Intervista Le Storie

Un Mastantuono... Speciale!

Klon è il titolo dello Speciale Le Storie n.3, in edicola dal 12 luglio, interamente realizzato da Corrado Mastantuono. Abbiamo intervistato l'autore romano per farci raccontare come è nato e si è sviluppato questo progetto.

È in edicola "Klon", il terzo Speciale Le Storie, ambientato nella Roma di un futuro prossimo, teatro di un'oscura cospirazione globale.
Corrado Mastantuono, versatile autore romano in grado di dividersi tra il polveroso West di Tex e la realizzazione di storie disneyane, ha scritto, disegnato e colorato l'albo speciale estivo, in edicola dal 12 luglio. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il dietro le quinte del suo lavoro per "Klon".

► La collana Le Storie si pone l'obiettivo di fornire agli autori uno spazio per poter raccontare l'avventura che avrebbero sempre desiderato realizzare. Ti ritrovi in questo proposito?

Rocco, il protagonista, è un emarginato, uno sconfitto… ma ha anche la capacità di rialzarsi dopo ogni crisi e il potere interiore maturato lo rende un personaggio unico e straordinario.

Klon è un progetto a cui tenevo molto. Lo scrissi inizialmente per il mercato francese, poi, dopo diverse stesure e vicissitudini che sarebbe noioso raccontare, era finito tristemente nel cassetto.
Quando la Casa editrice varò questa entusiasmante e coraggiosa testata, Le Storie, mi venne spontaneo alzare la cornetta e spiegare all’allora direttore Mauro Marcheselli la bontà del mio racconto. Klon venne accolto tiepidamente, a dire il vero. L’idea di distrarmi su un progetto nuovo quando ero molto più utile sulle pagine di Tex alimentava qualche perplessità.
Garantii che il nuovo lavoro non avrebbe intaccato in nessun modo la produzione delle tavole del Ranger, ma una storia ambientata a Roma, con nomi italiani e questa collocazione temporale che non rientrava a pieno titolo nella fantascienza ma si affacciava prudentemente in un futuro prossimo poco appetibile, continuava a far storcere il naso.
Ero pronto al peggio quando invece, dopo aver mandato il soggetto per email, da via Buonarroti mi comunicavano che…si partiva!

► Klon è una storia che ti frullava in mente da tempo, dunque?

Ha avuto varie fasi e stesure. La versione che arrivò alla casa editrice era già definitiva e collaudata, ma il primo stralcio risale addirittura al 2007.

► Da “Suburra” a “Lo chiamavano Jeeg Robot”, ultimamente Roma viene spesso utilizzata per far da sfondo a storie intense e adrenaliniche. C'è una ragione particolare per la quale hai scelto di far svolgere le vicende di Klon proprio nella Città Eterna?

Mi serviva una città cadente e malinconica, caotica e controversa. Una metropoli del futuro ma che prendesse le distanze dagli stereotipi del cinema di genere. La commistione di rovine storiche, impianti barocchi e moderne architetture definisce appieno la Roma che racconto, proiezione, senza troppe abilità profetiche, di quella attuale. Le sue contraddizioni e la sua natura di caducità insanabile diventano protagonisti ingombranti e essenza dell’estraniamento schizofrenico di Rocco.

► Ecco, presentaci Rocco Basile, protagonista del racconto: chi è?

Rocco è un emarginato, uno sconfitto. Ha poche battute per tutto l’albo, ma i suoi pensieri contorti ci accompagnano in tutto il suo vagare. La sua vita è segnata dalla scomparsa del fratello e dalla madre consumata dai sensi di colpa e dall’alcol.
Il suo equilibrio già delicatissimo è sfociato a più riprese in derive schizofreniche, tenute faticosamente a bada con dosi massicce di medicinali. Si tiene stancamente a galla solo grazie al suo lavoro di programmatore interfacciale di sistemi di allarme, nel quale è un genio indiscusso.
Rocco, in definitiva, è “quello strano”, da evitare; quello che si cambia strada quando lo si incrocia, quello che parla da solo e guarda nel vuoto. Rocco è relegato ai margini della società e lo sa, non ha amici e ha smesso da tempo di cercarne… ma ha anche la capacità di rialzarsi dopo ogni crisi, alzare la testa dopo ogni sconfitta e il potere interiore maturato lo rende un personaggio unico e straordinario.


Rocco Basile, protagonista di "Klon", alle prese con una rocambolesca fuga.

► Come hai definito la sua caratterizzazione grafica?

Non può che essere rappresentato magro e malato, zigomi pronunciati e occhiaie vistose, cornice di occhi malinconici e visionari nei quali si sono riflessi tutti i mali del mondo.

► Fumetti, romanzi, film, serie televisive, cronaca: quali sono state le tue fonti d'ispirazione, in questa occasione?

Come dice Rocco, sono andato avanti un passo dopo l’altro.
Fino alla fine non sapevo bene come rappresentare questa storia. Che registro usare: realistico, grottesco, linea chiara o Bonelli style allo stato puro. Niente era definito e a ogni bivio prendevo una decisione sofferta e senza ritorno.
La storia ritengo che non abbia debiti diretti, se non con un genere che, come ha scritto bene Gianmaria Contro nell’antefatto dello Speciale, come “Narrativa d’anticipazione” non si sposta in spazi lontani o mondi inimmaginabili ma ci presenta un domani vicino.
Per la realizzazione grafica è invece stato fondamentale conoscere la destinazione a colori dell’episodio che mi ha fatto perentoriamente virare verso un tipo di contornatura pulita e senza troppi neri.

► Per Klon ti sei occupato dei testi, dei disegni e della colorazione: come ti sei trovato nei panni di autore unico?

È la prima volta con Bonelli ma non è la prima volta in assoluto. Con la Disney è capitato sovente che scrivessi e disegnassi le storie per poi supervisionare anche i colori. Ancora prima con la Comic Art ero autore di una serie chiamata “Buzzer & Todavia” di cui curavo testi, disegni e colori, all’epoca fatti a mano e non digitali.
Certo, quello per Le Storie è a oggi il lavoro più ambizioso e impegnativo nel quale mi sono imbattuto.
Una precisazione doverosa: anche se per un’incomprensione non compare nei credits, ai colori mi ha aiutato il mio amico Nicola Pasquetto, senza il quale dubito che sarei riuscito a terminare l’impresa per tempo.


Una sequenza resa suggestiva dai colori di Corrado Mastantuono, coadiuvato da Nicola Pasquetto
(cliccate sull'immagine per vedere la tavola completa).

► Quanto tempo ti ha impegnato la realizzazione dello Speciale?

È stato interrotto a più riprese, a dire il vero, per urgenze legate alla consegna del triplo Tex in uscita lo scorso anno. Direi, approssimativamente un paio di anni.

► Ora cosa ti aspetta? Quali sono i prossimi progetti ai quali stati lavorando?

Per Bonelli sto lavorando, sempre con Mauro Boselli, a un episodio doppio di Tex in uscita all’inizio del 2017.

A cura di Davide Pettani


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