Intervista Zagor

Italian comics in the USA!

Parliamo di Zagor, Magico Vento e altri eroi bonelliani con Igor Maricic, l’appassionato e coraggioso fondatore di Epicenter Comics, editore di alcune nostre pubblicazioni per il mercato americano.

Recentemente, sulla nostra scrivania è giunta una copia di Zagor – The red sand, secondo tomo dell’edizione “made in USA” delle avventure dello Spirito con la Scure. Il tomo, presentato da una bella copertina di Michele Rubini, è firmato Epicenter Comics, un piccolo ma agguerrito editore che sta portando gli Eroi Bonelli sul mercato del fumetto americano. Ne abbiamo approfittato per contattare Igor Maricic, fondatore della Casa editrice, per farci raccontare del suo amore per i fumetti bonelli e della sua avventura editoriale.

► Epicenter comics: quando e perché hai dato il via a questa tua impresa?

Ho fondato Epicenter Comics nel gennaio del 2012, ma per spiegare cosa mi ha portato fin qui ho bisogno di tornare indietro di trent’anni, rispetto a quella data. Ho amato I fumetti per tutta la mia vita. Anche se ho vissuto negli USA negli ultimi vent’anni, sono nato nell’ex-Jugoslavia, dove ho passato gli anni formativi della mia vita, quelli che hanno dato forma alla persona che sono oggi. Quando avevo sei anni, mia mamma mi comprò in edicola il mio primo fumetto Bonelli. Mi ricordo ancora vividamente quel giorno! Era un albo di Tex. Rimasi immediatamente folgorato! Cominciai a comprare fumetti ogni settimana, che all’epoca erano pubblicati in due diverse edizioni settimanali. Tre settimane dopo quel numero di Tex, ebbi un “incontro” fatale. Quello fu il giorno in cui all’edicola vidi l’eroe con la rossa casacca senza maniche, con un aqula disegnata sul petto… Era l’inizio di un amore fumettistico che brucia ancora oggi, forse in maniera persino più intensa di quando ero un ragazzino.
Ovviamente, sto parlando di Zagor! Non avrei mai sognato che un giorno avrei avuto l’onore di pubblicare lo Spirito con la Scure in lingua inglese per la prima volta. È stato il secondo più grande onore della mia vita: il primo è quello di essere padre. È semplicemente incredibile!


Igor Maricic posa con Zagor e Magico Vento.

Poco prima di fondare Epicenter Comics, stavo attraversando una fase in cui cercevo di capire realmente chi fossi, ciò che amavo e ciò che realmente significava di più per me. Nello stesso periodo, sul più popolare forum croato dedicato ai fumetti (stripovi.com), che frequento quotidianamente da più di un decennio, c’era stata qualche discussione relativa a cosa ci volesse a pubblicare i fumetti Bonelli negli Stati Uniti. Era una discussione interessante che avvenne al momento giusto. Non ci furono ripensamenti, per me. Anche se ho un lavoro a tempo pieno in quanto scienziato, sono un padre e un marito, frequento la chiesa, la mia passione per i fumetti è troppo forte per nasconderla. Mi costa parecchi sacrifici riuscire a palleggiarmi tra il mio ruolo di editore e tutte le altre mie responsabilità, ma in qualche modo ce la sto facendo.

► Qual era, allora, e qual è, adesso, il tuo obiettivo?

Per rispondere a questa domanda, copio e incollo la dichiarazione sulla “mission” della mia Casa editrice che appare sul sito Internet di Epicenter Comics:

“Credo fortemente che le arti abbiano il potere di modellare e avere un forte impatto sul modo in cui percepiamo il mondo. È nostro dovere e privilegio, in quanto editori, scrittori, artisti, stampatori, distributori, rivenditori, non importa quale sia la nostra aspirazione, di avere un impatto positivo sul mondo, di divenire una piccola ruota che si muove nella giusta direzione.

Nel momento in cui mi trovato a fondare Epicenter Comics, la mia idea era quella di avere una Casa editrice che non solo avrebbe pubblicato graphic novel e fumetti unici e di alta qualità, ma che avrebbe anche coltivato e fatto crescere grandi talenti. Prometto che vi offrirò lavori che vi intratterranno, sorprenderanno, a volte vi disturberanno, ma che certamente vi emozioneranno e vi faranno pensare, anche una volta che avrete richiuso la copertina del volume.”

► Se ricordo bene, la tua pubblicazione d’esordio è stata l’edizione in lingua inglese di Magico Vento: perché avevi scelto di debuttare sul mercato americano puntando specificamente sulla serie creata da Gianfranco Manfredi? Quali erano, a tuo modo di vedere, i suoi punti di forza e perché pensavi potesse piacere ai lettori statunitensi?

Come puoi capire, dalla mia precedente risposta, sono guidato dal mio cuore e successivamente dalla mie mente. Prendo le decisioni importanti col cuore e poi le raffino, le aggiusto un po’, con la mia mente.


Particolare della variant cover di Magic Wind 7, illustrata da Pasquale Frisenda (cliccate sull'immagine per vederla per intero).

Ho scelto di partire con Magic Wind per prima cosa perché amo davvero la serie, credo nella sua qualità, e pensavo avesse maggiori chance di avere successo negli Stati Uniti rispetto a Zagor o a Ken Parker.

