Anteprima Dylan Dog

Tempo di remake!

Tre attesissimi remake di altrettanti indimenticabili racconti del Dylan Dog di Tiziano Sclavi compongono le pagine del diciottesimo Color Fest, in edicola dal 9 agosto. Eccovene una sanguinosa anteprima!

Dal 9 agosto è in edicola il diciottesimo Dylan Dog Color Fest, attesissimo per il debutto dell'annunciata formula "remake". In questo numero, la formula genera l'originale rivisitazione di tre grandi classici dylaniati (L'alba dei morti viventi, Gli uccisori e Diabolo il grande), a opera, rispettivamente, di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari, Giovanni Eccher e Bruno Brindisi, Fabrizio Accatino e la coppia formata da Valerio Piccioni e Maurizio Di Vincenzo. A introdurre questa novità ci pensa il curatore della serie, nell'introduzione all'albo che vi presentiamo qui di seguito.


Cari Dylaniati,
negli ultimi tempi si è diffusa la convinzione che il proliferare di remake sia un sintomo della mancanza di idee che regna a Hollywood. In parte è indubbiamente vero: creare e imporre nuove proprietà intellettuali è sempre più difficile e richiede investimenti sempre più ingenti, quindi c’è una tendenza a giocare sul sicuro, sfruttando anche l’effetto nostalgia...

Va però detto che tale fenomeno non è per nulla nuovo e che film diventati a loro volta dei classici, non erano altro che remake
di altre pellicole.

Abbiamo invitato i nostri autori a un gioco: reinventare alcune storie classiche di Tiziano Sclavi e Dylan Dog, in una forma nuova.

Per esempio: La Cosa di Carpenter è un’icona sacra del fantahorror anni ’80, ma è anche il remake di un altro cult, degli anni ’50 in questo caso, diretto da Howard Hawks, La cosa da un altro mondo. Remake sono pure Ocean's Eleven, Il Paradiso può attendere, Scarface, Il Grinta, La Mosca, The Departed, Per un Pugno di Dollari e tante altre splendide riletture che, pescando da quanto già fatto, hanno saputo creare qualcosa di originale. Insomma, la debolezza di molti remake moderni non dipende dalla loro natura di rifacimenti, ma dalla loro qualità intrinseca.

Con questa idea bene in testa, abbiamo invitato i nostri autori a un gioco: reinventare alcune storie classiche di Tiziano Sclavi e Dylan Dog, in una forma nuova. Il diciottesimo Dylan Dog Color Fest ospita i primi tre esperimenti in tal senso e a questo volume ne seguirà (tra qualche tempo) un secondo, con altri tre. Le nuove storie non vogliono in alcuna maniera sostituire le inarrivabili originali, quanto affiancarle, proponendo un punto di vista alternativo.

Noi ci siamo divertiti molto a realizzarle e speriamo che voi vi divertiate altrettanto nel leggerle!

Roberto Recchioni


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