Intervista Zagor

Un tratto da copertina!

Ormai lo saprete: a raccogliere il testimone di copertinista zagoriano lasciato da Gallieno Ferri è stato scelto Alessandro Piccinelli. Ecco cosa ci ha raccontato il disegnatore comasco.

Comasco, classe 1975, Alessandro Piccinelli, nell’arco di un decennio, ha già fatto tanta strada. Da esordiente su Zagor, nel 2006, è poi entrato in pianta stabile nello staff dei disegnatori di Tex, facendosi apprezzare per il suo tratto pulito, il dinamismo e la fisicità che riesce a donare ai personaggi, nonché per la meticolosità e l’amore per i dettagli che emergono dalle sue tavole. Tutte caratteristiche che non sono sfuggite a Moreno Burattini, curatore di Zagor, nel momento in cui, dopo la scomparsa del Maestro Ferri, si è incamminato alla ricerca del nome giusto per sostituire l’amatissimo Gallieno alle redini delle copertine della collana. Il debutto del segno di Piccinelli avverrà a ottobre, con l’albo “Zenith 666”. La copertina, ormai, la conoscete: è arrivato il momento di portarvi dietro le quinte e di chiacchierare con l’autore, facendoci raccontare tutti i dettagli di questo storico cambiamento.

► Fammi vedere le tue mani… Un po’ sembrano tremare ancora… Come ti sei sentito quando Moreno Burattini ti ha dato la notizia che eri stato scelto come nuovo copertinista di Zagor? E come ti senti ora, con la tua prima cover che sarà in edicola tra poco meno di un mese?

Proseguire sulla strada, tracciata dal Maestro Ferri, per me è fondamentale, rispettando la tradizione e quel profumo di "Avventura" che si respira in ogni sua cover!

Il primo pensiero è stato "Ma... ho capito bene??!"… credo che questo "effetto sorpresa" me lo porterò appresso ancora per un po’ di tempo. Naturalmente il lavoro da fare è tanto, come tanta è la responsabilità e l'importanza del compito... insomma, parliamo di Zagor, uno dei fumetti più importanti e amati d'Italia (e non solo in Italia)! Perciò cerco di tenere per me questo pensiero, per le notti insonni, e di concentrarmi sulle prime copertine che mi sono state affidate! Inutile dire che l'emozione è davvero tanta!

► Facciamo un passo indietro. Raccontaci il percorso di avvicinamento a questo ruolo: quando hai iniziato a proporre le tue prime prove e quali sono state le linee guida che ti sono giunte da Moreno?

In questi anni mi è capitato spesso di realizzare disegni o illustrazioni di Zagor, quando qualche lettore me lo chiedeva o anche solo per un piacere mio, come esercizio. Di tanto in tanto facevo vedere questi disegni a Moreno, pensando che magari potevano servire per qualche pubblicazione. Subito dopo che mi è stata comunicata la decisione di affidarmi le cover di Zagor, la prima indicazione che mi ha dato il curatore della collana è di riguardarmi tutte le copertine di Gallieno Ferri e studiarne l'impostazione. Il simbolo sul petto del Re di Darkwood dev'essere sempre ben evidenziato e l'impatto visivo dell'immagine è importantissimo, calcolando naturalmente lo spazio per il logo e il titolo!

► Hai centrato subito l’obiettivo o hai faticato a entrare nell’atmosfera dello Spirito con la Scure?

Pur leggendo Zagor da una vita, conoscendo le atmosfere delle foresta di Darkwood e avendone disegnato una storia per la serie mensile, approcciarsi alle copertine impone di ripartire da capo, proprio perché ho ben presente l'importanza del ruolo. Perciò ho realizzato diversi bozzetti per le prime tre cover (nella gallery in apertura potete vedere quelli realizzati per l'albo "Zenith 666") che sono serviti, oltre che come studio per le stesse, anche per riprendere confidenza con il personaggio e il suo mondo.

► Sulle tue spalle, inutile ricordarlo, pesa l’eredità del Maestro Ferri. So che hai osservato con attenzione il suo lavoro, in particolare quello di illustratore. Cosa vorresti essere in grado di rubare all’arte di Ferri?