Zagor è la mia serie bonelliana preferita e, secondo me, dal punto di vista della qualità Ken Parker è stata la migliore collana Bonelli. Magico Vento è il mio eroe favorito subito dopo Zagor e, sempre dal punto di vista della qualità, credo che venga subito dopo il personaggio di Berardi & Milazzo. La scrittura di Manfredi è così solida, di albo in albo, e I disegni… wow! Intendo dire, un rapido sguardo ai nomi degli artisti coinvolti nella serie dovrebbe bastare: Pasquale Frisenda, Ivo Milazzo, José Ortiz, Goran Parlov

Se mi avvicinassi al lavoro di editore da un punto di vista semplicemente razionale, senza dubbio sarei partito con Dylan Dog, un personaggio che credo potrebbe avere le maggiori chance di aver successo negli USA.

► Come ha reagito il mercato americato alla vostra edizione di “Magic Wind”?

“Magic Wind” è stato decisamente apprezzato a chi legge i nostri volumi. Il problema principale è che la mia impresa è giovane e piccola e la serie rimane ancora piuttosto sconosciuta negli USA.

► Il tuo passo successivo ha riguardato Zagor: la scorsa estate hai portato nei “comic books shop” americani il primo volume dello Spirito con la Scure. Che storia scegliesti per questo debutto e quali sono state le ragioni della tua scelta?

I criteri di scelta delle storie di Zagor da pubblicare sono che devono essere, senza discussioni, i migliori fumetti di Zagor di sempre! Sono un fan accanito e conosco per filo e per segno tutte le storie e inoltre faccio parte della comunità di zagoriani (alcuni dei quali contribuiscono con i loro saggi introduttivi alla composizione dei volumi che la mia Casa editrice propone). Ho scelto “Il terrore dal mare” perché volevo iniziare con un volume che sarebbe risultato accattivante per chi non aveva mai letto Zagor in precedenza, pensando che rappresentava una delle storie più moderne del personaggio. Negli anni di frequentazione del forum, ho notato che i fan più giovani o che si erano da poco avvicinati al personaggio consideravano questa storia come la migliore di sempre. Se avessi scelto tenendo conto solo del mio punto di vista, avrei iniziato con “La marcia della disperazione” o con “Zagor contro Supermike”. Ho già pubblicato “La marcia della disperazione” come secondo volume della collana e “Zagor contro Supermike” costituirà la quarta uscita, quella che seguirà un’altra ottima storia di Mauro Boselli. “Vendetta voodoo”, carica di adrenalina, in uscita il prossimo agosto.


Un particolare della copertina di "Il terrore dal mare", opera di Michele Rubini
(cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente).

► Come dicevi, “Il terrore dal mare” è una storia moderna, datata 1997, scritta da Mauro Boselli e splendidamente disegnata da Stefano Andreucci, un artista dallo stile evocativo del segno di autori americani classici. La tua proposta successiva è “La marcia della disperazione”, una storia indimenticabile e amatissima ad opera di Nolitta & Ferri, pubblicata per la prima volta nel 1975: come hanno reagito i lettori d’Oltreoceano a questo differente tipo di avventura, con un ritmo più pacato e con l’inconfondibile stile di disegno del Maestro Ferri?

È interessante notare che il riscontro che ho ricevuto per “La marcia della disperazione” da parte dei nuovi lettori americani è stato molto positivo e alcuni di loro persino preferiscono questa storia rispetto a “Il terrore dal mare”. D’altronde, c’è una ragione se le migliori storie di Nolitta & Ferri sono considerate dei classici: hanno delle qualità che sono letteralmente senza tempo.

► Quali sono i tuoi futuri progetti che riguardano le nostre pubblicazioni? Andrai avanti solo con Magico Vento e Zagor o pubblicherai ulteriore materiale bonelliano?

Quest’estate, pubblicherò due nuovi progetti Bonelli in inglese. Il primo è Dylan Dog: Mater Morbi, di Recchioni & Carnevale, l’altro è Il fattore Z, tratto dalla collana Le Storie, realizzato da Giovanni Gualdoni e Marco Bianchini. Ancora una volta, due eccellenti fumetti con dei bellissimi disegni che potrebbero piacere al pubblico americano, almeno lo spero!
Nel prossimo futuro spererei di pubblicare altri volumi di Zagor, Magico Vento e Dylan Dog oltre ad altri Eroi Bonelli. A casa possiedo centinaia e centinaia di albi in croato e in serbo e continuo a ordinarli e a farmeli spedire regolarmente, quindi gli spunti non mi mancheranno...


Particolare della copertina di Dylan Dog "Mater Morbi", illustrata da Massimo Carnevale
(cliccate sull'immagine per vederla interamente).

► Quali sono gli aspetti che preferisci, del tuo lavoro di editore?

Una delle cose che mi danno più soddisfazione nel fare l’editore consiste nel possedere una precisa visione per la specifica edizione che andrò a proporre al pubblico e quindi scegliere il copertinista del volume ed essere, così, al contempo, la persona che porta il lavoro di quegli artisti sotto gli occhi dei lettori americani per la prima volta. Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni grandi nomi. Per le cover di Magic Wind, ho avuto l’opportunità di collaborare con il leggendario disegnatore serbo Bane Kerac (che fa attualmente parte dello staff zagoriano) e con il grande Pasquale Frisenda. Su Zagor, ho potuto lavorare con il fantastico Michele Rubini, alla cui visione dinamica e moderna di Zagor ho affiancato il talento di un giovane artista proveniente dalla Serbia, Well-Bee, i cui colori si sono sposati perfettamente con il disegno di Rubini. Di recente, ho inoltre collaborato con Marco Bianchini sul nostro volume “Il fattore Z”, di prossima uscita.

A cura di Luca Del Savio


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