Intervista Nathan Never

Io sono Omega!

Antonio Serra ci porta dietro le quinte della sua ultima storia neveriana, una trilogia spettacolare e sconvolgente che vede gli agenti Alfa affrontare Omega: in ballo, c’è il destino dell’umanità!

Sfogliando la venticinquennale saga di Nathan Never, è difficile tenere conto di tutti i cattivi che sono stati affrontati dagli agenti Alfa, ma alcuni rientrano nella categoria dei super-cattivi, villain tanto diabolici quanto indimenticabili. Tra questi, non possiamo non citare almeno Aristotele Skotos, l’intera stirpe dei Tecnodroidi e il subdolo e mefistofelico Mr Alfa. L’ultimo, in ordine di tempo, a impugnare lo scettro di re dei malvagi è senz’altro Omega: rivelatosi sul finire della saga della Guerra dei Mondi, da allora, il Signore dei Robot non ha mai smesso di tramare, ordendo un piano di vendetta contro suo “padre” – il “cervellone” informatico Sigmund Baginov – e l’umanità tutta!
Ora, negli albi in edicola nei mesi da giugno ad agosto (n. 301, “Il giorno del giudizio”; n. 302, “Vite sconosciute”, n. 303, “I Signori dell’Eternità”), Antonio Serra (uno dei “papà” di Nathan Never) ha deciso di svelare l’intero piano di Omega e di far affrontare agli eroi dell’Agenzia Alfa la loro prova più difficile. Vinti dalla curiosità, abbiamo braccato l’autore sardo nei corridoi della redazione per porgli alcune domande che non smettevano di tormentare i nostri sonni di lettori… Ecco cosa ci ha raccontato!

► Hai avuto modo di dichiarare che la trilogia che ha inizio con l’albo attualmente in edicola rappresenta la summa di venticinque anni di continuità neveriana. Spiegaci un po’ questa tua affermazione…

Beh, per cominciare a scrivere una storia io devo sapere già come va a finire. E quando, ben più di venticinque anni fa, iniziai a lavorare a Nathan Never, animato dal classico pessimismo che tutti i miei amici più cari non faticano a riconoscermi, cominciai dalla fine. Ovviamente, quell’idea rimase un appunto nascosto in un cassetto, anche se, man mano che gli eventi nelle storie dell’Agente Alfa si dispiegavano, io, seppur mentalmente, apportavo modifiche a quel concetto.

Beh, per cominciare a scrivere una storia io devo sapere già come va a finire.

Circa quattordici anni fa, a causa di una profonda crisi personale, alcuni elementi di quello schema narrativo diventarono parte integrante del mondo di Nathan. Era impossibile svilupparli senza sconvolgere tutto! Ma ecco che la ricorrenza dei venticinque anni della collana mi ha consentito di riaprire quel cassetto e di realizzare, con la paziente collaborazione del mio complice, Sergio Giardo, un progetto che può raggiungere finalmente i lettori anche perché sarà, spero, l’ultima avventura di Nathan Never da me sceneggiata.

► Quali sono le tematiche in gioco in questa tua ultima sceneggiatura neveriana?

Fondamentalmente, come si intuisce, l’ineluttabile passaggio del tempo. I personaggi dei fumetti vivono una condizione che è allo stesso tempo invidiabile e temibile: non invecchiano. Altrettanto non succede nella realtà nella quale tutti viviamo. Il rinnovamento fa parte integrante della nostra esistenza e questa storia, mi auguro, sarà la base di partenza per l’evoluzione dell’universo in cui si muovono gli agenti Alfa.

► Sfogliando i tre albi, balza all’occhio la presenza di un cast davvero molto ricco. Come sei riuscito a gestire tutti questi personaggi e a fargli giocare un ruolo essenziale nella complessa trama che hai ordito?

Da un lato, mi sembra di conoscere questi personaggi come se fossero persone reali, e quindi mi verrebbe da dire che non ho avuto grandi difficoltà ad amministrare i loro spazi. Dall’altro lato, mi sembra incredibile che più di cinque anni di lavoro (le storie coinvolte sono molte di più di quelle presentate in questi tre albi – ne parleremo in un prossimo approfondimento, NdR) stiano finalmente trovando la loro concretizzazione in edicola. E, in cinque anni, ogni gesto, ogni evento, è stato analizzato, ripensato, scritto e riscritto più volte. Non esattamente una passeggiata, dunque…

► Ora che hai tra le mani il prodotto finito, cosa pensi del risultato? Sei soddisfatto? Conoscendoti, so che devi imbrigliare il tuo istinto di precipitarti in edicola e cambiare a mano, in ogni copia, alcuni dettagli per i quali, nel frattempo, avrai senz’altro trovato una soluzione differente…

Proprio così. Anche ora che stiamo parlando sto riscrivendo le ultime pagine – per la quinta volta, questa settimana –, ma fortunatamente esistono le scadenze. Tra qualche giorno, Sergio Giardo avrà disegnato le tavole finali e non si potrà più tornare indietro… Meno male!


Particolare di una tavola tratta dall'albo Nathan Never 303 "I signori dell'eternità", realizzata da Sergio Giardo.

Però vorrei dire una cosa. I tre episodi dedicati dai “papà” di Nathan Never al venticinquennale – il 300, "Altri mondi", scritto da Bepi Vigna, la mia trilogia di cui stiamo parlando e il 304, sceneggiato da Michele Medda – vanno visti, secondo me, come un omaggio che gli stessi autori fanno alla loro creatura, ormai diventata adulta. Un omaggio soprattutto rivolto ai lettori che ci hanno fin qui seguiti, un’interpretazione personale, di ciascuno di noi, che non va vissuta in stretta continuità, ma come un evento straordinario, che potrà o non potrà avere sviluppi, un domani. Non sono in grado di dire che cosa ci aspetta in futuro – Bepi e Michele sono alacremente al lavoro e nuove storie vengono realizzate mentre parliamo –, ma spero davvero che anche altri autori, tra venticinque anni, possano trovarsi nella stessa situazione in cui abbiamo avuto la fortuna di trovarci noi oggi.

► Il tuo saluto a Nathan Never non rappresenta, però, il tuo addio alla scrittura: a cosa stai lavorando, attualmente?

Per quanto riguarda sceneggiare, sto lavorando a una storia speciale di Legs, realizzata da vari disegnatori, ma principalmente da Francesca Palomba, e a un albo di Le Storie, in combutta con quel folle di Maurizio Rosenzweig. In veste di co-creatore e di editor, invece, sono impegnato su una nuova serie fantascientifica insieme a Davide Rigamonti, che ne sarà lo sceneggiatore principale, e nello sviluppo della terza miniserie di Nathan Never che seguirà ad Annozero – attualmente in edicola – e a quella scritta da Michele Medda che uscirà l’anno prossimo. A scrivere, qui, saranno Giovanni Eccher e Adriano Barone. Con Alberto Ostini firmeremo, inoltre, un progetto davvero inedito per la Casa editrice che vede ai pennelli Anna Lazzarini. Ultimo ma non ultimo, sempre in team con Davide Rigamonti, sto realizzando uno Speciale Greystorm che vedrà la luce in occasione di Lucca 2016. Troppa roba… devo fermarmi!

A cura di Luca Del Savio


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