. Zagor ha un posto particolare tra le mie prime, direi primissime, letture. Sono stato un lettore precoce, voracissimo e aggiungerei fortunato, vista la ricchezza dell'offerta che c'era per un bambino degli anni '70.

Cosa ti colpiva, da bambino, e cosa ti colpisce oggi del segno di Ferri? C'è qualche segreto che, come disegnatore, hai cercato di sottrargli e di fare tuo?

Beh, nella mia tavola ho cercato di raccontarlo: il suo segno è un mix di elementi diversi... la rassicurante forza e bellezza dello Spirito con la Scure, la sua plastica dinamicità - se non da supereroe perlomeno da grande atleta - e poi la "pericolosità", il lato dark di Ferri, che si esaltava non solo con i cattivi ma anche con gli ambienti, le atmosfere, il marciume delle sue umidissime paludi. Ma anche il lato comico, con quel tocco naïf che mi fa associare Zagor agli spaghetti western di Bud Spencer e Terence Hill, altra potente madeleine... Fermami, Luca!


L'illustrazione di Paolo Bacilieri dedicata a Gallieno Ferri

Nell'illustrazione, Bacilieri bambino legge con trepidazione un albo di Zagor, ma ai suoi piedi intravediamo anche altre pubblicazioni. Quali erano le tue letture dell'epoca e c'è un albo, o una collana, in particolare che ha fatto scattare in te la voglia di diventare un autore di fumetti?

Difficile isolare un singolo albo o collana. Come dicevo, sono stato un marmocchio fortunato, l'offerta era ricchissima e io leggevo tutto... Tex, Zagor, Topolino e i paperi, Il Corriere dei Piccoli e dei Ragazzi, Il Giornalino, i supereroi americani pubblicati dalla Corno, Supereroica, Mister No, Ken Parker, Linus. C'erano anche fumetti adulti o rivolti a un pubblico di adulti, ma la gran parte dei fumetti si creavano allora per un pubblico di giovani e giovanissimi lettori. In altre parole, i migliori autori del mondo, e tra loro Ferri e Nolitta, "lavoravano per me". Quello che sono oggi e il mio lavoro di fumettista, sia in ambito bonelliano che non, è conseguenza di questo "imprinting", questa sovraesposizione precoce a una moltitudine di segni, personaggi, universi, racconti disegnati.

Sempre nel disegno, sottolinei l'appeal delle copertine zagoriane: quali sono le tue preferite, quelle a cui ti senti in qualche modo più legato?

Ferri era davvero un copertinista formidabile! Una copertina a mio parere deve fare due cose quasi opposte: deve farsi notare,"saltare fuori", e, nello stesso tempo, deve acchiapparti per la collottola e trascinarti dentro la storia. Il segno di Ferri faceva egregiamente entrambe le cose, caricandole con una overdose di potenti colori pop, sufficiente per il centinaio di pagine di umile bianco e nero a venire.
Che belle quelle dell'Odissea Americana! Ne ha fatte tante di belle, anche di Mister No (che adoravo!). Lo presentava in modo ben diverso da Roberto Diso (il mio preferito): niente ghette (le ghette di Mister No!), giubbotto invece della shirt, cinturone da cowboy... Ma chi se ne importa, ti scaraventavano dentro l'Avventura!

A cura di Luca Del Savio


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