Intervista UT

Il volto e la maschera

Abbiamo incontrato Lola Airaghi, autrice dell’illustrazione di copertina di UT 2 – Variant Fumetterie, albo già disponibile in fumetteria e sul nostro sito.

Per chi frequenta da qualche anno il fumetto bonelliano, il nome di Eleonora “Lola” Airaghi non suona certamente nuovo. Dopo il debutto su Legs Weaver (risalente a quasi vent’anni fa), Lola è divenuta una delle colonne di Brendon e, ora, è una delle matite più note tra quelle che lavorano per l’ultima creatura nata dalla fantasia di Claudio Chiaverotti: Morgan Lost. Oltre a realizzare le tavole dell’albo che arriverà in edicola il prossimo 22 giugno (“Megamultiplex”, numero 9 della collana), la brava disegnatrice milanese, ultimamente, ha messo mano a numerose, efficaci e suggestive illustrazioni dedicate al cacciatore di serial killer di New Heliopolis.

Entrare nel mondo di UT è come aver l'invito con chiavi allegate. È il mondo che piace a me, pieno di simboli e citazioni visive che si amalgamano mesmericamente.

Forse è proprio per la bellezza di questi disegni che il suo nome è stato scelto per far parte del sestetto di autori chiamati a visualizzare le copertine dell’edizione Variant per Fumetterie della miniserie-evento UT. Sua, infatti, la splendida cover del numero 2 della collana, già acquistabile in fumetteria e sul nostro sito. Un numero 2 che – caratteristica delle edizioni variant – si presenta con sedici pagine in più (a colori), contenenti informazioni sulla serie, i suoi personaggi e le ambientazioni, oltre che con un’intervista al copertinista ospite. Qui di seguito, vi proponiamo un estratto della chiacchierata che abbiamo fatto con Lola Airaghi.

► È stato difficile entrare nel mondo di UT per realizzare la tua copertina per il numero 2 dell'edizione per fumetterie?

Entrare nel mondo di UT è come aver l'invito con chiavi allegate. Tutte le porte erano spalancate. È il mondo che piace a me, pieno di simboli e citazioni visive che si amalgamano mesmericamente. 

► Quali sono le suggestioni delle pagine create da Corrado Roi e Paola Barbato che ti hanno più colpito?

Non ci sono tavole specifiche, sono le vignette che accompagnano sia il primo che il secondo episodio che mi hanno affascinato per la loro particolarità: gli interni con le scacchiere dove spuntano nasi, pronti ad annusare odori che non ci sono più, ad esempio, o i volti con sguardi anonimi in cerca di cibo mentale... Poi, sì, il cancello che appare nel secondo albo, con il suo magma di corpi assetati della linfa che li tiene assurdamente collegati e dipendenti, l'uno dall'altro, per restare in quella trappola che è la loro vita.

► La tua illustrazione rievoca proprio la sequenza del cancello vivente, raccontata nel secondo albo, ma mi è parso di intravedere uno specifico riferimento a una figura classica dei tarocchi, l'appeso: mi sbaglio?

Non sbagli affatto. Appena ho letto la storia, l'appeso è apparso nella mia mente. È simbolico, ovviamente. L'appeso, oltre ad avere un significato apparentemente di stallo, è un simbolo forte che suggerisce di guardare la situazione da un altro punto di vista: in questo caso, il punto di vista di Ut. Dietro al protagonista ci sono i due corpi simbolo che accompagnano l'idea del cancello/gabbia della vita, se dipendi dal nutrimento esterno alle tue scelte. Poi la posizione dei corpi, a mimare i simboli di Yin e Yang (guardacaso i nomi dei due personaggi), dove il dualismo è in realtà l'essenza stessa dell'unicità umana. 

A cura di Luca Del Savio

Potete trovare l’intervista completa in appendice a UT 2 – Variant Fumetterie.


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