Anteprima Dampyr

Ritorno a Chernobyl!

Nel giorno del trentesimo anniversario della tragedia, vi anticipiamo il contenuto dell’albo di Dampyr di maggio, ambientato nella città di Pripyat, dove le conseguenze del disastro nucleare sono ancora oggi davvero terribili.

Il 26 aprile 2016 ricorre un tristissimo trentennale. Trent'anni fa, proprio il 26 aprile 1986, presso la centrale di Chernobyl, in Ucraina – allora territorio sovietico –, si verificò il più grande disastro nucleare della storia. All'1.23 del mattino, durante un test "di sicurezza" condotto in violazione di tutti i protocolli, il nocciolo del reattore numero 4 della centrale nucleare si surriscaldò fino al punto da provocare la scissione dell’acqua di refrigerazione in idrogeno e ossigeno, a così elevate pressioni da provocare la rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento del reattore. Il contatto dell’idrogeno e della grafite incandescente delle barre di controllo con l’aria innescò una fortissima esplosione, che provocò lo scoperchiamento del reattore che a sua volta innescò un vasto incendio.


Una nube di materiale radioattivo fuoriuscì dalla centrale in fiamme. Nelle ore e nei giorni successivi, più di 330.000 persone vennero evacuate dai dintorni di Chernobyl e i fumi radioattivi raggiunsero rapidamente gran parte dei paesi europei e persino la costa orientale dell'America del Nord. Nella zona della centrale si contarono 66 morti certi e più di 4.000 casi di tumore alla tiroide, ma, secondo altre stime, i decessi causati dall’incidente potrebbero toccare cifre spaventose, comprese tra le 30.000 a i 6.000.000 di vittime. È stato calcolato che il disastro nucleare di Chernobyl abbia rilasciato una quantità di radiazioni pari a 400 volte quelle prodotte in occasione dello scoppio della bomba di Hiroshima. 


Il drammatico momento che ha segnato la vita degli abitanti di Pripyat, nell'interpretazione di Andrea Del Campo.

Non era e non è nostra intenzione "celebrare" questo anniversario dell'orrore. L'episodio "La città abbandonata" (numero 194 di Dampyr, in edicola dal 5 maggio) è stato concepito autonomamente e rientra nella continuity del personaggio creato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo. Ricordate, qualche mese fa, quando nell'albo "Il marchio giallo di Carcosa" Caleb Lost mostrava a Dampyr e soci un filmato girato a Pripyat, in cui i militari, incaricati di ripulire i dintorni della centrale dalle radiazioni, nel 1986, trovavano un moribondo che parlava, in inglese, della "forever lost Carcosa"? La storia di questo mese sviluppa e approfondisce quello spunto, rivelandoci quali orrendi misteri legati alla minaccia dei Grandi Antichi nasconda la città satellite di Chernobyl, abbandonata dalla sua popolazione nei giorni successivi all'incidente della centrale atomica, per ordine del governo, e mai più tornata alla vita a causa delle radiazioni nocive per l'uomo che ancora si rilevano nelle sue vie abbandonate.

Lo sceneggiatore Luigi Mignacco, quando ha scritto questa storia, di sicuro non pensava al trentennale del disastro di Chernobyl. Anzi, si sorprende quando gli parliamo di questa coincidenza. «Trent’anni fa… Non credevo che fosse passato tutto questo tempo. Il ricordo di quei giorni, per me, è ancora abbastanza vivo. Le notizie dell’incidente atomico avvenuto in una centrale oltre la "cortina di ferro" arrivavano nei telegiornali dell’epoca in modo vago, impreciso… Sembrava di vivere in un brutto film catastrofico! Dicevano che era meglio non uscire di casa, che le radiazioni potevano scendere dal cielo, trasportate dal vento…»


Harlan, Tesla e Kurjak nel desolato paesaggio odierno della cittadina ucraina.

L'avventura di Harlan, Tesla e Kurjak, inviati a Pripyat da Caleb Lost per indagare sulla scomparsa di un gruppo di turisti in visita nella città fantasma, non nasce dai ricordi d’epoca dello sceneggiatore, ma dalla visione di molte fotografie e filmati, pubblicate in rete e sui giornali, che documentano lo stato attuale della città abbandonata. Perché a Pripyat si pratica veramente questo "turismo dell'orrore", e le immagini raccolte da molti visitatori sono servite da modello al disegnatore Andrea Del Campo per ricostruire con assoluto realismo gli ambienti di una storia che, come sempre accade in Dampyr, porterà il lettore molto "aldilà della realtà".

Ma quello che non vorremmo dimenticare, insieme ai trent’anni trascorsi dal disastro di Chernobyl, è che nella storia e nella cronaca ci sono orrori ben più seri di quelli prodotti dalla fantasia di scrittori e disegnatori.