Mister No

Casablanca

Dal 1942 a oggi, c'è un film che Mister No ha cercato inutilmente di vedere più volte, uno dei film più famosi della storia del cinema: "Casablanca", con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman.

C'è un film che tutti quelli della mia generazione conoscono a memoria... E che io non sono MAI riuscito a vedere per intero: "Casablanca" di Michael Curtiz, con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman.

Quando il film uscì, nel 1942, io non avevo molto tempo per andare al cinema. C'era la guerra ed ero piuttosto impegnato, prima sul fronte del Pacifico e poi in Europa, dove fui trasferito l'anno successivo. Ogni tanto il comando organizzava delle proiezioni per noi soldati, ma io non ho mai avuto la fortuna di vederlo. La volta che ci andai più vicino fu a Roma: avevo i biglietti e una ragazza per vederlo insieme. Si chiamava Laura e per lei mi ero preso anche una bella cotta. Ma quella sera mi tirò il bidone. L'aspettai per un'ora, poi gettai i biglietti e andai a spassarmela con gli amici in giro per Roma. Il giorno dopo mi arrivò il trasferimento per l'Alto Lazio, e quella ragazza non la rividi più per molti anni... E comunque, a "Casablanca" non ci pensai per un bel pezzo.


Mister No trova il cinema chiuso, in una vignetta di Corrado Roi e Raffaele Della Monica.


Dopo la guerra sono tornato a New York per alcuni anni, e il tempo per andare al cinema ce l'avevo. Ma c'erano anche un sacco di film nuovi da vedere. Ogni tanto qualcuna delle amiche con cui uscivo mi parlava di quello in cui Bogey era così irresistibilmente romantico, e in qualche modo mi assomigliava. E poi a me la Bergman piaceva un sacco, sapete? Insomma, pensavo che prima o poi l'avrei visto, questo benedetto "Casablanca", magari in qualcuna di quelle salette di terza visione del Village che bazzicavo abbastanza spesso. Ma non è mai capitato.

Poi mi sono trasferito a Manaus. Ho continuato ad andare al cinema anche qui, ovviamente, in sale sempre più scalcinate, e a vedere famosi film hollywoodiani con mesi e anni di ritardo. A quel punto "Casablanca" è diventata una specie di ossessione. Sapevo tutto di quel film: che c'erano Bogey e la Bergman, Dooley Wilson che suona e canta "As Times goes by", ma anche Sydney Greenstreet e Peter Lorre (gli stessi del "Mistero del Falco"), e poi Claude Rains, Conrad Veidt e Paul Henreid... Molti miei amici brasiliani lo avevano visto e volevano raccontarmelo, ma io odio quando ti spiegano la trama di qualcosa che non hai visto. Una volta litigai con Esse-Esse, perché il crucco sosteneva che "Casablanca" è una boiata, con i tedeschi stupidi e cattivi e l'eroe americano buono e romantico. Cominciai a dare la caccia a quel film. Quando scoprii che lo proiettavano al Cinema Centenario di Bogotà, in Colombia, volai fino là con il mio piper. Sembrava la volta buona. Ma mentre mi aggiravo per quella piovosa città aspettando che la sala aprisse per il primo spettacolo, fui coinvolto in una vicenda piuttosto intricata con la bella passeggera che avevo portato lassù da Manaus. Quando tornai, molti giorni dopo, la programmazione era cambiata e c'era un film di Stanlio e Ollio. Mi dissero che la pellicola era stata richiesta da un cinema... di Manaus! Volai verso casa cantando "As Times goes by", ma quando mi presentai alla biglietteria del cinema scoprii che le pizze non erano mai arrivate! 

Ho inseguito quel film nei cinema di Rio, di Sao Paulo, di Caracas e di mezzo Sudamerica, senza mai riuscire a beccarlo. Fino a quando ce l'ho fatta a L'Avana, Cuba. Ero seduto in questa scomoda poltroncina di una saletta di quart'ordine ed ero arrivato alla scena in cui il pianista Sam canta la famosa canzone, il momento in cui Rick e Ilsa si incontrano di nuovo... E proprio allora, un tizio fu accoltellato nel cinema. Che potevo fare? Mi fiondai fuori dalla sala, all'inseguimento dell'assassino. Che riuscì a sfuggirmi. La polizia mi interrogò, il cinema fu chiuso per accertamenti, e anche stavolta niente "Casablanca". Dovetti consolarmi al "Casablanca Cafè", un locale dell'Avana costruito a imitazione di quello del film. E lì, proprio mentre un pianista locale suonava per l'ennesima volta "As Times goes by", indovinate chi incontrai? Laura, la ragazza che dieci anni prima mi aveva bidonato a Roma. Io non sono un tipo romantico, ma lei... insomma, quella ragazza era speciale anche per un dongiovanni incallito come me. Fra noi c'era stato pochissimo, un bacio appena e tante belle parole, ma il sogno e il desiderio di quello che avrebbe potuto essere mi saltarono addosso in un attimo. Peccato che mi arrivarono addosso anche un bel po' di guai. La mia Laura era sposata con un tizio importante, tale Davide Ginori, un fisico italo-americano i cui studi erano fondamentali per la costruzione di nuove bombe atomiche. Ma lui era un pacifista convinto e voleva sottrarsi alle attenzioni sia del governo americano, sia della sua controparte sovietica. Era venuto in vacanza a Cuba con la moglie proprio con il progetto di far perdere le sue tracce in qualche sperduta isola caraibica. Ma lo tenevano d'occhio la CIA e anche le spie dell'altra parte, e in quel cinema dell'Avana avevano fatto fuori proprio lo scafista che avrebbe dovuto portarli fuori da Cuba clandestinamente. Riuscite a immaginare chi li aiutò a sottrarsi alle attenzioni di killer, spie, traditori e sbirri? Finì che diedi l'ultimo bacio al vero grande amore della mia vita sotto l'ala di un aereo con il motore che si scaldava, e la lasciai andare insieme a suo marito, che era molto più importante di me. (Quando ho raccontato questa storia a Esse-esse, dopo essere tornato a Manaus, lui mi ha detto qualcosa tipo: "Non prendertela, yankee. Ci sono sempre io. Questo è l'inizio di una grande amicizia." E se n'è andato con un sorrisetto idiota sotto i baffi. Mah... Il crucco certe volte è proprio strano)


Mister No imita il Sam di "Casablanca" in una vignetta di Corrado Roi e Raffaele Della Monica.

Comunque, il film non l'ho visto nemmeno quella volta. E non so se lo vedrò mai. È vero che a un certo punto della mia vita avrei potuto prendermi una videocassetta e guardarmelo in VHS. Oppure in DVD, pochi anni più tardi. Oggi lo trovo facilmente su internet, persino su Youtube. Ma dopo tanto tempo io "Casablanca" voglio vedermelo come si deve, nella sala buia di un bel cinema. Sapete come la penso: certe esperienze o le "vivi" in pieno, oppure niente!

A cura Luigi Mignacco


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