Libri

Oklahoma! galoppa in libreria!

La celebre storia texiana firmata da Giancarlo Berardi e Guglielmo Letteri, la storia per cui venne originarimente coniata la collana Maxi Tex, rivive in libreria e fumetteria, in un prestigioso volume tutto a colori.

Sugli scaffali di fumetterie e librerie è appena giunto Tex. Oklahoma!, un lussuoso e corposo volume – in vendita anche sul nostro sito – che ripropone, a colori, la prima (e per ora unica) storia di Tex firmata da Giancarlo Berardi. Come racconta lo stesso autore di Julia e Ken Parker nell'introduzione al volume (di cui vi presentiamo un estratto, qui di seguito), nella sfida di realizzare un'avventura del Ranger bonelliano, all'epoca, era stato aiutato dal tratto di un affidabile e amatissimo veterano della collana, Guglielmo Letteri. Il tomo, di ben 352 pagine, è completato, oltre che dalla prefazione, anche dall'introduzione al volume originale, firmata da Sergio Bonelli, accompagnata da alcuni schizzi di lavorazione della storia.

Tex. Oklahoma!, cartonato a colori, 19 x 26 cm, è in vendita a 28 € (+ spese di spedizione, se acquistato sul nostro sito).

“Le va di scrivere una storia di Tex?”
di Giancarlo Berardi


Layout di una pagina, visualizzato da Maurizio Mantero.

1989. Il periodo non era dei migliori. La serie mensile di Ken Parker si era arenata nel 1984 con il numero 59, “I ragazzi di Donovan”, dopodiché il personaggio fu traghettato sulle pagine di Orient Express, in nuove luccicanti storie acquarellate. L’operazione doveva servire da tramite per sbarcare sul mercato europeo, in particolare quello francese, ma di lì a poco i lettori persero interesse per le riviste a fumetti e le sirene d’oltralpe intonarono canti sempre più autarchici. Fui preso di sorpresa.

Avevo appena comprato casa con un mutuo quindicennale al 12,50 per cento, e la collaborazione con la Comic Art non mi assicurava un introito sufficiente. In quei mesi elaboravo racconti brevi per i disegni di Maurizio Mantero, con il quale ideai anche copertine e illustrazioni per il periodico Volare. Poi arrivò la telefonata di Sergio Bonelli. Mi andava di scrivere una storia di Tex?

Tex. Una delle prime letture della mia infanzia, insieme a Capitan Miki, Il grande Blek, Pecos Bill, Il Monello… Quando decidemmo di dedicarci ai fumetti, Ivo Milazzo e io sentenziammo: “Qualsiasi genere, ma non il western. C’è già Tex”. E infatti fu il nostro campo d’azione per venticinque anni. Tex Willer era – ed è ancora – il personaggio portante della Casa editrice, un punto d’arrivo per qualsiasi fumettista, con tutti i rischi annessi e connessi, perché logicamente viene richiesto un rispetto assoluto della sua personalità e delle sue caratteristiche espressive. Insomma, il genere di sfide che accolgo a braccia aperte, con lo stesso atteggiamento di uno che cerca di fermare un tram in corsa.

Andai a Milano e Bonelli, pur spronandomi alla tenzone, alimentò le mie perplessità. Secondo lui, ero uno sceneggiatore colto e raffinato – forse troppo – ma Tex si dimostrava un osso duro per chiunque, compreso lui, che si era stufato di subire le critiche di papà Gianluigi. Comunque, aveva pensato a una soluzione compromissoria: mi avrebbe affiancato un disegnatore classico, perfetto interprete della tradizione texiana: Guglielmo Letteri.

Partii, come al solito, dalla documentazione. Sergio mi spedì i primi duecento numeri della serie, che rilessi, e in parte lessi, con maniacale attenzione. Affrontai il lavoro con grande umiltà, conscio che lo scrittore si sarebbe dovuto mettere al servizio del personaggio, e non viceversa. Una rivisitazione il più possibile vicina all’originale, senza imitare lo stile del suo creatore.

Tuttavia presi una precauzione. Per mantenere un minimo di controllo sulla regia della storia, decisi di realizzarla a layout, ossia con gli abbozzi delle pagine, e chiesi a Mantero di darmi una mano. In pratica, schizzavo velocemente le vignette in piccolo, con dialoghi annessi, che poi lui riportava in bella copia su un foglio A4. (...)

Trovate la prefazione completa su Tex. Oklahoma!.