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agliostro è il micio di casa; un bel gattone |
| nero che pensa solo a mangiare e dormire, |
come tanti altri. Ma è anche molto altro per Gea: è il suo compagno e unico confidente
dei segreti che lei nasconde. Se Gea e Cagliostro fossero vissuti nel Medioevo,
sarebbero di sicuro |
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finiti sul rogo, perché sono spiccicati alliconografia
classica della strega con il suo "familiare", di solito proprio un gatto nero.
Cagliostro svolge la funzione di segugio, non si sa da dove arrivi, ma è con
Gea da quando lei ne ha |
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| memoria. Ogniqualvolta le dinamiche delle correnti di energia dimensionale
favoriscono una connessione tra il nostro piano di |
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esistenza
e un altro, a Cagliostro spunta la "stella bianca" sulla fronte e
lui parte in quarta, conducendo Gea sul luogo dove si è verificata lintrusione. Qui
il micio passa al ruolo di cane da punta, scovando e segnalando lentità
intrusiva che verrà poi affrontata da Gea. Per il resto, Cagliostro è un micio normale,
pigro e dormiglione di giorno, cacciatore scatenato di notte. |
Quello che unisce i tre folletti a Gea è un ménage del tipo "vivi e lascia
vivere". Gea non li nomina mai apertamente, li ignora ma è sempre consapevole della
loro presenza in casa. Non sappiamo da dove vengano o perché abbiano scelto |
lei e la sua abitazione, né come mai Gea li tolleri. Possiamo pensare che si
sentano al sicuro sotto lala di un Baluardo, la cui sola presenza basta
a proteggerli da eventuali predatori transdimensionali. Non sono
particolarmente intelligenti; sono però
molto affezionati a Gea, di cui hanno anche un sacro timore. Perciò non si fanno mai
vedere apertamente o di proposito. La loro presenza è segnalata dai piccoli disastri
casalinghi che combinano, tipo: appestare lappartamento durante un poco riuscito
esperimento di cucina; allagare il bagno per una performance natatoria nella vasca; |
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| affrescare le pareti con
allucinanti disegni che probabilmente loro vorrebbero piacevoli e rilassanti per Gea, ma
che invece fanno venire gli incubi. Per farsi benvolere, riparano qualunque cosa Gea
rompa; le fabbricano oggettini con materiali di scarto per abbellire la casa (secondo il
loro gusto); le procurano dischi e cd, in che modo non lo sappiamo, ma il
gestore del negozio di musica, dove Gea e il suo gruppo si servono, si lamenta
continuamente di piccoli furti... Di notte, quando Gea dorme, le si siedono accanto, la
osservano, la annusano; usando una polaroid le scattano foto con cui poi tappezzano le
pareti accendendovi sotto ceri votivi. Gea li sopporta; a volte è compiaciuta delle loro
attenzioni, più spesso ne è esasperata e li maledice inveendo in tutte le direzioni.
Sfoghi che preoccupano molto i suoi protetti e che portano ad attenzioni ancora maggiori,
per lo sconforto della nostra protagonista. Sono la spalla comica della serie. |
| Lo «zio»
è un fantomatico personaggio che Gea sembra conoscere bene, anche se non lo ha mai
visto in faccia. I loro unici contatti sono tramite telefono e posta pneumatica. Lui le
procura i soldi che le servono per vivere, frequentare la scuola e acquistare le cose che
le sono necessarie per svolgere la propria missione. E le fornisce le istruzioni per la sua
attività di Baluardo, mandandole ritagli di giornali, rapporti di polizia,
servizi giornalistici e qualsivoglia indicazione su avvenimenti inspiegabili che possano
riguardare entità intrusive.
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GLI AMICI |
Pochi.
E mai così intimi da mettere in pericolo
il segreto di Gea. Almeno per il momento... |
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