Intervista Nathan Never

Nathan Never in VR!

Attualmente in edicola, "Real History" mette Nathan Never e Legs Weaver a confronto con la realtà virtuale. Il co-sceneggiatore Davide Rigamonti ci racconta com'è nata la storia...

Davide Rigamonti - cosceneggiatore con Giovanni Gualdoni di "Real History", il numero 310 di Nathan Never, attualmente in edicola - ci racconta com'è stata concepita la storia che sommerge l'Agente Alfa nella realtà virtuale.


Una vignetta tratta da "Real History”, Nathan Never n. 310.
Testi di Giovanni Gualdoni e Davide Rigamonti, disegni di Matteo Resinanti e Antonella Vicari.

"Real History" è ambientato in un parco giochi molto particolare, in cui la realtà virtuale la fa da padrona. Negli anni '90, la realtà virtuale sembrava un vicolo cieco, ma oggi è tornata di prepotenza nelle cronache, come strumento per un pubblico di massa. Questo ha influito sulla sceneggiatura? Seguite le evoluzioni di questa tecnologia?

Il soggetto di Stefano Munarini prevedeva un mix di varie epoche storiche. E quale strumento migliore della realtà virtuale per metterlo in scena? Personalmente, sono molto interessato all'evoluzione dei videogame in generale - anche se non ho ancora un'apparecchiatura VR, dannazione! - ma non direi che questo abbia influito sulla sceneggiatura. Ci serviva un espediente narrativo per raccontare la storia e, muovendoci in ambito fantascientifico, la scelta è venuta da sé.

Avevate in mente qualche opera specifica (cinematografica o di altro tipo) a cui fare riferimento?

Prima di cominciare a scrivere, dietro consiglio di Giovanni, ho dato un'occhiata a "Il matrimonio di River Song", l'ultima puntata della sesta stagione del Dottor Who (serie di cui, fino a quel momento, avevo visto soltanto qualche episodio sparso... ma ho recuperato!). Al di là della bontà del prodotto, il maelstrom di elementi narrativi messi in scena ha sicuramente costituito un buon punto di riferimento, anche se, parlando di realtà virtuale e mondi alternativi, il mio personale background è sicuramente un altro (The Cell - La cellula, Il Tagliaerbe e Atto di forza, tanto per citare alcune pellicole).

L'albo contiene delle strizzate d'occhio ad avventure passate di Nathan?

Se ci sono (e ci saranno senz'altro, trattandosi di topos fantascientifici), non sono volute. Nel senso che non era nostra intenzione costruire alcun tipo di continuity, né giocare ai rimandi con gli albi del passato. "Real History" è una storia che, per prima cosa, doveva divertirci scrivere... e così è stato!


Una vignetta tratta da "Real History”, Nathan Never n. 310.
Testi di Giovanni Gualdoni e Davide Rigamonti, disegni di Matteo Resinanti e Antonella Vicari.

La scrittura di gruppo non segue mai un metodo di lavoro standard, nel vostro caso, come vi siete coordinati?

Abbiamo semplicemente assecondato i rispettivi gusti e background! Così, dopo aver discusso di alcune scene comuni, è finita che io mi sono occupato delle parti di Nathan e Giovanni di quelle di Legs. Nell'economia di un albo che doveva proporre ben più di un avventura, direi che la soluzione ha ragione d'essere. E spero che il risultato soddisfi i lettori!

A cura di Adriano Barone


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