Come dicevo poco fa, riprendere le cover realizzate dal Maestro Ferri è stata la prima cosa che ho fatto! Era doveroso, se non obbligatorio! Da lettore e suo ammiratore le conoscevo già tutte, ma adesso ho dovuto riguardarle con un altro occhio, cercando di cogliere l'insegnamento di uno dei più importanti cover-men della storia del fumetto! Sono stati preziosi anche i consigli di Moreno che, oltre ad essere il più grande conoscitore di Zagor, ha lavorato tanti anni a stretto contatto con Gallieno Ferri. Bisogna sempre ascoltare chi ne sa più di te, se vuoi imparare.


Un particolare della copertina di esordio di Alessandro Piccinelli.

È incredibile (oltre che una gioia per gli occhi) vedere le cover di Ferri tutte insieme, perfette nell'impostazione e per quell'atmosfera "avventurosa" che è sempre riuscito a trasmettere, con ogni suo tratto! A lui questo veniva spontaneo, naturale: un copertinista nato! Per avere un'ulteriore conferma (...ma serve davvero?) delle immense doti da illustratore del Maestro, oltre a quelle delle serie mensile bisogna riguardare le tante cover a striscia da lui realizzate: se è già complicato impostare un disegno in verticale, vi assicuro che impostarlo in orizzontale, rendendolo dinamico e d'impatto, è davvero un'impresa… e Ferri ha sempre centrato l'obbiettivo: immenso!

► Quale sarà il tuo approccio alle cover: rimarrai nel solco della tradizione avventurosa o hai in mente, magari una volta pienamente calato nel tuo nuovo ruolo, di proporre anche qualche soluzione più ardita?

Un passo alla volta: questo è stato il mio approccio alle prime cover. Dal 1961 a oggi, Zagor ha avuto un copertinista straordinario che, con le sue illustrazioni, mese dopo mese, ha accompagnato per mano il lettore nell’avventura raccontata nell'albo che stringeva tra le mani. Proseguire su questa strada, tracciata da Ferri, per me è fondamentale, rispettando la tradizione e quel profumo di "Avventura" che si respira in ogni sua cover! Poi bisogna trovare l'idea giusta, giocare sull'inquadratura e il taglio dell'immagine, ma la continuità con il passato è al centro dei miei pensieri, quando mi pongo di fronte al foglio bianco!

► Oltre a Ferri, ci sono altri copertinisti che ti servono da ispirazione, altri autori che ti sono d’aiuto, riguardo al tratto e alla composizione dell’illustrazione?

Claudio Villa! Perfetto! Un punto di riferimento, un narratore per immagini inarrivabile! Per quanto riguarda le altre serie targate Sergio Bonelli Editore, c'è solo l'imbarazzo della scelta: guardo con ammirazione i lavori di Marco Soldi e Cristiano Spadoni per Julia, di Fabrizio De Tommaso per Morgan Lost e di Giuseppe Matteoni per Dragonero! Mi levo il cappello (uno Stetson, naturalmente) davanti a ogni opera del maestro Aldo Di Gennaro e di Massimo Carnevale! Potrei andare avanti all'infinito, ma vorrei citare altri due eccezionali cover-men dell'"Avventura": Roberto Diso per Mister No ed Enea Riboldi per Dampyr (e ricordo ancora con piacere a ammirazione le sue copertine per l’edizione italiana dei fumetti di Indiana Jones!).

► Un’ultima domanda, giusto per metterti un pizzico in imbarazzo: riguardando tutte le copertine di Zagor degli ultimi 55 anni, riesci a comporre un ideale podio delle tue preferite?

Accidenti, mi metti senz’altro in difficoltà. Ci sono tanta copertine fantastiche di Zagor. Per l'atmosfera non posso non citare "Angoscia!" e "La casa del Terrore". "Indian Circus” e "Addio, fratello rosso!"...ecco, ho già sforato! Ma la mia preferita rimane "Zagor racconta", una cover perfetta per introdurre quella che ritengo la più bella storia del Re di Darkwood! Impossibile, immergendosi tra quelle pagine, non voler bene al giovane Pat ed è facile, cominciando da lì, innamorarsi della lettura e rimanere legati per sempre allo Spirito con la Scure!

A cura di Luca Del Savio


Lo Spirito con la Scure è anche su Facebook, seguite la pagina ufficiale della collana.
Per non perdervi anteprime e aggiornamenti dell'universo bonelliano abbonatevi alla newsletter settimanale SBE.